Batman V Superman: alba o tramonto degli eroi?

Ogni amante di cinema onesto riconosce i propri “guilty pleasure”, cioè film che, per quanto imperfetti e non riconosciuti come buoni, vengono personalmente adorati e valutati più di forse quel che meritano. Nel mio personalissimo modo di vedere i film vi rientrano i cinecomics, pellicole più o meno disprezzate da tutti i critici, che io invece ritengo film con una propria dignità e significato (non sempre comunque). Beh, “Batman VS Superman” rientra perfettamente in questa categoria, film che nella sua imperfezione, anche macroscopica, mi è entrato dentro e ha stimolato, pure nei suoi difetti.

Per quanto riguarda la trama non mi soffermerò molto, anche per non rovinare quel poco che i trailer non ci hanno già detto (maledetto Snyder quando hai fatto uscire il secondo rivelandoci la presenza di Doomsday). A causa di un complotto tramato nell’ombra, lo spettatore assisterà allo scontro tra i due più grandi supereroi del mondo DC, uomo contro Dio, ordine contro caos, giustizia contro vendetta.

Il primo grande equivoco sull’ultimo lavoro di Zack Snyder, che, per quanto criticato, è un cineasta abile nel girare l’azione, riguarda proprio il titolo della sua opera. Infatti, se si fosse fatto riferimento piuttosto ad una sorta di prologo di “The Justice League”, probabilmente molte insoddisfazioni sarebbero venute meno: è veramente credibile pensare che per un intero film due eroi si prendano a pugni? In nome di cosa veramente? Snyder intelligentemente capisce che ciò può attrarre il pubblico, ma il film deve essere altro, deve andare oltre.

Se da una parte abbiamo il Batman di Ben Affleck, meraviglioso, dark più che mai e con una presenza fisica impressionante, dall’altra abbiamo la migliore rappresentazione contemporanea che può essere fatta di Superman, con un Henry Cavill sempre più nella parte: è possibile ritrarre meglio un eroe così perfetto nel 2016? Io non credo.

Il secondo grosso problema del film è la sua sceneggiatura, troppo altalenante e mai veramente incisiva, che esalta i due protagonisti e i personaggi femminili (anche se troppo confinati), mentre demolisce Alfred (il personaggio di Jeremy Irons è imbarazzante) e lascia perplessità su Lex Luthor. Giusto renderlo diverso dai suoi predecessori (difficile il confronto con Gene Hackman e Kevin Spacey), ma l’idea di avere un secondo Joker non mi è sembrata illuminante. Interessante, anche se un po’ trascurata, è la Wonder Woman di Gal Gadot, che ha solo iniziato a mostrarci qualcosa di lei, ma non è mai superflua nel contesto del film.

…grosso problema del film è la sua sceneggiatura, troppo altalenante e mai veramente incisiva…

E allora perché guardare questo film? Perché, a mio modo di vedere, non c’è modo migliore di avvicinarsi e trattare il supereroismo di come fa Snyder. Superman è l’incarnazione dell’epico, del giusto oltre ogni cosa e del fardello che esso comporta. Batman è la modernità, la complessità, l’anti-eroe per eccellenza, un uomo spinto solo dalla vendetta e consumato da una rabbia che logora da dentro. E lo stesso Wayne dice ad Alfred “Siamo criminali da 20 anni”, dandoci il peso di cosa lui stesso pensi di Batman, e la lotta con Superman sembra essere per lui un motivo di riscatto verso un’umanità a cui ha sempre dato poca fiducia.

Quindi “Batman VS Superman” diventa un trampolino di lancio molto interessante, anche se confuso, di un mondo dall’estetica e dalle idee molto realistiche (nel mondo Marvel non importa mai perché si è eroi, lo si è e basta), in cui queste due icone la faranno da padrone, spalleggiate da altri eroi per il bene della giustizia. Dunque, soffermatevi più su “Dawn of Justice” che su “Batman Vs Superman” e forse apprezzerete di più questa pellicola, perché quest’alba molto oscura ha una luce che dà buone speranze di cinema.

Matteo Palmieri