David Markey e il Broken Punk

Il 1991 segnò, nel bene o nel male, uno spartiacque definitivo tra quello che era il mondo della musica alternativa e il mainstream. In quel lontano settembre di vent’anni fa, quando “ Nevermind ” fece capolino sugli scaffali dei negozi, nessuno avrebbe scommesso sui Nirvana come la prossima “Next Big Thing” tanto agognata dai magazine di settore.
Ma stava cambiando qualcosa e se ne accorse pure un giovane Micheal Jackson che “sbiancò” (ancor più di uno dei suoi tanti interventi chirurgici) per la retrocessione in seconda fila nella classifica dorata di Billboard.
La colpa era da imputarsi a un terzetto di giovanotti capitanato da un biondino con i capelli lunghi e sudici e un paio di jeans sdruciti.

Oggi, invece, la convivenza di becere controfigure di rockstar con una nicchia alternativa che continua a muoversi in separata sede tentando di sopravvivere, sembra rappresentare la normalità.
Ma (c’era) una volta, ed è il caso di iniziare questo paragrafo come fosse una favola persa nel tempo, una comunità musicale di gruppi alternativi che non poteva di certo immaginare cosa sarebbe successo dopo la pubblicazione di Nevermind. Nessuno avrebbe potuto. Nemmeno i diretti interessati.

Per oltre un decennio, tra il 1981-1991, il fermento underground a stelle e strisce aveva avuto il suo massimo splendore con i Sonic Youth accasati presso la Geffen (l’etichetta che poi si assicurò anche i Nirvana) e “piacevoli” tentativi di successo da parte di: Husker Du , Replacements e Mudhoney . Tuttavia si continuava a girare in furgone, dormire sui pavimenti e suonare in luridi locali sperduti nell’entroterra americano.
C’è stato un momento, però, nell’agosto del 1991, in cui i Sonic Youth – da sempre padrini d’eccellenza per decretare ciò che è cool o uncool – se ne andarono a suonare in Europa portandosi dietro il meglio della cricca alternativa dell’epoca: Nirvana , Babes In Toyland , Dinosaur Jr , Gumball e Ramones . E qualcosa sarebbe cambiato da lì a poco. Lo sentivano tutti. C’era fermento.
Lo potevi avvertire nell’aria che sarebbe successo qualcosa” disse spesso Kurt Cobain in persona in diverse interviste definendo il periodo più eccitante della sua avventura con i Nirvana .
Perché non si trattava di avere soldi a palate, video in “heavy” rotation su Mtv, leccapiedi pronti a fare qualsiasi cosa per il “dio dorato del rock”. E non c’entrava nemmeno l’eroina a profusione che sarebbe poi sgorgata per far trovare una via di fuga che non si trovò da tutto quel successo improvviso. Si trattava solo del puro eccitamento di essere parte di una rivoluzione musicale.
David Markey , al tempo giovane filmaker punk della scena losangelina, venne reclutato da Thurston Moore e soci per fissare su video il breve tour dell’estate del ’91.
Così con una Super 8 sgangherata tra le mani venne immortalato quel cambiamento imminente in fatto di moda, musica e cultura. In occasione della riedizione del celebre 1991:The Year That Punk Broke che conterrà foto inedite e video che furono tagliati vent’anni fa, abbiamo scambiato qualche opinione con il regista in questione.

English version of this interview available at bottom of the page, right after the Italian one.



TRAILER 1991:The Year That Punk Broke


Intervista e Introduzione di Pentothal
Traduzione di Giulia B.

Il tuo primo film risale alla tenera età di 11 anni, cosa ti fece innamorare così perdutamente della macchina da presa e del cinema? Che ruolo hanno avuto la tua famiglia e i tuoi amici nella tua crescita in questo campo artistico?
Ho sentito l’impulso di prendere in mano la 8mm di mio padre perché affascinato dalla sua capacità di catturare immagini, piccole cose, momenti nel tempo. Che fossero uscite in spiaggia con la famiglia o gite a Disneyland, io dovevo prendere in mano quella cinepresa e girare qualcosa di mio. I miei erano gente per niente artistica, immigrati scozzesi del proletariato. Mio padre era un carpentiere e mia madre lavorava per l’azienda dei telefoni. Crescendo non ho mai saputo da dove venissero i miei impulsi artistici, ma ne avevo a badilate. Solo anni dopo, ormai da adulto, ho scoperto di essere stato adottato e che la mia famiglia di nascita era composta da eccentrici, musicisti e gente del circo.

Quali sono i film che ti hanno influenzato quando eri ragazzo? E quali consideri senza tempo e che vorresti consigliarci?
Gli stessi film coi quali la mia generazione è cresciuta. Il primo è stato forse “ Il Mago di Oz ” e poi “ L’Avventura del Poseidon ” (l’originale). Ho anche visto “ Lo Squalo ” e “ Star Wars ” come ogni ragazzo della mia età. Non posso certo dire che questi film hanno influenzato direttamente quello che sarei finito a fare ma mi hanno incuriosito sul processo cinematografico. Ho visto “ Monty Python e il Sacro Graal ” e “ Amore e Guerra ” in un doppio spettacolo quando avevo 12 anni, questo sì che mi aprì gli occhi. Da lì in poi sono diventato un po’ più sofisticato grazie ai film di David Lynch , John Waters e Terry Gilliam.

