Ghostbusters

Devo ammetterlo. Un po’ come tutti al primo trailer di questo “Ghostbusters”, reboot del leggendario film del 1984 (una delle mie commedie preferite), ero inorridito e l’inquietudine nei confronti di questa pellicola è salita a livelli massimi. Inaspettatamente, però, aspettative così negative sono state soppiantate dallo stupore e dalla constatazione che questa incarnazione femminile dei Ghostbuster funziona, e pure bene.

La storia è molto semplice, e, se vogliamo, il punto più debole di tutta la pellicola. Nulla di nuovo, soprattutto per coloro che sono fan della saga (anche se non raggiungiamo per fortuna l’orrore di “Ghostbuster II”). Un gruppo di donne, scienziate, con la passione per il paranormale si trovano a fronteggiare una minaccia sì legata agli ectoplasmi, ma molto più umana di quel che si possa credere.

Per apprezzare questa fatica di Paul Feig bisogna innanzitutto inquadrarla per quello che è: una commedia. Questo porta con sè ovviamente i suoi pregi e i suoi difetti. Come già anticipato è un film poco costruito sulla storia, che poggia totalmente sui suoi personaggi e le loro interpretazioni, su cui c’è poco da discutere: le 4 ragazze funzionano, eccome.

Parlare di sessismo mi sembra forse sbagliato, credo piuttosto che la diffidenza verso queste 4 nuove ghostbusters sia nata piuttosto per il fascino di culto che avevano i 4 personaggi originari. Per questo, intelligentemente, Feig ambienta il film in un mondo in cui i vecchi cacciatori di fantasmi non esistono più, utilizzando i personaggi originali per camei molto divertenti e coerenti con le loro vecchie controparti.

Per apprezzare questa fatica di Paul Feig bisogna innanzitutto inquadrarla per quello che è: una commedia…

Melissa, Kristen e Leslie non deludono, ma il proscenio è tutto per il personaggio della McKinnon, decisamente il più riuscito, originale e divertente. In quest’ottica di girls power (sono molto curioso di vedere quello che ci regalerà Margot Robbie in “Suicide Squad”) è molto intelligente il cameo di Sigourney Weaver, colei che per prima nella storia del cinema si è imposta come grande attrice protagonista del film d’azione e anima pulsante del primo “Ghostbusters”.

Non c’è che dire, questo “Ghostbusters” edizione 2016 mi è piaciuto e mi ha stupito. Sicuramente non entrerà nella storia del cinema, ma lo ritengo un modo intelligente ed ispirato per ridare lustro ad una saga che nel 1989 sembrava per sempre sepolta. Per me non c’è dubbio: queste Ghostbusters meritano eccome una chiamata, con un Chris Hemsworth così che risponde al telefono poi!

Matteo Palmieri