70 mostra del cinema



Testo e foto di Francesca Pradella
http://10photography.com/

Leone e solleone
Incastrata in un tetris umano sul vaporetto numero 2, navigo verso il Lido con una vivida consapevolezza: sarà una giornata impegnativa. Il sole abbaglia con una certa arroganza e l’attrezzatura da circa 10 kg che mi porto addosso è sinonimo di sauna. Non posso fare a meno di rimanere incantata da questa città: ogni volta che la rivedo mi sento rapita dalla sua forte personalità, dal mare che pulsa nei canali come linfa vitale dandole forma, ma anche austera ed orgogliosa anima.

Sbarco al Lido con le sue ville perfette, immerse in un’atmosfera d’altri tempi. E’ una sorta di universo parallelo ed è una parte di Venezia molto diversa da quella che si è soliti associare alla città. Il Casinò non rispecchia il mio gusto estetico ma ne riconosco la potenza architettonica mentre, con il mio collega, mi dirigo alla sala stampa. Il silenzio regna sovrano, e le retine luccicano illuminate dallo schermo dei laptop,con le pupille frenetiche che corrono su e giù come palline da flipper. Ricevute le istruzioni, comincia la maratona fotografica all’inseguimento dei Vip (o quasi) della giornata.
Arrivo nella Darsena dell’Hotel Excelsior con un muro di fotografi abbrustoliti dalla canicola di mezzogiorno. A prescindere dal programma, obiettivamente è difficile riconoscere proprio tutte le “celebrità” perché non sempre sono, appunto, così celebri. Ed allora si fotografa, ma con spesso in sottofondo la famigerata domanda: “ E chi era quello/a lì?”. Insomma, anche io, nonostante sia una cinefila piuttosto patologica, ammetto di trovarmi in difficoltà ed allora faccio mia una regola d’oro del paparazzo da Red Carpet: nel dubbio, scatta.

Attori ed attrici con i raggi furiosi di questa rovente giornata,fanno inevitabilmente facce con occhi strizzati davvero poco gradevoli, ma porto a casa il lavoro e corro verso il Palazzo del Cinema. Vedere il Red Carpet dal lato opposto delle transenne, accanto ai miei colleghi un po’ umani, un po’ “robottoni” giapponesi (completamente sommersi da obiettivi mastodontici e ferocissime,affamate fotocamere) fa un certo effetto. Ammetto che premere il pulsante da quella prospettiva, mi riempie di un certo orgoglio. Dopotutto i miei piedi sono su un tappeto rosso che è stato calcato da gente come Greta Garbo, Alfred Hitchcock, Cary Grant…Sarei quasi tentata di togliermi le scarpe in segno di religioso ossequio, ma mi ripiglio dallo stupor ed incomincio la mia solita attività di “cecchina” fotografica. Finita la passerella faccio un salto a dare una pulita alle mie macchine fotografiche per prepararmi alla prima serale dove arriveranno le celebrities più importanti. L’impressione generale che si ha durante questi eventi è che tutto sia veramente ad anni luce da te, pur essendoti accanto. Insomma, collegandomi a “Gravity” il film di Cuaròn che ha aperto il Festival quest’anno, ci si sente un po’ come astronauti che osservano questo bizzarro mondo dallo spazio. Sono grata al mio pass per aver potuto respirare il dietro le quinte di un evento che ha fatto e continua a fare la storia del Cinema. Un compleanno importante: 70 anni di Arte, film, cultura. Quando faccio ritorno sulla barca, navigando sulle acque silenziose della laguna, con un vasto ed aureo cielo stellato sopra di me, il cuore mi si scalda in un modo tutto speciale. La reflex scatta e vi farò una confessione: è forse la foto della giornata che, in assoluto, mi emoziona di più. Ma non ditelo ai Vip, eh?

Francesca Pradella