Bjork + Dirty Projectors

“Mount Wittenberg Orca” (DOMINO, 2011)

Sarà che i dischi “piccoli” hanno una marcia in più, sarà che le cose fatte col cuore riescono meglio, ma Mount Wittenberg Orca è da annoverare tra i piccoli, straordinari capolavori degli ultimi tempi.
Bjork, a lavoro con i Dirty Projectors che hanno il merito di aver mitigato il lato talvolta troppo sperimentale della cantante, è stata in grado di farsi guidare attraverso sette preziosissime tracce, cantate per la National Geographic Society.
Edita anche la versione deluxe, da cercare assolutamente.
La versione “ristretta” si apre con “Ocean”, meraviglioso e sottomarino canto di sirene, preludio del disco che ricorda anche il proponimento benefico della produzione. “On And Ever Onward”, contrappuntata e scherzosa, ha coretti che sembrano usciti dai favolosi swing anni 40’ made in U.S.A., mentre “When The World Comes To An End” apre alla voce di Dave Longstreth, il lungimirante e capacissimo leader dei Dirty.
Delicatissimo il gioco di voci di “Beautiful Mother”, in un mini-album in cui si vuole suonare, ma soprattutto cantare benissimo: ne è un esempio anche “Sharing Orb”, brano abitato da qualche ombra, in cui la cantante islandese dimostra il suo gran carattere.
La perla del disco è “No Embrace”, forse il brano più riuscito e cantato da Dave, da eleggere come rappresentativo del lavoro che si conclude col duetto in “All We Are”.
Nessuna delle tracce appare scontata, banale o ripetitiva.
E’ un disco che grazie alla brevità e alla leggerezza dell’esecuzione passa come un soffio di brezza.
Impossibile interrompere l’ascolto.

Sara F.