Gazebo Penguins – intervista – Tra nebbie, raudi e festival – #mpie9

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Anche i Gazebo Penguins tra gli artisti che prenderanno parte alla nona edizione di Meeting People Is Easy #mpie9 domenica 10 settembre al parco di Fiorano Modenese, all’interno della tre giorni dedicata a Radio Antenna 1.

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Festival, mpie, che dal 2007 ha portato sul proprio palco i migliori nomi della scena indipendente italiana e straniera – ed etichette discografiche quali SUB POP (Seattle), TOUCH’N’GO (Chicago) e ACUARELA (Spagna)- tra cui: GANG OF FOUR (unica data italiana), THE SOFT MOON, MARK GARDNER (RIDE), JAN (USA), BLAKE SCHWARZENBACH (Jawbreaker) (USA), THE SECRET SOCIETY (SPAGNA), OFFLAGA DISCO PAX, JULIE’S HAIRCUT, GIARDINI DI MIRO’ GAZEBO PENGUINS, MASSIMO VOLUME, DIAFRAMMA, DRINK TO ME, A TOYS ORCHESTRA, JENNIFER GENTLE + Luca (VERDENA), THE GIORNALISTI, THE DEATH OF ANNA KARINA, WOW, CUT, MARIA ANTONIETTA, BE FOREST, A CLASSIC EDUCATION, HIS CLANCYNESS, SAMUEL KATARRO, HEIKE HAS THE GIGGLES, BEATRICE ANTOLINI, STOP THE WHEEL, LES FAUVES, TREES OF MINT, COMANECI, FATHER MURPHY, SCHONWALD, MOVIE STAR JUNKIES, MY AWESOME MIXTAPE, ALTRE DI B, KING OF THE OPERA, REDWORM’S FARM, FELPA, STOOP, DUMBO GETS MAD, WELCOME BACK SAILORS, M?, MICROMOUSE, MY SPEAKING SHOES.

GAZ

I Gazebo Penguins nascono a Correggio nel 2004. Nel 2009 esce il primo album “The name is not the name”, ma è nel 2011, con “Legna”, che la band si fa conoscere in tutta Italia, arrivando a 70 concerti nel tour promozionale.

Intervista di Enrico Rossi

Nuovo disco, nuovo tour. Ci raccontate cos’è cambiato dall’uscita di Raudo fino a Nebbia? Cosa avete fatto come Gazebo e come individui ed esseri umani?

CAPRA: da Raudo è cambiato che abbiamo suonato tantissimo, a volte fino a pensare di aver suonato troppo. E ogni concerto era un’enorme dispersione (in senso buono) di energia. È cambiato che ogni vita va avanti, e ogni avanti incontra nuovamente il nero, e ogni nero non ti insegna nulla, non riesci mai a guardarti indietro e dire: questa schifezza l’ho già vissuta, posso farmene una ragione. No. È cambiato fondamentalmente che volevamo cambiare. Ma senza rassegnarsi. Altrimenti non avremmo fatto un altro disco. È bello pensare che ogni disco dei Gazebo Penguins possa essere per davvero l’ultimo. Nulla ci spinge a fare nuova musica, se non il desiderio di farla e portarla in giro. Da questo desiderio ci pare sia uscito il nostro album più lucido, che parla di nebbia ma lo fa in maniera tersa, a cui non dare il significato di precisa, né chiara o lapalissiana. Anche perché la mia nebbia non può essere identica alla tua, né a quella di nessun altro, se non per il fatto che vorremmo qualcosa di diverso. Una volta finito il tour di RAUDO ci siamo quindi presi il nostro tempo, ognuno il proprio tempo; altri progetti, altri percorsi, senza però perderci mai di vista e senza perdere di vista quel disco nuovo che – lentamente- si andava formando nonostante ognuno di noi stesse seguendo cose diversissime.

