Arte Fiera 2012 photo report

Tre giganti padiglioni di Bologna Fiere hanno ospitato dal 26 al 30 gennaio la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, che richiama annualmente più 40.000 turisti e compratori da tutto il mondo.

Ma per i veterani dell’Art First questo è stato un anno innegabilmente deludente, incomparabile alle opere geniali presentate lo scorso anno. Potremmo definire l’edizione 2012 una “Arte Fiera del riciclo”, con un continuo riproporre cose già viste e straviste. Sono mancati l’originalità e l’eccesso che da sempre hanno contraddistinto questa enorme manifestazione che coinvolge tutti e cinque i continenti. Gli espositori ed i critici presenti alla mostra erano di gran lunga più divertenti ed interessanti da ammirare di molte opere presenti. Mi sono trovata per caso a fotografare l’attore Alessandro Bergonzoni e la stilista Cecilia Matteucci senza nemmeno sapere chi fossero, proprio perchè ero stufa di chiodi o sedie spacciate per grandi opere artistiche. Ma il nostro viaggio non è stato vano, vi proponiamo comunque tutte le migliori chicche e gli artisti più promettenti che abbiamo trovato vagando per più di sette ore tra i soliti Paul Klee, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring

Ralf Peters:
appassionato di paesaggi, stazioni del gas e ferrovie, il fotografo e artista concettuale tedesco stavolta decide di stupirci con una stupenda rivisitazione dei quadri più famosi della tradizione pittorica, inserendo al posto delle storiche modelle orsetti-peluches.

Diana Lowenstein Fine Arts:
di questa innovativa galleria di Miami spiccano senza dubbio le composizioni in paillettes, in particolare le brillantinate scatole Kellog’s Coco Pops interamente rivestite di strass.

Beatriz Millar:
colpiscono subito l’occhio le sculture di pane realizzate dall’artista tedesca. Statuette fatte con farina e mattarello riproducenti divinità dei popoli Maya ed Inca quali Kali, Yoni, Pacha Mama.

Moataz Nasr:
nato ad Alessandria d’Egitto, ci propone “Khayameya”, artefatto composto unicamente da fiammiferi di svariati colori che nella loro disposizione vanno a formare fiori giganteschi.

Bertozzi&Casoni:
dei celeberrimi artisti italiani abbiamo tre opere particolarmente rilevanti: “Minimi avanzi” che rappresenta una serie di piatti sporchi e i rimasugli di una ricca cena; “Ossobello” una scultura di ossa traballanti dove si sono andata a posare una miriade di coccinelle, in cui vediamo il fondersi della morte e della fortuna; “Composizione n°13”, una parete intera di cassette mediche-infermieristiche con all’interno gli oggetti più assurdi, dal borotalco alle statuette della Madonna.

PromoVerde:
con questa associazione per la qualità del paesaggio e del florovivaismo, presente in tutti i padiglioni della manifestazione, vediamo una contaminazione evidente tra arte e natura: assolutamente originale nel proporre vestiti fatti di erba e fiori, appositamente in mostra su uno stendino.

MiTo Barcelona:
galleria aperta nel 2004, ci offre un numero considerevole di validi artisti, quali Ricardo Cinalli, presente con il suo ritratto “Zombie-boy” ritraente il tatuatissimo modello Rick Genest, Mai-Loan Tu, che invece di ricamare bebè e biberon sceglie di mettersi ai ferretti cucendo scheletri di dinosauri e pesci su tela, e niente di meno che Miss Van, la nota graffitara che per una volta ha sbombolettato su carta invece che su un muro.

Valentina Miorandi:
celebre per il suo autoritratto in cui con un pò di scotch sulle dita si finge Hitler, la troviamo in manifestazione con opere ancora più interessanti: “Beautiful sign” è una rivisitazione della classica Venere di Milo a cui sono stati aggiunti tutti i disegni che in vista di una operazione di ritocco un chirurgo plastico applicherebbe a questa bellezza così sorpassata.

Liu Bolin:
ammiro quest’artista con tutto il cuore e sono stata entusiasta di trovarlo in mostra. Mettetevi davanti ad una delle sue fotografie. La prima cosa che vi verrà da dire sarà “Eh? E allora?”.. Soltanto dopo un pò di tempo vedrete nello sfondo l’artista abilmente cammuffato che si mimetizza con paesaggi di tutto il mondo.

Farhan Siki:
conosciuto come il “Bansky asiatico”, questo irriverente e coraggioso graffitaro indonesiano ci spiazza con il suo “The same creation”, una tela gigantesca dove il Dio e l’Uomo della tanto conosciuta Cappella Sistina di Michelangelo sono trasposti in un universo di loghi, marche e simboli delle più potenti major mondiali. Un consumismo sbandierato e denunciato senza tanti giri di parole.

Laurina Paperina:
l’opera preferita dai piccoli (ma non solo) è senz’altro stata la coloratissima “Who killed Andy Warhol?” dell’artista di Rovereto – scuderia dello Studio d’Arte Raffaelli-, che dichiara solennemente di non voler comporre arte seria, come testimoniano i mille divertentissimi fumetti e disegni da lei prodotti quotidianamente.

Bruno Peinado:
il maestro francese dei dischi in vinile. Vinili riciclati, ritagliati, sagomati, animati. Ce lo ritroviamo praticamente a ogni fiera d’arte, ma non ci ha ancora stancato.

Patrick Mimran:
ha sparso i suoi cartelloni per tutto il mondo e li ha fotografati. Ci invita alla riflessione su piccole e grandi tematiche con le sue frasi ironiche. Con “Never buy a piece of art that you could make yourself” autodenuncia l’arte dei giorni nostri, di cui si trova a far parte.

LipanjePuntin:
la miglior galleria in assoluto. L’unica che ci abbia fatto divertire, l’unica a presentare opere realmente “contemporanee”. Lampadari scaraventati a terra con corvi che ne rubano le gemme, pareti pregne di scritte ed oggetti quali “Il corpo di cristo è bellissimo” o “Il vaticano è pieno di topi”, zerbini ironici e dissacranti, decine di pistole-bottiglie appese, la galleria triestina ci dona un’angolo di paradiso in mezzo a tutta quest’Arte Fiera così noiosa.

Nonostante la crisi che ha già decimato almeno 70 gallerie in questa edizione, ci auguriamo di trovare qualcosa di più fresco e azzardo nell’Arte Fiera 2013. Maya e colpi di genio permettendo.

Report di Renee Moorà Ferri
Tutte il reportage su: www.ireneferri.com