Big Little Lies

Quanto è centrale nella cinematografia contemporanea la famiglia borghese e i suoi drammi? Le recenti produzioni audiovisive per il cinema o per la TV ci hanno raccontato di come, soprattutto nel mondo americano, si stia riflettendo molto su questa realtà. “Big Little Lies” si inserisce proprio in questo filone dando una lettura sociale/psicologica di raro interesse e profondità.

La serie diretta dall’ottimo Jean-Marc Vallée, regista del successo “Dallas Buyers Club”, ci racconta le vicende di tre donne a Monterey, tutte alle prese con la loro quotidianità, che sempre più sta diventando l’oggetto della narrazione del cinema di qualità. Madeline (Reese Witherspoon), Celeste (Nicole Kidman) e Jane (Shailene Woodley) accompagnano i loro figli al primo giorno di scuola: la gioia e l’emozione iniziali verranno ben presto sconvolte. Inizierà a quel punto un viaggio attraverso le piccole grandi bugie che ciascuna nasconde…e non solo…

La sensazione a inizio serie era quella di trovarsi ad una minima variazione sul tema rispetto a “The Affair”: un atto criminoso che fa da sfondo a vicende di vita quotidiana. Questa sensazione sparisce immediatamente e ci si rende conto di essere di fronte ad un prodotto dal raro acume a livello di scrittura dei personaggi e gestione dei tempi.

8 episodi sono un tempo perfetto, nessun filler, nessuna puntata tirata troppo per le lunghe: tutto è svolto in funzione della storia e dell’approfondimento dei personaggi, che sono il vero e autentico motore di tutte le vicende.

Un cast del genere è difficilmente immaginabile in un film e questo dà l’idea di cosa sia diventato oggi il prodotto televisivo (soprattutto quando si parla di una rete come la HBO). E’ un fenomeno che è sempre più diffuso e con cui il cinema dovrà necessariamente fare i conti: le opere più coraggiose e “autoriali” (con un occhio sempre mainstream) ormai sono il regno della televisione.

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Così ci troviamo di fronte al racconto di una città (noi assistiamo agli interrogatori dei concittadini per molti momenti durante la serie) su tre donne e osserviamo le discrepanze, le credenze e le bugie che ruotano attorno ad una piccola comunità. E’ la stessa borghesia altolocata americana che si autodistrugge e questo è un messaggio dal grandissimo valore sociale e politico, che viene sviluppato attraverso un’analisi psicologica molto raffinata dei singoli personaggi.

Signori e signore questo è grandissimo cinema. L’HBO si conferma ancora una volta come uno degli enti produttivi più importanti e impegnati del mondo americano (e non solo). “Big Little Lies” è l’espressione di quello che gli Stati Uniti stanno forse dimostrando e che, forse, avrebbero avuto bisogno della forza di queste tre donne, o anche di una sola…ma sappiamo bene come è andata a finire.

Matteo Palmieri