SOLLO: avrei voluto rispondere adeguatamente ma Capra monopolizza come al solito le risposte. Io ho chiuso uno studio di registrazione dopo quasi 8 anni, che ora sto riaprendo a Vignola.
Ho iniziato a lavorare a Milano per lo studio di registrazione della Red Bull, poi ovviamente la cosa più eclatante che mi sia successa è essermi lasciato dopo 7 anni… penso sul disco si senta e anche molto. In sostanza da Raudo a Nebbia penso sia totalmente cambiata la mia vita, col senno di poi posso dire anche in meglio.
Come Gazebo Penguins abbiamo, credo, finalmente raggiunto una dimensione quasi del tutto “nostra”. Con meno influenze e più idee nostre, più maturità si ma anche più originalità e estro nel comporre, questo lo dobbiamo tanto anche all’ingresso nel gruppo di Daniele Rossi, che fosse per me, mi porterei sempre dietro ovunque vada, penso dovrebbe fare l’arrangiatore e il compositore di mestiere, ma non mi ascolta.

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Non so se ve lo ricordate ma siete stati intervistati nel primo numero di Youthless, anzi nel numero 0 nel 2006, quando cantavate ancora in inglese… è passato veramente tutto questo tempo? Come sono cambiati i Gazebo Penguins? Vi ricordate le vostre aspettative al tempo?

CAPRA: Opperò. Questa non la ricordavo…
La nostra aspettativa era fondamentale riuscire a fare più concerti fuori da Modena e Reggio Emilia rispetto a quelli fatti in casa.
Ed è curioso come si sia ribaltata a distanza di una decina di anni: il mio desiderio più grande ora come ora sarebbe di fare ogni settimana un concerto o a Zocca o a Correggio E BASTA.

SOLLO: io si me lo ricordo eccome, per me era già una bomba avere una prima intervista figurati. Penso l’attitudine di far musica non sia cambiata: fare quello che ci piace fare, senza pensare che sia il nostro lavoro, o che debba essere fatto “in un certo modo” per ottenere più visibilità. Abbiamo avuto la fortuna di raggiungere un po di gente suonando le cose che ci piacciono, questo resta ed è uno dei motivi per cui continuiamo a suonare credo.

Già che siamo in questa fase “Carramba” avete suonato in diverse edizioni di Meeting People Is Easy #mpie cosa ne pensate della situazione festival in Italia e di quello che in Emilia musicalmente sta accadendo?… se sta accadendo qualcosa. C’è interesse, non c’è interesse?

CAPRA: Ricordo uno dei MPIE come il concerto con meno quantità di ossigeno di tutta la nostra storia live. E infatti era una di quelle giornata padane in cui un temporale di proporzioni bibliche stava covando nel cielo assorbendo tutta l’aria per poi esplodere senza pietà alcuna – poco dopo la fine del nostro concerto se non ricordo male.
Non credo di esagerare se dico che – nel corso degli anni – abbiamo suonato più o meno in ogni festival di musica su e giù per l’Italia; e ora che siamo stati finalmente anche in Calabria e Sicilia ci mancano davvero un paio di regioni. E partecipare a tutti questi eventi mi ha fatto pensare che la differenza tra un bel festival e uno scarso, alla fine, la vedo qua: se chi organizza ci tiene, ha passione per le band che chiama a suonare, passione per quello che sta mettendo in piedi, allora è molto facile che diventerà un gran bel festival.

SOLLO: io ti dico qualcosa sull’interesse che è il punto chiave dietro a qualsiasi cosa si faccia. La gente che ha davvero voglia di fare le cose e farle bene, si conta sulle dita di una mano, a mio avviso. Poi ci sono quelli che portano a casa anche dei bei festival, ma senza quella grinta e quella voglia che ne caratterizza altri.
In Italia, anche nell’organizzazione di festival ecc. conta quanto uno abbia voglia di investire e rischiare e mi sembra che, salvo qualche caso, questa voglia di investire e rischiare stia scomparendo, ma anche per quanto riguarda investire su gruppi giovani, vedo delle band anche fighe in mano a etichettine che si rendono magari anche conto di avere un bel progetto tra le mani, ma non ci spendono una lira sopra e poi li senti che si lamentano perché il disco “non è andato poi così bene” o perché non se li caga nessuno anche se son bravi. Insomma ci si aspetta che le cose vadano bene da sole a volte, non funziona.

