Chernobyl

Che significato assume la verità in un mondo plasmato dalla propaganda? Forse è questa la risposta che prova a dare il capolavoro firmato HBO Europe, il nuovo fenomeno televisivo del momento: Chernobyl. Parlare di un prodotto audio visivo di questo genere può essere al tempo stesso molto semplice, ma anche assai complesso per le infinite sfaccettature che queste 5 ore offrono allo spettatore.

Per essere semplici è sufficiente dire che ci troviamo di fronte ad un capolavoro di una potenza inaudita, sia a livello visivo (c’è un lavoro di ricostruzione storica e di fotografia che fa impallidire molti film per il cinema) che di racconto. Ma penso sia necessario un po’ entrare nel merito di cosa renda questa serie qualcosa che va ben oltre il “resoconto storico” di un evento.

Chernobyl” è prima di tutto un’opera dal fortissimo contenuto politico, nel senso più nobile del termine. E’ una storia che abbraccia i “piani più alti” del mondo sovietico, ma anche i più poveri ed umili. Non compie la scelta di avere un protagonista, ma è un’intera nazione e popolo ad esserlo, in tutti i suoi livelli. Non ci sono trionfalismi, ma la cruda messa in scena di un dramma costruito tutto sul potere della propaganda.

E’ una serie che non parla solo del 26 aprile 1986, ma ci racconta anche di oggi e del potere che possono avere le bugie che diventano verità. Al tempo stesso, però, è un elogio alla forza dell’essere umano, al sentirsi parte vera e reale di una comunità, perchè altrimenti in questo momento staremmo parlando di ben altri esiti di questa immane tragedia.

cq5dam.web.1200.675

Non c’è un momento che sia di troppo, una scena “vuota” e tutto viene descritto con un’accuratezza e chiarezza che accompagnano lo spettatore in questo viaggio nell’abisso. C’è la sofferenza fisica, che però non è mai cavalcata troppo e c’è quella psicologica e dell’anima. Si rimane senza parole, arrabbiati, profondamente tristi e tremendamente inquietati.

In questo turbinio di emozioni c’è poi anche la tecnica (sublime), c’è una storia sapientemente narrata tra prima/durante e dopo l’evento. Ci sono personaggi meravigliosamente rappresentati ed essere umani a cui viene data (sfortunatamente solo in maniera parziale) finalmente giustizia.

“Chernobyl”, concludendo, da un punto di vista cinematografico ci mette ancora una volta in crisi su quello che sia oggi il “cinema”. Un prodotto di una così grande qualità non solo fa tremare la sala, ma anche i concorrenti (vedi Netflix, che a livello produttivo è ancora molto dietro ad un colosso come HBO). Ma queste sono solo considerazione metacinematografiche, quello che conta davvero è che “Chernobyl” sia entrato con questa potenza nella storia dei prodotti audiovisivi e che sia una visione fondamentale per chiunque ami il cinema.

Matteo Palmieri