Visto che siamo una fanzine cartacea e tu hai vissuto nel periodo d’oro della carta stampata indipendente, cosa puoi dirci della tua fanzine “We Got Power”? Quanti numeri avete stampato e per quanti anni durò quell’avventura? Ricordi qualche aneddoto su quegli anni e sui primi filmati in Super 8 della scena punk di Los Angeles? C’erano dei VHS in allegato? Come funzionava?
La fanzine è stata pubblicata per diversi anni a partire dal 1981 da me e qualche amico e di un paio di loro ( Jordan e Jennifer Schwartz ) lo sono ancora dopo più di 30 anni. Avevamo 18/20 anni e sentivamo di dover documentare la scena di Los Angeles e delle sue periferie dei primi anni 80. Abbiamo iniziato con 1000 copie per poi arrivare fino a 3500.

C’erano così tanti gruppi fighissimi e non tutti erano dell’area hardcore (che era il soggetto principale della fanzine). Ma davamo la stessa copertura a band di artisti scoppiati come i Nervous Gender e i Vox Pop. Voglio dire, amavo i Gun Club , Wall of Voodo, Plugz e un sacco di altri gruppi così come i Black Flag , Adolescents e Circle Jerks . Un periodo straordinario per la musica, le band e la cultura delle fanzine. Riprendevo tutto in Super8 quando me lo potevo permettere o quando riuscivo a portare la cinepresa dentro i club. Alla fine avevo abbastanza girato da mettere insieme una cosa chiamata “The Slog Movie” che era basato su riprese fatte dal luglio del 1981 a maggio 1982. Veniva proiettato durante feste punk e una volta sul muro dietro l’Oki-Dogs. Lo feci uscire io stesso su VHS, era una cosa diversa dalla fanzine ma ho usato lo stesso nome e indirizzo perché già esistevano. Non so se sono stato il primo punk a riprendere i concerti in Super8, ma sono di sicuro stato uno dei primi a farci qualcosa. Non ho mai conosciuto nessuno del campo se non molti anni dopo.


La tua casa di produzione riprende il nome della tua fanzine “We Got Power”…cosa significa per te “avere il potere”? E’ qualcosa legato all’indipendenza delle proprie scelte stilistiche?

Funziona. Non gli ho dato io il nome. È stato un amico, Alan Gilbert , che, in realtà, lo aveva preso da una canzone dei Negative Trend che si intitolava “ I Got Power ”. Stava su una compilation chiamata “ Tooth & Nail ”, una grande raccolta di punk californiano della fine degli anni 70. Non doveva avere altri significati se non un cenno ad una canzone che ci piaceva. Mi sembra un po’ troppo idealistica, se me lo chiedi, ma non mi ha mai dato troppo fastidio visto che ancora lo uso dopo 30 anni. Penso che sia ancora vero. Forse il potere deriva dalla volontà di essere creativi.

Anche tu militavi in una band punk del giro SST, vero? I Sin34…cosa suonavi? Come si sviluppò la tua esperienza musicale? Dicci qualcosa a riguardo.

Sono un batterista. Il mio primo gruppo, i Sin 34 , si sciolse dopo pochi anni, nel 1984. Painted Willie era la band con la quale suonavo che faceva parte del roster della SST (nel 1985). Ci fu poi un cambiamento nella scena, ero un po’ stanco dell’hardcore per diverse ragioni: le gang, la violenza e il ristagno della musica. Inoltre la polizia di LA era riuscita a far chiudere tutti i club. Eravamo stufi dei poliziotti che interrompevano i concerti e siamo entrati in quella che qualcuno definirebbe l’era “Post-hardcore”.

Hai girato una serie di videoclip musicali per: Sonic Youth, Meat Puppets, Black Flag, The Muffs e molti altri della scena alternativa, ce n’è uno tra questi video che ha richiesto uno sforzo e un impegno maggiore? Sia finanziariamente che per il girato del materiale…
Ho girato diversi video con budget limitati, poi, dopo 1991, dopo i Nirvana , ho iniziato a disporre di più soldi per produrre questi clip. I budget più elevati mi hanno fatto decisamente migliorare. Allo stesso tempo ero molto selettivo nel decidere con chi lavorare. Se non conoscevo e apprezzavo un gruppo rifiutavo il lavoro. Non ho mai fatto niente che non avessi voluto, senza pensare alla carriera o ai soldi. Nel bene o nel male non mi è mai importato di far piacere a nessuno se non a me stesso. Non l’avrei mai chiamata “scena alternativa”, questo era il nome dato dai media. È stato un buon periodo per il lavoro e l’economia andava alla grande. Ma sì, gli anni 90 sono stati un po’ strani.

