Corrado Nuccini_Giardini di Mirò

CorradoNuccini

Confessioni di un Musicista è la rubrica settimanale in cui i musicisti si raccontano attraverso la musica che li ha cambiati e toccati profondamente. Partendo da una canzone a loro scelta, senza nessun limite di forma, ci sveleranno storie personali e aneddoti.

Foto di Alessandro Loddi

Corrado Nuccini, chitarrista e fondatore dei Giardini di Mirò, ha dato vita a innumerevoli progetti tra cui Vessel con Alessandra Gismondi, Toxic Love con Angela Baraldi e Beatrice Antolini, Notturno Americano con Emidio Clementi dei Massimo Volume.


These clothes don’t fit us right
Country Feedback

A Napoli, nel 2003, suoniamo con Giardini di Miro’ e Yuppie Flu in apertura a Sparklehorse e REM, il giorno successivo si sarebbero esibiti anche Perturbazione e Lali Puna.
Detta così sembra una cazzata ma no, l’abbiamo fatto davvero, edizione 2003 del Neapolis Festival. Sono andato a cercare un videoreport della giornata, Jukka è salito sul palco scalzo e a petto nudo, io mi ero vestito come un “bimbominkia” con jeans larghi e risvolto, All Star rosse e maglia presa in un negozio di St. Pauli ad Amburgo dalla reminiscenza nordica spirituale, con la scritta “Odin Statt Jesus”, ovvero “Odino al posto di Gesù”, cosa che, tra l’altro, come si può intuire, mi auguro tutti i giorni.

La sera suonano Stipe e soci e riusciamo ad andare sul palco e guardare il concerto dal backstage. In penombra c’è Patti Smith che limona con uno che dicono essere suo figlio, c’è tanta gente che fa parte di un mondo che avevo sempre sognato ma mai frequentato. Quindi con la mia maglia da bimbominkia guardo il culo di Stipe e soci dimenarsi al ritmo dei loro pezzi migliori e godo mentre Tammu dà la mano a Patti Smith e le dice “Nice to meet you”. Non bastasse, nel pomeriggio Sparklehorse canta “Hundreds of Sparrows”, uno dei miei pezzi preferiti, sotto una pioggia di fischi, come da tradizione nei festival. Ma torniamo a noi.

Schermata 2015-02-09 alle 17.01.28

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Il pezzo che scelgo è uno che i Rem hanno suonato quel giorno, “Country Feedback”. Qualche mese fa, Jukka mi ha taggato su Facebook nei commenti di un post dove condivideva una versione suonata dal vivo “live on Jools Holland 1998″ con BJ Cole alla Pedal Steel Guitar.

Visto che Jukka non è un gran fan dei REM e non è incline al tag, guardo di cosa si tratta e resto incantato. Il pezzo è ispiratissimo e meraviglioso, probabilmente più bello della versione registrata in studio. BJ Cole con quella faccia da “Shar Pei” modula la steel con una capacità straordinaria e Michel Stipe sembra che canti il pezzo della vita. In effetti dice spesso che quello è il suo pezzo preferito e qui sembra davvero volerlo dimostrare. Ho passato due settimane che lo ascoltavo tutte tutti i giorni, a casa, in treno, in ufficio. Me-ra-vi-glio-so. Wow, cazzo.

Schermata 2015-02-09 alle 17.26.08

Quel pezzo mi muove dentro un’infinità di posti, luoghi, volti che partono da quel giorno al Neapolis per inglobare quel che verrà perché le canzoni, soprattutto quelle così, portano con sé dettagli, sfumature, vibrazioni, stimoli che non si rivelano subito, ma lo fanno piano piano, goccia goccia fino a quando il muro di difese, sotto quello stillicidio, crolla.

CORRADO NUCCINI – PLAYLIST


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