Avengers: Infinity War

“In time, you will know what it’s like to lose. To feel so desperately that you’re right. Yet to fail all the same. Dread it. Run from it. Destiny still arrives“. Come anticipato dal trailer, le parole di Thanos rimarranno scolpite nella mente di tutti i fan del Marvel Universe, perchè il destino è veramente arrivato, sia da un punto di vista di story telling, che cinematografico. Sì, perchè ci troviamo di fronte al nuovo punto di riferimento non solo per il genere dei cinecomics, ma anche per i blockbuster di puro intrattenimento.

Il 19esimo film dei Marvel Studios è senza alcun dubbio il culmine di un percorso narrativo, editoriale e di genere, che ha pochi eguali nella storia del cinema. Attraverso la figura di Thanos, alla ricerca delle Gemme dell’Infinito per ristabilire l’equilibrio nell’universo, non per comandarlo (attenzione!), osserviamo riunirsi tutte le linee narrative sviluppate nei 18 film precedenti con una coerenza editoriale da cui tutti dovremmo ispirarci.

I fratelli Russo sono riusciti nell’impresa “titanica” di riunire sotto un unico film personalità, stili visivi e storie molto diverse tra loro, anche se accomunate da un marchio di fabbrica, che fa appunto dei Marvel Studios IL parametro di riferimento per tutti i blockbuster contemporanei: l’ironia. Come accade ormai stabilmente da anni, la maestria di questi geni dell’intrattenimento sta nell’unire contenuti più maturi (mai troppo però) ad un sapiente uso dell’ironia, che li rende sempre prodotti di medio – alto livello.

…Dread it. Run from it. Destiny still arrives…

In questo caso, molto più che in altri, anche rispetto allo stesso ottimo “Black Panther“, ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura di altissimo livello, che per un film corale con così tanti personaggi è incredibile. Ogni singola personalità viene caratterizzata nelle sue peculiarità e ognuno ha un suo percorso ben preciso, anche se ovviamente ci sono quelli che più di altri spiccano, come ad esempio Tony Stark: prego tutti di osservare bene tutte le scene con lui protagonista e pensare al suo percorso. Questo è grandissimo cinema.

Poi c’è ovviamente lui: Thanos. Il miglior villain dell’intera storia dei Marvel Studios, una figura inquietante, che in ogni secondo si percepisce possa mettere in difficoltà ognuno dei supereroi e anche tutti loro messi insieme. La forza delle sue idee e del suo cinismo precedono addirittura quella del Guanto dell’Infinito, che gli consente di maneggiare le Gemme. Non è il solito villain che vuole governare l’Universo, ma ben di più, un personaggio con una sua storia, una sua personalità e anche le sue debolezze.

Infinity War

Non aggiungerò altro per evitare spoiler o dire troppo. Invito chiunque ami il cinema di intrattenimento a godersi queste due ore e mezza di autentico spettacolo, un manifesto del grande cinema commerciale di qualità. Kevin Feige ha preso in mano un universo di uomini mascherati e lo ha reso il prodotto editoriale più remunerativo dell’industria cinematografica, non adagiandosi sugli allori, ma cercando sempre piano piano di mettere qualcosa in più e di diverso. Fino a questo meraviglioso “Infinity War”, il più grande cinecomics moderno, senza se e senza ma. Unico difetto? Bisogna aspettare il 2019, perchè questa gemma (appunto) è solo la prima parte dell’idea Avengers dei fratelli Russo.

Matteo Palmieri