Avengers: Endgame

Fin da “L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat”, uno dei primi film dei fratelli Lumiere, era chiaro un aspetto centrale del cinema: lo stupore. La storia della cosiddetta settima arte è stata costellata di momenti magici, che da fine anni ’70 hanno visto nei blockbuster la loro massima espressione in senso più commerciale e popolare. Spielberg (“Jaws”) e Lucas (“Star Wars”) sono stati gli apri-pista di questo filone cinematografico, che in ogni decade ha visto vari picchi di magnificenza: da “Titanic” ad “Avatar“, passando per “Il Ritorno del Re“, solo per citare quelli degli ultimi 20 anni.

Dal 2008, con “Iron Man” di Jon Favreu, i “Marvel Studios” hanno intrapreso un percorso editoriale e produttivo unico nella storia del cinema e dei blockbuster, creando un mondo condiviso popolato da questi grandi eroi. Con “Avengers” (2012) Kevin Feige e compagni dimostrano che si può fare grande cinema con una banda di persone travestite e in armatura e cambiano letteralmente la storia di questa forma d’arte, fino all’aprile del 2019, con “Avengers: Endgame“.

Reduci dal successo colossale di “Infinity War“, i fratelli Russo pongono fine a quella che è stata ribattezzata “Infinity Saga“, iniziata proprio nel 2008. 11 anni, 23 film, più di 15 miliardi di dollari di incassi. Numeri impressionanti, da cui però deriva una precisa responsabilità, non solo verso i fan, ma verso il mondo stesso del cinema e al loro modo di proporre una nuova idea di racconto.

…siamo di fronte ad una pellicola enormemente più difficile di “Infinity War”…

Proprio per questo motivo, nell’analizzare questo film bisogna tener conto che dal punto di vista narrativo siamo di fronte ad una pellicola enormemente più difficile di “Infinity War”, perchè ha l’impervio compito di chiudere. Il primo film con protagonista Thanos è un classico esempio di una storia che “apre“, non ha la volontà di chiudere un discorso, ma di aprire degli scenari.

I Russo non si sono ovviamente tirati indietro e hanno creato la summa teologica dei cinecomics, un film tremendamente grande e ambizioso, lontano dal concetto di perfezione (quella pretesa dai nerd integralisti e poco avvezzi al mondo del cinema), ma che proprio nelle sue difficoltà si rilancia continuamente lungo le 3 ore di proiezione, fino alla conclusione.

Non dirò nulla delle pieghe che prende la trama e nemmeno degli eventi finali, posso solo dire che è incredibile la coerenza editoriale e di scelte che vengono compiute, che danno enorme giustizia a tutti i personaggi che compaiono sulla scena e vi assicuro che sono proprio tanti. Senza ovviamente dimenticare che questi geni ci lasciano con la solita domanda: “E ora?”.

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Avengers: Endgame” è il trionfo del cinema e della sala, un atto di amore e di rispetto verso questo mondo. In un momento storico in cui nessuno più va al cinema, questi signori hanno creato un seguito paragonabile a quello che hanno saghe come “Star Wars” e “Harry Potter”, non producendo quindi solo soldi, ma salvando l’industria facendo leva su quello che la sostiene: l’amore per le storie ed i personaggi. E’ emozionante uscire dalla sala e vedere i commenti, bambini che si emozionano a vedere i propri eroi e i loro genitori esaltati o contraddetti. Da amante del cinema non posso che ringraziare Kevin Feige e i Marvel Studios, perchè hanno scritto una pagina indelebile della storia del cinema: questo è “Avengers: Endgame”.