Alla grande, Cristiano Cavina

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“Il sacco del pattume riemerse nei miei pensieri, gocciolante, gravido di svanziche dorate. La mano guantata di una fata lo teneva alto, come la spada di Re Artù. Rividi la scena del soldi sul tavolo. Con una differenza. Prima la ventola del frigorifero si sarebbe messa in moto gemendo, strappando un gridolino di sorpresa a mamma, e poi, imitando il mio Signore, avrei detto “E la luce fu”, pigiando l’interruttore. Il lampadario avrebbe scatenato riflessi su tutte le monete. In quel momento esatto, mamma sarebbe corsa ad abbracciarmi. Scalciai soddisfatto, pestando i pugni sul materasso. Un’entrata coi fiocchi.”

Alla grande, Cristiano Cavina.

Vincitore del Premio Tondelli nel 2003, il romanzo d’esordio di Cristiano Cavina narra le vicende di Bastiano Casaccia, detto Bla, vivace ragazzino che scorrazza a bordo della sua bici Turboberta per il paese di Casola Valsenio. Il suo regno sono le case popolari, abitate da personaggi al limite del degrado che vengono trasfigurati dalla fantasia ingenua di Bla fino a diventare grotteschi comprimari delle sue avventure. La voglia di emergere e di riscattare la propria famiglia da un passato a tinte fosche – l’abbandono del padre, lo zio emigrato in Germania per motivi a lui sconosciuti, lo convinceranno a costruire un improbabile sommergibile per poter recuperare il tesoro che si cela sul fondo di un lago; ma l’impresa si rivelerà foriera di una rocambolesca serie di disavventure in cui tutto il paese verrà coinvolto. Moderno Giamburrasca dal cuore d’oro, Bastiano Casaccia si rivela tenero protagonista di un romanzo che, proprio grazie alla semplicità tipica dei bambini, registra senza filtri e al tempo stesso trasforma i classici racconti da osteria di paese in una vera e propria narrazione fiabesca.

Alberto Giusti

Cavina