Amanda Palmer | intervista



Chi è Amanda Palmer? Amanda Palmer, anche ufficialmente conosciuta come Amanda Fucking Palmer, è una artista, cantautrice e performer americana, sposata con lo scrittore inglese Neil Gaiman anche conosciuta come la metà femminile del duo Dresden Dolls.
Dopo il successo della campagna Kickstarter per l’uscita del disco “Theatre is Evil” (che ha incassato più di 1 milione di dollari, vedi qui) sotto il nome di Amanda Palmer and the Grand Theft Orchestra, Amanda è stata invitata lo scorso gennaio a partecipare ad una delle famose Ted Talks, dove ha discusso del progetto di crowfunding per gli artisti, in un discorso dal titolo Art of Sharing.
Pescetariana, buddista, presenta nella sua pagina di Wikipedia un’ intera sezione dedicata alle diverse controversie in cui è incappata nella sua carriera; alla ragazza piace mettersi nei guai. Quasi sconosciuta in Italia, Amanda ha da poco rilasciato l’ultimo singolo “Bed Song”, nel mentre è impegnata a mettere in piedi il progetto “Show Me Yours, I’ll Show you Mine” e a gestire le conseguenze della strage di Boston, che ha portato ad un vero e proprio scandalo causa malinterpretazione di un poema condiviso sul suo blog personale.
Tra affari, musica, bike polo e ciambelle griffate, iniziamo questa prima incursione italiana nell’universo di Amanda Fucking Palmer, iniziata alle 18.30, di ritorno da un viaggio con una surreale chiamata su Skype.

Testo e intervista di Fabiana Giovanetti

Ho letto che lo scorso weekend hai provato bike polo. Cos’è il bike polo? Come funziona una diavoleria del genere?
Praticamente c’è un team di tre o quattro persone che si sfidano su un campo da tennis, si preparano le reti e c’è questa palla, che si cerca di mandare nella rete avversaria. Il tutto su una bicicletta, cercando di maneggiare una… mazza… come hockey, solo su una bici!

È stata la tua prima volta?
Si, la prima volta, le mie chiappe ancora non funzionano del tutto.

Hai intenzione di riprovarci, non appena si riprenderà?
Oh assolutamente, lo rifarò senz’altro!

Ho letto sul blog del progetto “Show me yours I’ll show you mine”: da dove è nata l’idea?
Abbiamo sempre voluto fare una maratona di film, perchè io e Neil (Gaiman, sposati dal 2001) volevamo mostrarci a vicenda alcuni pezzi immancabili della nostra videoteca…poi abbiamo pensato di renderlo pubblico perchè sarebbe stato divertente.

Condividere il privato con il pubblico rappresenta quella che è la vostra relazione fin dagli inizi. La domanda è, si è in grado di trovare un equilibrio tra i due?
Beh, è una lotta continua, voglio dire, alle volte si oltrepassa la linea e le cose finiscono male, e alle volte è meraviglioso poter condividere queste cose con il nostro pubblico…si tratta di un equilibrio che nasce come ogni altra cosa, con i pro e i contro…e ogni giorno ci si impegna nell’arte di trovare una soluzione!

Dal tuo twitter al tuo blog, non hai paura di condividere con i tuoi fan. Quanto tempo passi ad interagire con i tuoi fan, soprattutto su twitter?
Beh, nelle scorse settimane ho passato molto tempo su twitter, ma di solito non mi piace passarci le giornate. Lo schermo inizia a mangiarti il cervello, ma nelle scorse settimane sono successe cose interessanti. Qualcosa di orribile è accaduto alla mia città, ed ho usato internet per connettermi con le persone lontane, e sono finita in una bufera per colpa del poema. Ma quando le cose si fanno incadescenti su internet, non sono il tipo che scappa. Cerco di rimanere e placare il fuoco, e me ne vado solo quando vedo il fumo e la cenere uscire dal fumo.
Da dove è nata l’idea per il tuo nuovo singolo e video “Bed Song”?

La canzone è nata da una cosa che Neil mi disse un giorno: “immagina un matrimonio in cui il letto diventa sempre più grande”, e mi è sembrata un’ ottima metafora. Per quanto riguarda il video, di solito non faccio video letterali, ma in questo caso sarebbe stato perfetto cimentarmi in qualcosa che non avevo mai fatto prima. È come lo avevo visto nella mia testa, è esattamente come l’ho scritto, e come lo abbiamo sviluppato.

In che modo Michael McQuilken ha influenzato il risultato del video?
Si trattava di una collaborazione tra di noi. È un ottimo regista, gli ho dato la struttura, il copione e lui ha aggiunto i suoi pezzettini, rendendolo perfetto. Non è sempre così facile trovare qualcuno che capisce la tua estetica è combinarla.

Hai dormito in diversi luoghi di fortuna durante le tue tournée: il posto più strano in cui hai passato la notte?
Memphis, Tennessee. Brian e io (si parla dei tempi del Dresden Dolls tour) eravamo in macchina, ci serviva un posto dove stare e abbiamo trovato rifugio in questa casa punk-rock. Abbiamo dormito su una pila di vestiti. Letteralmente. Non c’era altro posto per noi, ma è stato parecchio figo. Era caldo, perchè si parla del Tennessee, e con tutti quei vestiti ci siamo creati un nido! Una volta invece un fan molto generoso, in Florida, ci ha offerto di dormire in un B&B nella foresta. Una camera per ogni membro della band, con servizio in camera, tutto pagato. E lui non è neppure venuto a salutare, non lo abbiamo mai visto!

Tra le diverse interviste che sono state fatte riguardo ai progetti di crowdfunding, chiedere soldi è al primo posto tra le cose di cui si ha paura. Quale credi sia la chiave per superare la paura? Fiducia, epserienza, o una connessione con i fan?
Credo sia una combinazione di cose, È difficile per le persone muoversi e risolvere questo dilemma. Le persone vogliono una soluzione ma è una combinazione di cose, e il movimento culturale che rende il tutto possibile, e fare si che la gente si senta chiama in causa. Con la mia Ted Talk ho fatto questo, una chiamata alle armi, bisogna essere pronti ad aiutarsi, perchè gli artisti hanno bisogno del vostro aiuto.

Sempre riguardo alla Ted Talk, potresti rivelarmi cosa hai pensato mentre lanciavi la margherita al pubblico? Qualcosa tipo “ce l’ho fatta, motherfuckers”
(ride) Si trattava di un insieme di cose, li stavo ringraziando, e anche in quel momento ci siamo fatti un regalo a vicenda…stavo chiedendo la loro attenzione per 13 minuti, e loro me la stavano dando. C’era una meravigliosa connessione in quella stanza, si trattava di dimostrare quanto andavo dicendo con il mio discorso.

Concludendo con il tuo progetto Kickstarter: la richiesta più strana che hai dovuto soddisfare?
Probabilmente una last-minute. Abbiamo rilasciato il singolo di “Do it with a Rockstar” durante la campagnia, e qualcuno ha scherzato sul fatto che dovessimo avere un pacchetto chiamato “Donut with a Rockstar”. L’ho aggiunto e qualcuno lo ha comprato. E’ venuto nel backstage a San Francisco ed ha portato una Donut With a Rockstar. Ha portato delle fottutissime sfarzose ciambelle!

Fabiana Giovanetti