Gianluca Morozzi, Lo specchio nero

lospeccchioneromorozzi

“C’era una ragazza morta con la gola tagliata dentro una stana con la porta chiusa dall’interno, e un uomo morto in un bagno cieco con la porta chiusa dall’esterno. L’unica persona viva tra quelle due porte era lui e soltanto lui. Lui che aveva un coltello insanguinato in mano.”

Gianluca Morozzi, Lo specchio nero

Walter Pioggia, scrittore e direttore editoriale di una casa editrice bolognese, è abituato da sempre a distinguere la fantasia dalla realtà; ma quando sei reduce da un concerto estivo, in una notte così calda da rendere la tua bocca un deserto, la situazione può sfuggirti di mano. Ti puoi ad esempio svegliare a torso nudo, in una stanza dalle pareti viola, seduto su di una poltrona di pelle nera, con in mano un coltello insanguinato e due cadaveri a farti compagnia.
Il tutto senza una soluzione logica e razionale. Una macchinazione complessa, che costringerà Pioggia a fare i conti con un passato ricco di misteri irrisolti, che affondano le radici nella sua adolescenza, e al tempo stesso a cercare lampi di lucidità in mezzo alle sue quotidiane occupazioni letterarie, che lo porteranno ad innamorarsi di un’aspirante scrittrice con cui condivide le inquietudini esistenziali. Un classico delitto dalla camera chiusa, rivisitato da Morozzi in chiave contemporanea, grazie alla sua capacità di far appassionare i lettori ai luoghi cari alla sua quotidianità.

Alberto Giusti

gianlucamorozzi