45 anni

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Cosa potrebbe succedere dopo 45 anni di matrimonio, proprio mentre stai organizzando la festa per l’evento, se il tuo compagno scoprisse che è stato ritrovato il corpo congelato del suo primo amore? Il tentativo di rispondere a questa domanda si trova in 45 anni, il nuovo film di Andrew Haigh (anche sceneggiatore, ndr), un dramma straordinario costruito con grandissima classe. I protagonisti della vicenda sono i fantastici Tom Courtenay, che interpreta Geoff, e Charlotte Rampling, alias Kate, entrambi insigniti dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino del 2015. La storia si svolge in un piccolo paese dell’Inghilterra, in cui tutto ha una dimensione fortemente intima, che però viene spezzata da questo evento.

Il grande merito di Haigh è quello di non aver costruito un dramma esagerato e nemmeno gratuito, ma estremamente posato ed intelligente, in particolare nella parte di Kate. La Rampling è sublime e il suo personaggio è molto meno scontato di quello che si potrebbe pensare.
La camera di Haigh segue in particolare Kate ed è testimone di una realtà che piano piano vede sgretolarsi. Significativo il fatto che, dopo le schermaglie iniziali (sempre confronti pacati e mai “isterici”), Geoff parli degli aspetti più profondi della relazione con la donna ritrovata in camera da letto, luogo per eccellenza regno dell’intimità. Ed è proprio qui che il film ha i suoi snodi principali.
Non c’è motivo per non andare in sala ad ammirare questa autentica piccola perla di Andrew Haigh, di cui voglio sottolineare un finale che più ci penso, più credo sia veramente un capolavoro.

45 anni è una delle sorprese più liete di quest’anno, dimostrazione che la semplicità e la storia di un amore non per forza giovane meritino grande considerazione.

Matteo Palmieri