La comunità musicale legata alla SST, era qualcosa di unico, però negli anni ci sono state molte controversie legali dovute al mancato pagamento delle royalties…l’ho trovato eticamente strano dopo tutti quegli anni in cui si predicava un senso etico e moralistico della musica indipendente, cosa ne pensi?
Non nego l’importanza dei gruppi dell’etichetta del periodo d’oro. All’epoca non c’era miglior posto. Per quanto doloroso sia per i lealisti pensarci, diciamolo, la SST come label si è sfasciata alla fine degli anni 80 / inizio 90, io me ne sono andato a quel punto. Ho lavorato a diversi progetti per i quali non sono mai stato accreditato o pagato correttamente. Molti dei miei amici o colleghi sono stati fregati al momento di essere pagati. Non ne ero felice e questo ha portato alla rottura dei nostri rapporti. Al di là di questo, penso sia molto triste quello che è successo alla SST . Quell’etichetta ha prodotto tonnellate di grande musica e durante il suo secondo decennio è collassata sotto il suo stesso peso, degenerando in cause legali e pessime vibrazioni. Diversi loro gruppi hanno dovuto lottare per avere in dietro i loro dischi ( Dinosaur Jr. , Meat Puppets , Sonic Youth , ecc…). La maggior parte del suo catalogo è fuori produzione e nessuno riedita o rimasterizza niente. Che peccato. C’erano grandi cose.

Sei rimasto in contatto con Greg Ginn o Henry Rollins?
Non parlo con Greg Ginn da 20 anni. Mi ha fatto tanto male. È diventato uno con cui non voglio lavorare né avere a che fare. Dopo questa cosa ho dovuto modificare tre miei film perché contenevano musica dei Black Flag o sua. Quel filmato di 20 secondi di “Life of Pain” su “ Desperate Teenage Lovedolls ” è esistito per 20 anni fino a che ho dovuto levarlo sotto la minaccia di un’azione legale. Venire meno ad un accordo verbale e degno di Ginn. Impedisce anche alla gente di vedere “ Reality 86’d ” un film che ho girato e prodotto durante l’ultimo tour dei Flag nel 1986. Ora poi mi manda avvisi di rimozione da YouTube dei video del mio gruppo.

Ho visto Henry (Rollins, ndr) il mese scorso a Washington DC. Siamo rimasti in contatto. È un bravo ragazzo, come chiunque altro legato alla SST: specialmente Dukowski , Pettibon , Spot , Keith Morris , Joe Carducci , Dez Cadena e Mike Watt . Tutte brave persone.

Oggigiorno che musica ascolti? Cosa c’è a Los Angeles che dovremmo tenere d’occhio? (Sia musicalmente, sia per nuovi filmaker..)

Beh, Hollywood non è mai stata così morta. I film fanno tutti schifo. Aspettavo con ansia ogni anno una manciata di film ma lentamente si sono ridotti a praticamente niente. Ascolto parecchia musica, soprattutto vecchia. Tutto da Eno ai Ventures. Non posso dire di essere aggiornato sulle band del momento a LA e forse stanno succedendo cose di cui non so nulla. Ci sono un po’ di gruppi recenti che sono buoni come gli Off e i No Age. Un gruppo o un artista che mi piace rimane per sempre con me, Devo, The Saints, Velvet Underground, Blue Cheer, Dead Kennedy’s, Kraftwerk, Talking Heads, Can, Meat Puppets, Motorhead, Blue Oyster Cult, Television e altre centinaia di nomi che potrei snocciolarvi qui di seguito.

Hai collaborato anche con nomi prestigiosi: da Perry Farrel per “Grunge Pedal” a Raymond Pettibon per “Citizen Tania” e Sofia Coppola “Hi Octane”…c’è qualcuno di questi che ti ha davvero insegnato qualcosa? Anche al di fuori di questi nomi che ho citato…
Ho collaborato anche con altri: Kim Gordon, Cameron Jamie, Mike Kelley (abbiamo inciso un disco insieme “Torches & Standards” col nome di Super Session). Mi piace pensare di aver avuto una grande influenza su Sofia Coppola (e su suo fratello Roman, se è per questo). Penso di averla avuta, dovreste chiederglielo voi. Lo stesso vale per Spike Jonze , col quale ho lavorato in passato. E anche Steve Doughton. Mi piace divertirmi con i miei amici e fare cose. Ma soprattutto creo per conto mio.

Vent’anni fa girasti l’ormai celebre “1991: The Year That Punk Broke”, qual è la prima cosa che riaffiora nei tuoi ricordi di quell’esperienza dopo tutto questo tempo?

Io che corro come una gallina senza testa per questi enormi festival musicali, con la mia cinepresa Super8 e una valigia di pellicole. Nessuno che mi aiutava, nessuna squadra, nessun assistente. Il fatto che non ho perso nulla e che fossi capace di gestire il tutto.

Quali sono le parti rimaste fuori dal video originale e che hai inserito nel DVD di prossima uscita?
Non è stato tagliato niente dall’originale. Ciò che è uscito nel 1992 è quello che ho voluto che uscisse. Nessuno degli interessati ha voluto che cambiassi qualcosa. Non ci sono state interferenze da parte della direzione o della casa discografica. Ho prodotto anche del materiale bonus dai filmati che non ho usato per il film nel 2004, che era l’anno in cui il DVD doveva uscire, all’inizio. La colonna portante di un film di 40 minuti:“ (This Is Known As) The Blues Scale”.

C’è stata una post-produzione dei filmati in Super 8? Oppure hai lasciato intatto il materiale?

