BODY WORLDS: il fascino del vero mondo del corpo umano


GuardiamoCI dentro

Fino al 16 febbraio a Bologna, presso l’ex GAM (quartiere fiera ), c’è una mostra direi speciale: niente pittura, scultura o fotografia ma solo il genere umano e animale come non l’abbiamo mai visto.
“BODY WORLDS: il vero mondo del corpo umano” un viaggio itinerante verso ciò che siamo e come siamo. Il progetto nasce dalla ricerca del medico anatomista tedesco Gunther von Hagens che sulle orme di precedenti artisti come Leonardo da Vinci e Michelangelo, studia e riflette sulle capacità e potenzialità del corpo umano e di tutti gli elementi che lo compongono, dallo scheletro al circuito cardiovascolare, dagli organi interiori sani a quelli malati colpiti da malanni o altro.

La mostra è focalizzata sul cuore, organo vitale per l’essere umano non solo perché è vita ma anche perché attorno ad esso ruotano sentimenti, emozioni rendendo il tutto straordinariamente romantico. Così entrando nella prima sala dello spazio espositivo ecco lui, il Cuore, con il suo peso medio di 300 grammi di colore rosso sangue. Capisci quanto sia importante la sua presenza nella nostra vita e nel pieno silenzio della sala ti sembra di ascoltare i tuoi battiti e quelli degli altri visitatori. Diverse gigantografie accompagnano il percorso citando frasi legate all’amore e quindi al sentimento irrazionale che parte dal cuore. Ma dal tipo di percorso si capisce subito che l’obiettivo della mostra non è travolgerci nella poesia parlando di cuore ma solleticarci a conoscere di più la nostra macchina (il corpo) e imparare ad utilizzarla al meglio nel nostro quotidiano.

Il fascino nel vedere corpi reali di persone che in vita avevano dato l’autorizzazione all’uso del loro corpo, per questo progetto, nel momento in cui sarebbero morte. Sparsi per le sale sono presenti corpi in apparente movimento che avevano avuto una propria identità in un passato non molto lontano,spogliati dalla pelle mostrando ossa, muscoli, vene tutto ben delineato e rappresentato dalla plastinazione, tecnica che rende possibile la conservazione perfetta nel tempo, mantenendo intatti organi e tessuti. I fluidi corporei e i grassi sono sostituiti da resine ed elastometri, dopo una serie di procedimenti, nell’ultima fase con l’azione del gas, della luce o del calore i preparati diventano solidi.
Un cartello posto davanti ad una sala, avverte il visitatore “troppo sensibile” di non varcare quella soglia e di proseguire oltre, ma non puoi non osservare da vicino la “vita” anche se non respira più.
È la sala della maternità, della nascita: vis-a-vis con minuscoli embrioni poi feti ben mantenuti, il corpo di una donna disteso con il ventre aperto e il suo feto ancora avvolto dalla placenta. Niente di terrificante ma solo commovente e straordinario se si pensa che da lì inizi tutto, inizia la vita. E l’intento di questa mostra è anche questo farci meravigliare davanti all’anatomia, osservando il funzionamento degli apparati, degli organi che è l’essenza della vita.

Divertenti le gigantografie fotografiche con usi e costumi in tavola di alcune famiglie in diverse parti del mondo, dal Messico all’Australia, dal Canada alla Sicilia: tornata a casa ho immediatamente aperto il frigorifero per eliminare cibi che non sapevo così dannosi.
E’ una mostra riflessiva che consiglio di visitare perché è davvero ben strutturata, anche la parte dedicata agli animali. Ho avvertito l’invito a condurre una vita più sana, eliminando le cose più dannose come fumo, alcool, grassi, avendone chiari gli effetti.
Confesso che è difficile rinunciare ad un buon bicchiere di birra fresca o di vino rosso però magari proverò a fare più movimento, intanto, camminando almeno 30 minuti al giorno.

Maria Teresa Pagnotta