Doctor Strange

Kevin Feige you did it again. “Doctor Strange” non solo è un buonissimo cinecomics, ma è un’ulteriore dimostrazione di quanto l’Universo Marvel sia in questo momento, forse, la produzione più “creativa”, coerente e redditizia dell’entertainment cinematografico. Il film girato da Scott Derrikson (conosciuto più per i suoi trascorsi horror, tra cui l’ottimo “The Exorcism of Emily Rose”) è una storia di origini, che nel contesto attuale dell’UCM è difficile da inserire, dato che abbiamo filoni narrativi già avviati da tempo.

Nonostante questo, lo spettatore assiste al crollo del celebre neurochirurgo Stephen Strange, che a causa di un incidente perde la sua capacità di usare con precisione le mani. Dopo aver provato qualsiasi cura “del corpo”, sarà l’incontro con l’Antico (Tilda Swinton) a fargli scoprire un mondo, anzi mondi, a lui finora sconosciuti: la conoscenza delle arti mistiche.

La Marvel con Benedict Cumberbatch aggiunge un asso straordinario al suo plotone di attori e non poteva esserci scelta più azzeccata. Lo stile del film, lontano anni luce dal “Batman Begins” di Nolan a cui qualcuno misteriosamente ha paragonato la pellicola di Derrikson,, si sposa perfettamente con la brillantezza dell’attore britannico. Per non parlare del super cast che lo circonda, in cui non spicca solo la sacrificatissima Rachel McAdams, troppo limitata e “di contorno”.

Il villian, grandissimo tallone (forse unico) di quasi tutte le creature Marvel, anche in questo film non brilla proprio per originalità, anche se Mikkelsen ha quel carisma che da solo giustifica la sua scelta. Considerando il tanto discusso casting di Tilda Swinton, devo dire che l’ho trovato invece molto azzeccato: questa figura dai caratteri sì maschili, ma evidentemente femminile mi sembra suggerire un’idea di “maternità” nei confronti di questi nuovi stregoni, in particolare Strange.

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Dove, però, il film stravince è nella sua potenza visiva e nell’infinità di opportunità creative che potrebbe far sviluppare in futuro. E’ evidente che stiamo accarezzando solo la superficie di una realtà che potrebbe darci grandi soddisfazioni. Per quanto riguarda gli effetti speciali non si può non rimanere a bocca aperta: personalmente siamo di fronte a qualcosa di ben più complesso e spettacolare di quanto avevamo visto con Nolan in “Inception”.

Insomma non mi resta che consigliarvi questo “Doctor Strange”, ennesima perla della macchina da blockbuster chiamata Marvel Studios. Non saremo ai livelli eccelsi di “Guardians of the Galaxy” o “Ant-Man”, che è per me il manifesto della grandezza di questa casa di produzione, ma è un film che dimostra la coerenza ed efficacia produttiva che non ha rivali al mondo. Mi raccomando, non perdetevi le scene post-credit!

Matteo Palmieri