American Crime Story: The People V O.J. Simpson

12 giugno 1994, Los Angeles, California. Una data ed un luogo che rimarranno per sempre nella memoria storica degli Stati Uniti d’America. Alle 00:10 di quel giorno, infatti, Nicole Brown Simpson e il venticinquenne Ronald Lyle Goldman furono trovati uccisi fuori dal condominio dove lei viveva. Queste due vittime, però, avevano una certa fama: lei era l’ex moglie di OJ Simpson, famoso giocatore NFL e attore, lui era il suo nuovo compagno. Tutte le prove raccolte sulla scena e le circostanze del delitto portavano ad un solo sospetto: Orenthal James Simpson.

La favolosa serie “The People V O.J. Simpson” è il racconto del processo iniziato nel 1995 e finito nello stesso anno. Definito in quegli anni il “processo del secolo”, ha accentrato le attenzioni di tutta la nazione, non solo per la popolarità del personaggio, ma per i risvolti politico – sociali che questo evento ha avuto e che questa serie delinea con grandissima precisione e cura.

Chi era Orenthal? Prima che un giocatore di football e un attore, egli era un afroamericano. Un nero che aveva avuto successo e che viveva come un bianco. E questo cosa c’entra con l’omicidio? Per difendere un accusato indifendibile, la linea dei suoi avvocati, tra cui i famosi Robert Shapiro e Johnnie Cochrane, fu proprio quella di trasformare una violenza domestica in un fenomeno sociale e politico che coinvolgeva la comunità afroamericana.

Non entro troppo nei dettagli, perchè, nonostante la vicenda sia molto celebre, è interessante vedere le pieghe che questo processo ha sviluppato, i colpi bassi, gli errori e i colpi di scena.

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Una serie costruita veramente a regola d’arte, che ha il grandissimo merito di dare giustizia e un’ottima caratterizzazione a tutti i personaggi che vediamo sulla scena. In questo la struttura a serie TV viene sfruttata alla perfezione, senza mai cadere in puntate riempitive, per realizzare una disamina accurata e accattivante di una vicenda veramente “cinematografica” nei suoi risvolti.

Imperdibile per tutti coloro che sono appassionati dei drammi ambientati in tribunale, ma anche per tutti i fan delle serie TV e, in particolare, per coloro che sono curiosi di capire le infinite contraddizioni insite negli Stati Uniti d’America, che spesso si vantano di parole come “democrazia”, “legge uguale per tutti”, che però vengono sostituite da “nigger” ed espressioni come “if it doesn’t fit, you must acquit“. Questo è cinema, questa è storia.

Matteo Palmieri