A cena con Quentin Tarantino

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Non si pensa mai alla presenza del cibo nei film, perchè è un atto così naturale vedere qualcuno che mangia, che spesso neanche lo notiamo, figuriamoci pensare a un qualche significato specifico.
Ma Lui, Quentin Tarantino, riesce ad assegnare al cibo un profondo senso di potere. 
Come?
 Nei film, se ci pensate bene, quasi tutti i piani vengono ideati durante un pasto, ma più in generale possiamo dire che il cibo è presente in tutti i film di Tarantino. In “Pulp Fiction” Jules Winnfield mangia il cheeseburger del povero miscredente Breet prima di ucciderlo.

In “Grindhouse – A prova di morte” Mike mangia nachos (non ditemi che non vi è venuta fame a guardare la scena) prima di scegliere la vittima.

In “Django” Mr. Candy fa indigestione di dolci continuamente (è davvero un’abitudine alimentare del nostro amatissimo e non premiato Leo).

Poi c’è la crema per lo strudel che Hans Landa ordina al ristorante francese in “Bastardi senza gloria”.

E alla fine, arriviamo a “Kill Bill”, in particolare vol. 2. 
In “Kill Bill” si nota particolarmente la metafora del cibo in Tarantino: IL POTERE. Proprio così, e se notate, tutte le persone che mangiano sono quelli in una posizione di “superiorità sociale-gerarchica”, solitamente verso qualcun altro, ma in “Kill Bill vol.2” B****** dimostra di avere potere sul proprio corpo quando mangia il riso.
 Distrutta dall’addestramento con il maestro Pai Mei, Black Mamba rinuncia inizialmente alle bacchette per mangiare il riso, arrendendosi alla stanchezza del proprio corpo ed utilizzando le mani, ma il maestro le rifila una lezione anche in quel caso: “Se vuoi mangiare come un cane – e qui le butta la ciotola di riso per terra – puoi vivere e dormire fuori come un cane. Se vuoi vivere e dormire da essere umano prendi le bacchette”.

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Qui La Sposa riesce ad avere il potere sulle sue mani, tremanti, doloranti, distrutte: questo insegnamento le sarà utile quando appena uscita dal coma comanderà a se stessa in macchina di muovere l’alluce. Il cibo è anche utilizzato come diretta dimostrazione di forza, come nel caso di Elle che usa il pesce avvelenato per uccidere Pai Mei (lei, cieca “cagna americana” -cit. Pai Mei mentre muore, grande maestro).

Potrebbero esserci altri esempi diversi dell’uso del cibo nei film di Tarantino, anche solo in Kill Bill, ma la ricetta che ho scelto per voi è perfetta per onorare il grande maestro e i colori della tuta di Beatrix durante la sua vendetta (tuta che è un palese omaggio al film “L’ultimo combattimento di Chen”, con Bruce Lee – ma anche perché dajemaggica sempre): Curry Vegano Giallo, accompagnato ovviamente da riso.






 Qui a seguire gli ingredienti per due persone con stomaco molto capiente.

curry

-¼ di cipolla tagliata fine

-1 spicchio d’aglio tritato

-2 cm di zenzero fresco grattugiato
-½ peperone giallo tagliato a julienne (strisce ecco)

-½ peperone rosso tagliato come quello giallo

-¼ cavolo rosso piccolo tagliato a strisce sempre
-1 carota tagliata a julienne

-4 funghi champignon tagliati sottili
-qualche cima di broccoli (io ne avrò usate 6 piccole- quelle più grandi tagliatele per lungo così da rendere più veloce la cottura dei gambi)

-1 cucchiaino di zucchero di canna

-1 cucchiaino da tè di pasta da curry (gialla, verde, rossa, decidete voi: io ho usato il giallo)

-1 cucchiaio di polvere di curry gialla (quella da supermercato diciamo)
-1 lattina di latte di cocco (solitamente sono da 400ml)
-Olio evo q.b.

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COME PROCEDERE

1. Scaldate l’olio in una padella grande con bordi alti o un wok, fate imbrunire le cipolle e l’aglio.


2. Mettete tutte le verdure e fate saltare per circa 10/15 minuti con un po’ di sale (così rilasciano acqua e non si bruciano), finché non si ammorbidiscono.
3. Mettete poi lo zucchero (per le dosi fate voi, a me non piace particolarmente dolce).
4. 

Aggiungete il latte di cocco ed i due curry, mescolando bene.
5. Lasciate cuocere circa 20 minuti a fiamma medio-bassa, finché tutto non sia ben cotto e cremoso.

riso bianco

[Potete mettere curcuma, paprika, quello che volete in realtà: la cosa bella del curry è che si può aggiungere quello che si desidera, dalla carne al tofu, dalle spezie allo zucchero]


 Per il riso la questione è un po’ complicata da spiegare, quindi concentrazione:

1. con un bicchiere prendete il riso – io prendo il basmati – dal sacchetto: a testa, crudo, deve essere un bicchiere scarso;
mettete il riso in una pentola e sciacquatelo tre volte circa con dell’acqua (mettete l’acqua del rubinetto nella pentola e girate un po’ con la mano e poi buttate l’acqua, senza bisogno di essere precisi: anche se rimane mezzo dito d’acqua sporca di amido del riso non succede niente;
2. 
dopo averlo scolato l’ultima volta livellate il riso nella pentola, così da avere una superficie più o meno piana;
3. a questo punto infilate un dito nel riso (mani pulite eh!), e vedete dove arriva – a me era una falange-; dovete mettere una quantità di acqua tale da superare il riso di questa altezza (che ne so, 1 cm di riso quindi l’acqua deve arrivare 1 cm sopra il riso nella pentola). 

4. coperchio, fuoco basso, lasciate cuocere circa 10 min dopo che bolle (controllate la cottura, ogni tanto girate così che non si attacchi e tenete sempre un bicchiere di acqua accanto in caso sia necessario aggiungerne).



A questo punto componete: 
servite il riso nella ciotola con abbondante curry sopra. 
祝你胃口好


Ah, ricordatevi: se utilizzate le bacchette Pai Mei si liscia la barba soddisfatto, se prendete le posate… Beh, vi strappa l’occhio!

riso con curry

Eleonora Mazzola