Delebile: etichetta di fumetti indipendente



Quella di Delebile edizioni è un’etichetta di fumetti indipendente, giovane e promettente; dal respiro europeo, ambizioso e preparato. Lì per lì queste raffiche di aggettivi potrebbero sembrare gratuite o casuali, buttate lì, ma leggendo le loro risposte si percepisce immediatamente un’accuratezza e una chiarezza di idee invidiabile.

Hanno da poco pubblicato Mother, antologia che raccoglie numerosi autori di diverse nazionalità. Saranno al Lucca Comics allo stand S49, In Self Area (Padiglione in Piazza San Romano), dove potrete acquistare Mother (ma anche sul sito se non potete proprio più aspettare), ma non prima di aver letto la loro interessante intervista.

Da quali esigenze avete formato Delebile?
Delebile nasce nel 2010 come gruppo di lavoro. All’inizio eravamo in tredici, tutti studenti al primo o al secondo anno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, e sentivamo tutti il bisogno di una spinta in più a lavorare, a sperimentare. Volevamo fare più fumetti.
Dopo poco ci è venuta voglia di fare qualcosa con le storie che producevamo, di avere anche un confronto con l’esterno, e sono nati le antologie e il sito internet.

Qual è stata in tre anni l’evoluzione del vostro collettivo?
Da gruppo di lavoro siamo diventati una piccola etichetta indipendente che realizza libri antologici di giovani autori, sia italiani che stranieri, e piccole monografie.
Gradualmente, per diversi motivi, le persone hanno lasciato il progetto e sono rimaste le figure essenziali che compongono oggi Delebile.

Come redazione vi interessano seguire degli standard precisi o delle linee guida nelle vostre antologie (cioè avete qualche specie di “manifesto”)? Ovvero volete promuovere un modo di fare fumetti, o di raccontare storie in particolare?
Ci siamo sempre interessati alla forma breve, che è la più funzionale per la sperimentazione e il mettersi alla prova, realizzando anche storie che spesso erano troppo chiuse, troppo rivolte verso l’interno.
Dopo che il gruppo di lavoro si è sciolto, sono cambiati anche le nostre esigenze editoriali e i nostri interessi. Quello che ora ci preme è promuovere giovani autori, di qualsiasi nazionalità, che in questo momento stanno creando storie forti, comprensibili, che toccano tematiche quotidiane con uno sguardo diverso.
Ci interessa far conoscere in Italia nuovi autori stranieri e portare all’estero il giovane fumetto italiano grazie ai festival a cui partecipiamo.

Cosa sentite di avere in comune e non con le altre autoproduzioni italiane e straniere?
Nulla in particolare. All’inizio le nostre antologie avevano un forte debito stilistico con Canicola. Pensiamo di essere riusciti a staccarci da quell’influenza con il nostro ultimo ciclo di antologie (HOME e MOTHER). Il panorama delle autoproduzioni italiano sta diventando molto vario, e anche se le storie brevi sono un comun denominatore, le sfumature si mantengo sempre ben distinte; ed è bello essere in tanti ma voler fare cose diverse.

La vostra nuova uscita si chiama Mother, di cosa parla?
Delle mamme.
Questo è il secondo di tre nuovi volumi, tutti sviluppati intorno ad un tema centrale.
Quando scegliamo un tema ne cerchiamo uno che non forzi una singola interpretazione, ma che dia modo ai vari autori di trovare una propria suggestione personale. A storie che parlano più letteralmente di madri e maternità, ne seguono altre che propongono una lettura che va in tutt’altra direzione.

Chi e come si occupa della redazione di Delebile?
Bianca Bagnarelli (biancabagnarelli.tumblr.com), autrice, 1988, propone storie e autori e si occupa dell’ideazione grafica delle antologie.
Lorenzo Ghetti, sceneggiatore, 1989, è la parte organizzativa di Delebile e cura l’impaginazione dei nostri libri.
Ugo Schiesaro (ugoeugo.tumblr.com), autore, 1988, gestisce il sito e il nostro shop online.
Mauro Nanfitò, sceneggiatore, 1986, traduce i testi degli autori stranieri e si occupa del lato social di delebile.
Andrea Settimo (andreasettimo.tumblr.com), 1990, disegna bene.

Chi sono gli autori pubblicati su Mother? —>O se preferite dire due cose sulle storie, fate voi.
Gli autori pubblicati su MOTHER sono giovani fumettisti che abbiamo avuto modo di incontrare di persona nel corso dei festival ai quali abbiamo partecipato, o dei quali abbiamo conosciuto il lavoro tramite internet.
Riservando una porzione di ogni numero ad autori che non avevamo già pubblicato nel corso dei volumi precedenti, abbiamo potuto affiancare ad un nucleo centrale composto da autori italiani un nutrito numero di storie provenienti da Francia, Germania e Stati Uniti.
Ogni lavoro segue un approccio ben diverso, passando da toni comici a drammatici, dal fantastico all’autobiografico, ma alla base di ciascuno abbiamo ritrovato una sensibilità simile, che poi è la nostra, ed è il motivo per il quale li abbiamo scelti.

Com’è andata all’SPX di Bethesda?
Bene. La cultura dell’autoproduzione negli Stati Uniti è molto diversa, ed è stato interessante essere esposti a un festival così differente da quelli europei.
All’SPX c’è molto contatto tra autori e pubblico, e in generale l’atmosfera è più rilassata, meno formale. Si ha meno l’impressione di essere a un grande evento.
I numeri sono sicuramente inferiori rispetto a quelli di grandi manifestazioni come Angoulême o Lucca, ma se si considera che è un festival dedicato alla sola editoria indipendente in realtà il risultato è impressionante. Non esiste nulla del genere qui in Italia. I nostri libri sono stati accolti con grande entusiasmo, queste sono alcune delle reazioni alle nostre pubblicazioni:
Comics workbook
Nijomu
the Comics Journal

Come descrivereste il clima dei fumetti e delle autoproduzioni in Italia e in Europa?
Torrido. Le realtà che hanno già qualche anno di vita alle spalle fanno sempre cose nuove, portando avanti in ogni momento uno o più progetti a lungo-medio termine, alzando sempre il livello qualitativo delle proposte, e nuove autoproduzioni nascono in continuazione, localizzate per la maggior parte ma non esclusivamente attorno alle scuole di fumetto.

Autori e autoproduzioni che raccomandereste?
Sam Alden (gingerlandcomics.com), che ha appena vinto un Ignatz Award come promising new talent e di cui abbiamo recentemente pubblicato due racconti, Sophie Franz (sophiefranz.tumblr.com), che è superbrava, e Cristina Portolano (recidif.blogspot.it) che anche lei non scherza mica.
Autoproduzioni: kuš! (www.komikss.lv), Study Group (studygroupcomics.com), La Trama (tramette.blogspot.it) e Teiera (teiera.blogspot.it).