La pellicola veniva trasferita su cassetta (le Umatic da ¾ di una volta). Al tempo del Telecine mi mettevo dietro ai controlli e giocavo un po’ coi tasti. Le modifiche venivano fatte direttamente sul master che poi editavo su un sistema tape-to-tape. Questo portava a una varietà di aspetti. Usavo anche tanti effetti direttamente sull’obiettivo. L’effetto time-lapse o quello che chiamavo “alfabeto morse sull’otturatore”. Ero molto sperimentale nel 1991 e ho fatto cose che oggi non farei mai. Parte del girato poi è stato ulteriormente trattato in post-produzione usando Video Toaster.

Come entrasti in contatto con i Sonic Youth e i Nirvana e le altre band per filmare quel tour? Come mai scelsero proprio te?
Avevo già fatto dei corti e dei video musicali con i Sonic Youth prima di questo progetto che erano venuti bene. A loro poi piacevano i miei primi lavori (“Desperate Teenage Lovedolls”, “Lovedolls Superstar”, “Stoner Park”, ecc) e penso che volessero vedere come lavorassi. Mi hanno assunto per il lavoro, che all’epoca era solo documentare un tour di due settimane per auto-distribuirlo in VHS.

Hai accettato subito quando te lo chiesero?
Certo, non c’era motivo per non farlo. Mi piacevano i loro dischi, Bad Moon Rising , Evol , Sister , Daydream Nation e il loro debutto per una major, Goo (e sono tutti presenti nel film).

Cosa pensasti dei Nirvana che sarebbero diventati da lì a pochi mesi una band di importanza planetaria? Te lo saresti immaginato?
Nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo ai Nirvana . La grandiosità del loro successo, intendo. Dovevi essere fuori di testa per pensare che sarebbero diventati numero 1 in tutti il mondo vendendo milioni di dischi, riempiendo stadi e spodestando Michael Jackson dalle classifiche. Detto ciò, mi piacevano davvero tanto, ed ero esaltato nel vedere qualcosa che mi piaceva così tanto arrivare a così tante persone.

Momenti di svacco on the road

Credi che il pubblico associ il tuo documentario soprattutto ai Nirvana? In fin dei conti questa riedizione esce proprio a distanza di vent’anni dall’uscita di “Nevermind”…
Se è quello che ci vuole per far finalmente uscire il DVD, ben venga! È davvero qualcosa di cui andare fieri… E poi so che anche il film ha i suoi fan. Al tempo i Nirvana erano il gruppo spalla dei Sonic Youth ed erano stracontenti di esserci. Puoi vedere Cobain sorridere e divertirsi per tutto il tempo. È stato davvero un bel periodo. A posteriori è stata la quiete prima della tempesta.
Sono poco interessato all’effetto nostalgia, mi interessa di più che i ragazzini di oggi possano vederlo. Questo mi gasa da morire. Nonostante questo film sia stato distribuito in modo molto più diffuso di ogni altra cosa che io abbia mai fatto, prima o dopo, continuo a considerarlo un film “undergound”. Anche se la Universal sta per ridistribuirlo. Qualcuno può anche pensare il contrario, ma mi permetto di dissentire. Inoltre questo non è un film per tutti, specialmente per quelli senza senso dell’umorismo o ironia.

Il pubblico negli anni ha associato alla figura di Kurt Cobain quella di un ragazzo depresso, triste, e dedito solo alle droghe, tu che ricordo hai di lui?
Non era un tossico durante quel tour. Era felice di esserci, c’era molta eccitazione nell’aria. Pensavo fosse un bravo ragazzo, magari un po’ tranquillo e pensoso ma era anche divertente. Non credo che la gente conosca il suo senso dell’umorismo. Era un bel contrasto vederlo sul palco essere il contrario di come era. Un piccoletto con una fantastica voce, profonda e intensa. Era un grande cantautore. Mi piace quello che ha fatto, solo avrei sperato che rimanesse in giro per un po’ più di tempo. È orribile sapere cosa gli sia successo alla fine.

Il film, come abbiamo detto, è stato girato in Super 8, scelta stilistica o scelta dovuta dalla necessità? Cosa ti eri portato in tour come equipaggiamento?
Era l’attrezzatura di cui disponevo al tempo. Avevo una Beaulieu 7008 con un fantastico obiettivo Angenieux-2-2-12-120mm. Era una Super8 un po’ più professionale della classica Super8. La pellicola era, all’epoca, relativamente poco costosa ed era possibile girare 9 ore e poi sviluppare tutto per poche centinaia di dollari.

Eri partito già con una certa idea di filmato oppure hai lasciato che gli eventi facessero il loro corso e tu hai semplicemente colto quello che veniva?

Non cera proprio modo di programmare niente. Seguivo solo quello che sentivo al momento. Ho dovuto fare parecchie scelte mentre giravo perché avevo una quantità di pellicola limitata e i festival erano pieni di gruppi e c’erano sempre più cose allo stesso momento in posti diversi.

Se ti chiedessi le tre cose più folli che ricordi di quelle 2 settimane che diresti?