Gazebo foto di Mark Pak Pasqualotto
Foto di Mark Pak Pasqualotto

Ho letto che quest’estate gente come Primal Scream ha fatto fatica a riempire spazi, rispetto anche ai cachet richiesti, mentre la scena italiana sta crescendo ma non è interessata come un tempo a seguire altro al di fuori dell’Italia… l’indipendente che diventa mainstream ora più che mai… basti pensare al salto di TheGiornalisti per dire un nome… cosa mi dite a riguardo? Schiocchezze da bar?

CAPRA: Non so. Per dire. A vedere i Matmos, sempre a Roma, c’erano più o meno le stesse persone dei Primal Scream, e l’appeal non era esattamente lo stesso. Che anche in questo caso dipenda da come organizzi un concerto? Senza voler offendere nessuno, sia chiaro, non conosco né chi ha organizzato i Primal né i Matmos. Certo è in Italia c’è una spiccata mancanza a rischiare nel decidere cosa andare a vedere. Ed è un po’ il motivo per cui l’80% dei cartelloni estivi hanno gli stessi nomi.

SOLLO: io mi riaggancio al discorso di prima, anche il pubblico non rischia, va a vedere quei 4\5 gruppi di cui sente parlare in giro, in pochi si vanno a cercare musica diversa o di cui non si parla nei principali canali mediatici. In generale poca voglia di rischiare, sia da parte degli organizzatori, che da parte del pubblico. Ma già da un po’ e penso sia stata proprio questa tendenza a portare a queste situazioni alla Primal Scream.

Questa nona edizione di Mpie è ospitata all’interno dei 40 anni di Radio Antenna 1, storica radio emiliana… che rapporto avete con la musica radiofonica e ci tocca chiedere anche con internet e compagnia bella… siamo quella generazione che può farsi ancora queste domande immagino… Radio Antenna 1 la conoscevate?

CAPRA: RadioAntenna1 è stata la mia radio fondamentale nel passaggio alla maggiore età. Praticamente non ascoltavo altro. Il forum del vecchio sito di RadioAntenna1 è stato forse l’unico forum in cui mi sia mai iscritto. Quando ancora non avevamo fatto nemmeno un disco ma solo un demo suonammo al Vibra proprio ad una festa della Radio organizzata nel forum. Credo che abbia formato i miei ascolti più Soneek Max di qualsiasi altra persona che poi ho conosciuto. È davvero un enorme piacere suonare per questi 40 anni di musica a cui sono sinceramente debitore.

SOLLO: io mi ricordo ancora quando ero appena stato lasciato da una ragazza ma tipo appena patentato, o da poco e Gianca (Giancarlo Frigieri, ndr) sul suo programma aveva messo Woman dei Sophia che io ancora non conoscevo, ho pianto una settimana.
E comunque sì, penso che dobbiamo a Soneek Max davvero tanto, ha davvero modellato i nostri ascolti, si ascoltava sempre qualcosa di bello e di nuovo soprattutto grazie a lui. Poi assieme a lui, Gianca, Cecc, insomma altre radio così non ne ho più trovate, sembrava davvero di ascoltare i dischi con gli amici, quando ci si trovava a casa di qualcuno appena usciva qualche bomba discografica nuova, pratica dismessa ma che andrebbe ripresa di brutto.

Ci fate una vostra playlist come se foste in radio? Cosa mettereste su se doveste:
1) partire per un viaggio in macchina o in furgone
2) limonare con qualcuno
3) rilassarvi e staccare la spina
4) cucinare per una cena romantica
5) entrare al supermercato

CAPRA:
1) Converge – “Aimless Arrow”
2) Radiohead – “All I need”
3) Jakie O’Motherfucker – “Hey! Mr. Sky”
4) Do make say think – “Horripilation”
5) Refused – “Worms of the senses/ Faculties of the skull”

DANIELE:

1) Dawn Of Midi “Dysnomia”
2) Timber Timbre “Hot Dreams”
3) Bohren & Der club of Gore “Piano Nights”
4) Arab Strap “The Red Thread”
5) Chico Buarque – “Construção”

SOLLO
1) Deftones – “be quiet and drive”
2) Grizzly Bear – “Mourning Sound”
3) J Cole – “Neighbors”
4) Anderson Paak – “The bird”
5) Run the Jewels – “legend has it”

PARCO MPIE9