30 anni e ancora Intoccabili

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Il 3 Giugno 1987 usciva ufficialmente nelle sale “The Untouchables – Gli Intoccabili” diretto da Brian De Palma. Sono passati 30 anni da allora, 30 anni da intoccabile del cinema poliziesco e non solo. Subito cult, subito grande successo di pubblico e critica, nonostante quest’ultima rimproverasse De Palma di essersi allontanato dal suo classico cinema in favore di un’operazione più commerciale. Forse è vero, ce ne faremo una ragione!

A dirla tutta meglio così, dato che è proprio l’alto budget ad aver contribuito a renderlo indimenticabile. Del resto per fare la guerra ad Al Capone – anche se “solo” al cinema – i mezzi devono essere imponenti, alla pari del re di Chicago: «se vuoi Capone devi fare così: lui tira fuori il coltello, tu la pistola. Se manda uno dei tuoi all’ospedale tu mandi uno dei suoi all’obitorio. È così che si fa la guerra a Chicago». Questo sentenzia Sean Connery mettendo da parte il savoir-faire da 007 e calandosi nei panni del rude poliziotto Jimmy Malone, mentore dell’agente del tesoro Eliot Ness (Kevin Costner) incaricato di arrestare Al Capone. Sì, proprio lui, uno strepitoso De Niro che riesce a creare un’aura di onnipresenza malefica pur apparendo poche volte.

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De Palma spinge forte sul pedale dell’emozione e mette subito le cose in chiaro: ci sono i cattivi, capaci di far saltare in aria una innocente bambina insieme ad un locale, e ci sono i buoni che li combattono. Semplice. Il resto è un susseguirsi di colpi di scena, di momenti esaltanti, tragici e commoventi oltre che di azione, thriller e pure western. Senza dimenticare sequenze da antologia e citazioni cinefile come la scena della carrozzina de “La corazzata Potëmkin” che ancora oggi meriterebbe 92 minuti di applausi. Tanto di cappello a questa Hollywood.

Davide Miselli