Non ti so dire tre cose ma c’era molto in ballo di sicuro. Alla fine del secondo concerto dei Sonic Youth a Dublino la mia cinepresa ha smesso di funzionare. Ero riuscito a recuperare una Beaulieu più scadente (la 5000) che comperai il giorno dopo in Inghilterra. Sono riuscito a usare i 200 piedi di pellicola e le batterie che avevo. Ma per una notte e un giorno sembrava che non avrei potuto più continuare a girare. E il terzo show era il Reading Festival. Tutto è poi andato a posto. Continuavamo a sentire riferimenti al “Punk” ovunque in Europa in quel periodo. La più strana fu sentire i Motley Crue fare la cover di “Anarchy in the UK” e un inserto di moda di Elle intitolato “Modern Punk”. Thurston era sulla copertina di “Guitar Player”. Era tutto a sostegno del titolo e della tesi del film, che stava venendo fuori con le buone o con le cattive man mano che il tour andava avanti. Come il graffito che ho visto in un paesino della Germania Est che diceva “Punk Rules OK!” (e che ho fotografato e usato durante la performance di “Smells Like Teen Spirits” dei Nirvana).

Ci furono anche concerti di Iggy Pop e dei Ramones . Tutto questo finì con il definire il contesto del film. Bevevamo tantissimo durante i concerti. Fumavamo anche hashish. Ho preso un acido a Norimberga dove c’era questo grosso carnevale con dei raccapriccianti macchinari audio animatronic di scimme che parlavano tedesco. Tutto questo poi è finito nel film, ovviamente, anche se non so se le allucinazioni sono poi passate anche nel film o no, ma penso che l’energia del tour sia stata ben documentata.

E le tre cose per cui ringrazi il destino per essere stato là?
Thurston Moore , prima di tutto. È tutta opera sua. I 10 anni che ho passato nelle trincee del punk hardcore americano prima di questo tour è la seconda. E la terza è mio padre, per aver avuto una 8mm nella casa dove sono cresciuto.

Thurston Moore che si diverte a fare il rapper di periferia

1991: The Year Punk Broke from Tommy Pedersen on Vimeo.

Altri momenti tratti dal film-documentario 1991:The Year That Punk Broke.

1991: The Year Punk Broke #2 from Tommy Pedersen on Vimeo.


Era la tua prima volta in Europa? Cosa ti colpì da americano in terra straniera?

Sì, è stata la mia prima visita in Europa e mi è piaciuta tantissimo. Tutto sembrava molto più vecchio e colmo di storia paragonato all’ambiente in continuo cambiamento dove sono cresciuto io, nella California del sud, dove i punti di riferimento vengono demoliti come niente e c’è zero rispetto per la storia e la cultura.

Dopo quel tour nel 1991 sei rimasto in contatto con i Nirvana, Sonic Youth, Babes In Toyland etc. oppure ognuno ha preso la sua strada?
Sì, con i Sonic Youth , di cui sono ancora buon amico anche oggi. Ho lavorato con loro diverse volte in seguito, il clou sono stai i video di “ Superstar ” (1995) e “ I Love You Golden Blue ” (2004). Ho anche scritto con loro la canzone “ Screaming Skulls ” nell’album “ Experimental Jet Set, Trash and No Star ” del 1994.

Sono stato con i Nirvana durante tour successivi, ho visto tutti i loro concerti a LA e ho anche filmato la loro apparizione Unplugged a New York. Sono stato da Krist per un po’ nel 1994 dopo la morte di Kurt . Mi sono visto per un po’ con Lori Barbero delle Babes In Toyland nel 2000 quando ho proiettato il film a Minneapolis. Ho passato del tempo anche con Dave Grohl nel corso degli anni, è riuscito a portare la sua band a livelli impressionanti.

Ti hanno mai offerto di girare il “classico” blockbuster hollywodiano con enormi budget? Lo faresti? Se sì che storia gireresti?

Nessuna offerta, ma poi, non è proprio nel mio stile. Non che mi farebbe schifo fare un film Hollywoodiano con un budget enorme. Pian piano ho lavorato verso quel genere di cose ma finirò per fare un film indipendente. Penso di aver fatto il film definitivo su Hollywood, un documentario dal titolo “ The Reinactors ” (2008). Però non ho interesse a fare un film che somigli a un video game con esplosioni fragorose e niente trama.

Qual è il lavoro al quale sei più legato e che pensi verrai ricordato in futuro?
Probabilmente sarò associato per lo più con 1991. Anche se un giorno finirò col dirigere “ Terminator 7 ”.

In questo momento stai lavorando a qualche nuovo lavoro?

Mi tengo occupato… quest’anno sto lavorando contemporaneamente a quattro progetti: ho prodotto il DVD “ 1991 The Year Punk Broke ” (tutta opera mia), ho curato la regia per il DVD/BluRay di un concerto dei Dinoasur Jr. , sto lavorando ad un documentario sui Circle Jerks e ad un libro fotografico, insieme a Jordan Schwartz , che uscirà il prossimo anno e si intitolerà semplicemente “ We Got Power ”. Sono eccitatissimo per questo progetto in particolare, è come un ritorno alle origini. Come stappare una bottiglia di vino d’annata, ma meglio.

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ENGLISH

Your very first movie dates back to when you were 11 y.o. What made you fall so deeply in love with the camera and cinema? Which role did your family and friends have while growing up in this artistic field?
I felt compelled to pick up my father’s 8mm camera because I was fascinated with the fact there was this ability to capture things; little things, moments in time. Whether it was a family outing to the beach or a visit to Disneyland, I just had to get my hands on that camera and capture images of my own. My parents were not artistic people at all, they were working class Scottish immigrants. My father was a carpenter. My mother worked for the telephone company. Growing up I wasn’t quite sure where my artistic impulses were coming from, but I had them in spades. It wasn’t until years later, well into my adult life that I discovered I was adopted and my birth family was made up of eccentrics, musicians and circus people.

