dEUS

“Keep You Close” (PIAS, 2011)

I dEUS (scritti rigorosamente con la d iniziale minuscola) sono tornati con un nuovo album.
La band belga che ha cambiato così tanti membri fino ad arrivare a un totale 13 musicisti nell’arco di quasi vent’anni ha finalmente partorito il sesto studio album: ”Keep You Close’‘.
Chitarre, tastiere, violini e una voce soffice sono il tratto distintivo del quartetto di Antwerp dopo l’allontanamento da .
E così inizia l’album già dalla prima traccia (omonima) che sembra la soundtrack di un viaggio in macchina in un vecchio film. Questo non è un album banale, niente a che vedere con i gruppi indie di questo decennio, è indubbiamente più rock. Più conservatore, con quella voce di Tom Barman che a volte si fa più rauca in pieno stile 90s (oltretutto è l’ultimo membro originario rimasto, insieme a Klaas Jonzoons– tastiere e violini).
Se infatti si andare a spulciare i precedenti prodotti di David Bottril, ancora una volta il producer dei dEUS, si va dai Tool, ai Mudvayne e ai Dream Theater.
Alla quinta traccia ”Ghosts” pianoforte e tamburello si fanno più presenti e la band si riavvicina a un pop più facile, mentre alla successiva ”Constant Now” i sonagli lasciano lo spazio a trombe e voce che diventa falsetto nel ritornello. La ballatona non manca e si chiama a scanso di equivoci ” The End of Romance”. E’ in pratica un racconto, cantato lento e greve come se il microfono fosse incollato alle labbra di un vecchio cowboy americano che ne ha viste di tutti i colori nella vita.
L’ultima e nona traccia mescola sound effects e un’atmosfera sospesa a un pianoforte che più drammatico non si può. Stupirà di certo chi si aspettava qualcosa di leggermente più energico e sicuramente la band si allontana da ”Vantage Point”.
Insomma non l’album migliore dei dEUS, ma sicuramente un lavoro più personale e ricercato.

Davide Rambaldi