Captain America: Civil War

Il supereroe che cosa è? E’ da una decina d’anni che il cinema prova a rispondere a questa domanda, con tentativi più o meno buoni, al tempo stesso domandandosi cosa possa essere di questo genere e la sua dignità. Esattamente un mese dopo l’eroismo DC, che ha lasciato qualche dubbio, ecco arrivare la risposta dei Marvel Studios. La risposta migliore del genere, l’essenza vera del supereroismo, nelle sue contraddizioni e nelle sue esaltazioni.

Lo scontro tra Steve Rogers e Tony Stark, costruito sui tratti di Sokovia, un documento richiesto da 117 nazioni del Mondo per “controllare” i supereroi, non è solo il confronto tra due grandissimi personaggi/attori, ma su due modi diversi di concepire il loro ruolo. Due personalità agli antipodi, che attrarranno a loro diversi amici e compagni, per uno scontro (inevitabile?) che non potrà lasciare inalterati gli equilibri tra gli Avengers.

“Civil War” è un film costruito su una sceneggiatura molto interessante e problematica rispetto agli standard del genere, e non è una sorpresa se si pensa agli sceneggiatori dei due precedenti Captain America (“The Winter Soldier” è un vero capolavoro). Pellicola dal forte carattere politico, non mette in crisi solo la figura del supereroe, ma si focalizza su un elemento centrale, anche nella politica contemporanea (e della storia in generale): il controllo, la sicurezza.

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E’ possibile che esistano delle entità al di sopra di tutto? E’ molto interessante il fatto che a essere rappresentanti delle due posizioni siano le facce della medaglia Stati Uniti d’America. E chi ha ragione? Qui il dibattito secondo me resta aperto e gli sceneggiatori sono proprio molto abili a lasciare allo spettatore libertà di opinioni e di “schieramento”.

Oltre che un film politico è anche una storia di amicizia, quasi ai limiti dell’amore (i puristi storceranno ovviamente il naso). Steve Rogers è riuscito a ritrovare il suo amico Bucky e per la prima volta dal suo risveglio non si sente più un uomo solo, c’è qualcun altro che, proprio come lui, viene da un passato, in realtà non poi così tanto lontano. Ed è in questo secondo me il perchè ci troviamo di fronte a un Captain America e non un Avengers: il dramma e la storia personale del personaggio sono ciò che veicolano la maggior parte degli eventi.

“Civil War” è il risultato di un genio produttivo che si sta imponendo sempre più nel mercato e nella critica…

Poi ci sono tutti gli altri, eccome se ci sono. Tutti i personaggi sono descritti con grande acume e hanno un ruolo ben preciso nella storia, anche se una menzione particolare meritano i due nuovi arrivati. Innanzitutto Spiderman, in una parola fantastico. Bastano pochi minuti per capire come i Marvel Studios abbiano fatto centro: caratterizzazione brillante, Tom Holland perfetto e il ruolo di Stark promettono uno “Spiderman: Homecoming” esaltante. Ecco ora, invece, IL personaggio del film: Black Panther. Il suo percorso nel film, la sua fisicità e personalità rubano la scena e, nella parte finale, protagonista di una scena dalla rara sensibilità registica.

Se a tutto questo aggiungiamo un villain atipico, il barone Zemo di Daniel Bruhl, che, nella sua normalità, riesce (forse?) davvero dove avevano fallito Loki e Ultron, beh…non ci sono dubbi (per me) che ci troviamo di fronte al miglior film Marvel. Inizio della fase 3, conseguenza e sintesi dei precedenti film, “Civil War” è il risultato di un genio produttivo che si sta imponendo sempre più nel mercato e nella critica, Kevin Feige, l’uomo che sta dando credibilità e solidità ad un genere che in molti hanno troppo sottovalutato.

Matteo Palmieri