As a kid, which were the movies that influenced you the most? Which do you consider timeless and would like to suggest us?
The same movies people of my generation grew up with. The first was probably “The Wizard Of Oz” and then “The Posiedon Adventure” (the original of course). I also saw “Jaws” and “Star Wars” like everyone else my age. I can’t say these films directly influenced what it was that I ended up doing. But these films got me interested in the filmmaking process. I saw “Monty Python & The Holy Grail” on a double bill with “Love & Death” when I was 12, and that was a real eye opener. From there I got a bit more sophisticated with the films of David Lynch, John Waters and again Terry Gilliam.

Seen that we’re a paper-zine and that you experienced the golden age of independent printed paper, what can you tell us about “We Got Power”, your fanzine? How many issues did you publish and how many years did that adventure last? Have you got any stories about those years and about the first Super 8 footage of the LA punk scene? Were there VHS together with the fanzine? How did it work?

The ‘zine lasted a few years, it was started in 1981 by myself and some friends, two of which I’ve managed to keep for over thirty years now (Jordan & Jennifer Schwartz). It We were in our mid to late teens and felt compelled to document the scene that was going on in Los Angeles and it’s many surrounding suburbs in the early eighties. It started out at 1000 copies printed an issue, eventually made it up to 3500.

There were so many great bands, and not all of it hardcore (which is what was the primary focus of interest in that ‘zine). But we gave equal coverage to weird art damaged bands like Nervous Gender and Vox Pop. I mean I loved The Gun Club, Wall Of Voodoo, The Plugz, & tons of other bands as much as Black Flag, The Adolescents and the Circle Jerks. Quite an amazing time for music and bands and fanzine culture. I would also document it on Super-8 film when I could afford to do so, or was able to sneak my camera into the venue. Eventually I shot enough that I edited together something I called “The Slog Movie” which was shot from July 1981 to May 1982. It screened at punk parties and once on the wall behind Oki-Dogs. I put the film out myself on VHS, it was a separate entity from the fanzine, but I used the same company name and PO box because I had already established them. I don’t know if I was the first punk to shoot shows in Super-8, but I was one of the first to do anything with it I suppose. I never met anyone else into it until many years later.

Your production has the same name as the fanzine “We Got Power”… what does it mean for you to “have got the power”? Is it something linked to the independence of one’s stylistic choices?
That works. I didn’t name it. That came from a friend, Alan Gilbert. Actually, the name came from a song by the band Negative Trend, which was titled “I Got Power”. It was on a compilation called “Tooth & Nail”, a great collection of late 70’s California punk. It wasn’t meant to be anything else but a nod to a song we all liked. It sounds a bit too idealistic if you ask me, but I guess it’s never really bothered me too much as I’ve held on to it now for 30 years. I suppose it’s still true. Perhaps that power is in the will to be creative.

You also were part of a punk band of the SST circle, weren’t you? The Sin34… what did you play? How was your musical experience? Tell us something about it.

I am a drummer. My first band, Sin 34 had broken up after a few years in 1984. The band I was in when I joined the SST roster was Painted Willie (in 1985.) There was a shift in the scene at the time. I was kind of over the hardcore thing for a number of reasons; the gangs, the violence, and the stagnation of the music. Also the LAPD had succeeded in closing down all the clubs. We were sick of cops closing out shows down, yet that continued into what one would call the “Post hardcore” era.

You shoot a series of music videos for Sonic Youth, Meat Puppets, Black Flag, The Muffs and many other bands of the alternative scene. Is there a video that took you a bigger effort and commitment, both financially and in the material you shoot?

I did a lot of videos that had small budgets, and then, post 1991, post Nirvana, I started getting larger budgets to produce these clips. The larger budgets were nice, and I definitely stepped up my game. At the same time I was very decisive in who I would work with. If I didn’t know and love the band I would turn the job down. I never did anything I did not want to do, regardless of career and money. For better or worse I never cared about pleasing anyone but myself. I would have never called it an “Alternative scene”, that’s what the media called it. I mean a good time for work, and the economy was great. But yeah, the nineties were a little weird.

The music community linked to SST was something very unique but during the years there have been a lot of legal controversy due to the failure to pay the royalties… I found in ethically peculiar, after all those years in which the ethic and the moral of independent music was so preached. What do you think about it?
There is no denying the importance of the bands and the label in it’s heyday. I mean at the time, there was no better place to be. However painful it may be to look at for some loyalists, let’s face it; SST came apart as a label in the late 80’s / early 90’s, I fell away from them at that point. I did a lot of projects and was never accounted to or paid properly on them. Many of my friends and peers were also screwed over when it came time to be paid. I was not happy about it and that was the end of my dealings with them. Beyond that, I think it’s just sad what happened to SST. That label put out an incredible amount of really great music and then in it’s second decade collapsed under it’s own weight; degenerating into lawsuits and bad vibes. Quite a few of their bands had to fight to get their records back (Dinosaur Jr., Meat Puppets, Sonic Youth, etc) Much of their catalog has long fallen out of print. And not one re-issue or re-master. What a shame. So much great stuff there.

Did you keep in touch with Greg Ginn or Henry Rollins?
I haven’t spoken to Greg Ginn in 20 years. He has since caused me a lot of grief. He turned out to be someone I don’t want to work with or know. I had to altar three of my films because they contained Black Flag and / or his music in them, way after the fact. I mean, that 20 second clip of “Life Of Pain” in “Desperate Teenage Lovedolls” existed in the film for 20 years until it had to be removed by threat of lawsuit. I guess, reneging on a verbal agreement is not beneath Ginn. He also refuses to allow people to see “Reality 86’d”, a documentary film I shot and produced while I was on the last Flag tour in 1986. He now sends me You Tube take down notices for my own band.
I just saw Henry last month in DC. We keep in touch. He’s a good guy, as is everyone else who was associated with SST; especially Dukowski, Pettibon, Spot, Keith Morris, Joe Carducci, Dez Cadena, & Mike Watt. All good people.

What are you listening to, nowadays? Is there something in LA we better keep an eye on (both in music and filmmaking…)?
Well, Hollywood has never been more dead. Movies just suck anymore. I used to look forward to the handful of good films in any given year. But now that’s dwindled to practically nil. I listen to a lot of music, mostly old; everything from Eno to the Ventures. I can’t say I’m up on current bands in LA, but maybe there is stuff happening that I’m not aware of. There are a handful of good newer bands like Off and No Age. If I ever loved a band or an artist it will always be with me., weather it’s Devo, The Saints, Velvet Underground, Blue Cheer, Dead Kennedy’s, Kraftwerk, Talking Heads, Can, Meat Puppets, Motorhead, Blue Oyster Cult, Television, or a few hundred other names I can rattle off here.

You also worked with big names like Perry Farrel, for “Grunge Pedal”, Raymond Pettibon, for “Citizen Tania” and Sofia Coppola for “Hi Octane”… have any of those people really taught you something? (you can name also somebody I didn’t…)

I’ve collaborated with others too: Kim Gordon, Cameron Jamie, Mike Kelley (we recorded a record together “Torches & Standards” as the Super Session.) I’d like to think I had a big influence on Sofia Coppola (and her brother Roman for that matter). I think I did, you would have to ask them. Likewise for Spike Jonze, who I’ve also worked with in the past. Steve Doughton too. I like to have fun with friends and make stuff. But I mostly create on my own.

Twenty years ago you shot the now famous “1991: The Year That Punk Broke”, what is the first thing that comes to your mind of that experience, after all this time?
Running around like a chicken without a head at these big music festivals with my super-8 camera and a suit case of film. No one helping me. No crew, No assistant. The fact that I didn’t lose anything and was able to manage it all.

Which were the parts that were cut out of the original that you put in the DVD about to be released?
Nothing was cut from the original. What was released in 1992 was what I had wanted to be released. No one involved asked for any changes. There was no management or record company interference. I likewise produced bonus material from the footage I didn’t use in the movie (in 2004), which was when the DVD was originally supposed to come out. The centerpiece being to 40 minute feature “(This Is Known As) The Blues Scale”.

Did the Super8 videos undergo some kind of post-production or did you leave the material as it was?

The film is transferred to tape (back then 3 1/4” umatic). At the time of the telecine I would sit there behind the controls and play with the dials. It yielded varying effects right on to the master tape, which I would then edit on a tape-to-tape editing system. This gave it a variety of looks. I also did a lot of effects through the lens. All that time lapse stuff, or what I called “tapping out a morse-code on the shutter”. I was very experimental in 1991, and I did things I would never do today. Some of the footage was further processed in post using Video Toaster.

How did you come into contact with Sonic Youth, Nirvana and the other bands you shot during that our? Why did they pick up you?
I had done some short films and music videos w/ Sonic Youth prior to this project that turned out well. Also they liked my early work (“Desperate Teenage Lovedolls”, “Lovedolls Superstar”, “Stoner Park” etc.) and I guess wanted to see me working. They hired me for the job, which at the time was just to document the brief 2 week tour and maybe do a self-release later on VHS.

Did you accept it right away?
Of course, there no reason not to. I loved their records: Bad Moon Rising, Evol, Sister, Daydream Nation, & their major label debut Goo. (all of which have songs in the film.)

What were your thoughts about Nirvana who were about to become, in a matter of months, a worldwide relevant band? Would you imagine that?
No one knew what was going to happen with Nirvana. The magnitude of their success. I mean. You would have been out of your mind to think they would be #1 worldwide selling millions of albums, filling arenas, and displacing Michael Jackson from the Billboard Charts. That said, I really liked them, and was excited to see something I really like get to so many people.

Do you think the public associates your documentary mostly with Nirvana? As a matter of fact this new edition hits the market on the 20th anniversary of “Nevermind”…

If that’s what it took to finally get the DVD released, well then, so be it! Actually it’s something to be proud of. Then again, I know the film has it’s fans too. At the time of the filming Nirvana was a Sonic Youth opening act, and they were super glad to be there. You can see Cobain smiling and having a good time throughout. This was a really fun time. In retrospect, this was the calm before the storm.
I am less interested in the nostalgia aspect, here and am more into the fact that young kids today can now see it. That excites me to no end. Even although this film got distributed much wider than anything I ever did before it or after it, I still consider it an “underground” film. Even the fact the Universal is re-releasing it. Some might argue that, but I would beg to differ. Also, I know this film is not for everybody, especially those without a sense of humor or irony.

People generally see Kurt Cobain as a depressed, sad kid who was only devoted to drugs. What do you remember about him?
He was not strung out on drugs on this tour. He was glad to be there. There was much excitement. I thought he was a nice guy, maybe a bit quiet and moody, but he was also funny. I don’t think people know about his sense of humor. It was so stark to see him singing on stage, when he was the opposite of that. A little guy, such a big, deep, intense voice. He was a great singer / songwriter. I like what he did. I only wish he would have stuck around a little longer. It’s horrible to know what happened at his end.

The movie, as we said before, was shot in Super8. Was that a stylistic choice or was it due to the necessity? What was your equipment made of?
It’s what I was working with at the time. I had a Bealieu 7008 with a great Angenieux-2-2-12-120mm lens, So it was more of a professional Super-8 than the usual consumer Super-8 camera. The film was relatively inexpensive (at the time) and it was possible to shoot 9 hours with film processing for a few thousand dollars.

Had you already something in mind, an idea of what your movie would be or, on the contrary, did you just caught on tape what was happening?

There was no real way to plan out the shooting of this. I just went with what I was feeling at the time. I had to make a lot of editorial decisions while shooting. I had a finite amount of film with me. The festivals were filled with lots of bands and there was always something happening at several locations at once.

And if I ask you three of the most bizarre things that happened during those 2 weeks, what would you say?
I don’t know about three things but a lot of stuff was going on for sure. At the end of the second show of the tour in Dublin, Ireland at the end of Sonic Youth’s set, my camera ceased to function. I was able to find a replacement, a lesser Bealieu (the 5000) I bought in England the next day. I was able to use to 200 foot mags on it and use the battery packs that I had. But for a night and the next day it seemed I might be without a way to continue filming. And that third show was the Reading Festival. Everything clicked into place after that.

We kept seeing references to “Punk” everywhere we went in Europe at the time. The most strange was Motley Crue covering the Pistols “Anarchy In The UK” and a fashion spread called “Modern Punk” in Elle Magazine. Thurston on the cover of Guitar Player magazine. This was all fuel for the title and thesis of the film, which was coming together by hook or crook while the tour was progressing. Like seeing graffiti on the wall in some small East German town saying “Punk Rules OK!” (which I photographed and used during the Nirvana Smells Like Teen Spirit” performance.
There were shows with Iggy Pop and The Ramones too. All of this ended up shaping the context of the film. We were drinking a lot during these shows. Getting high on Hash too. I dropped acid in Neurenberg, Germany where there was this big carnival with giant horrific mechanical audio animatronic apes speaking in German. All of this ended up in the film of course, although I don’t know if the tripping translated to the film or not but I think the energy of the tour was being rightfully documented.


And three things you thank your destiny for bringing you there?

Thurston Moore for one. It was really his doing. My decade in the trenches of US underground hardcore punk 10 years prior to this tour would be second. And third would be my father, for having an 8mm camera in the apartment where I grew up.

Was that your first time in Europe? What was the thing that struck you the most as an American in a foreign land?
Yes, that was my first visit to Europe. I loved it. Everything seemed so much older and steeped in history as compared to the fast changing environment I grew up with in Southern California, where land-marks are demolished like clockwork and there is zero respect for history or culture.

After that tour in 1991, did you keep in touch with Nirvana, Sonic Youth, Babes In Toyland… or not?
Yes, I kept in touch with Sonic Youth, still am good friends to this day. I worked with them a number of times after this., the high points being the videos I did for them for “Superstar” (1995) & “I Love You Golden Blue” (2004). I also co-wrote a song on their 1994 album “Experimental Jet Set, Trash and No Star”, a song called “Screaming Skull”.
I hung with Nirvana on subsequent tours, I saw all their LA shows. I was there for the filming of their Unplugged appearance in New York. I also visited Krist and stayed with him in 1994 after Kurt’s death. I also hung with Lori Barbero of Babes In Toyland in 2000 when I screened the film in Minneapolis. I’ve also hung with Dave Grohl a few times over the years, he was able to take his next band to quite an impressive level.

Have you ever been offered to do the “classic” Hollywood blockbuster movie with a huge budget? Would you do that? What kind of story would you film?
No offers, but then again, that’s not exactly my thing. Not that I would be adverse to making a big budget Hollywood Film. I have been slowly working towards that, but I would probably end up doing an independent feature. I think I made the ultimate film about Hollywood, a documentary called “The Reinactors” (2008). Then again, I’m just not interested in movies that look like video games with loud explosions and no story.

Which is the work you are linked to the most, the one you think you will be remembered for in the future?
I will probably be most associated with 1991. Even if I end up directing “Terminator 7” one day.

Are you now working on something?
I am keeping busy, I have four projects going on at once this year; I’ve produced the 1991 The Year Punk Broke DVD (all of it is my doing), I’ve directed a live concert DVD / blu ray for Dinosaur Jr., I am working on a documentary of the Circle Jerks, and I am working on my book of photos along with Jordan Schwartz which will be out next year titled simply “We Got Power”. I am excited about this project in particular, it’s like going back to my origins. It’s like an un-corking of a vintage bottle of wine, but better.