Gomez

“WHATEVER’S ON YOUR MIND”
(EAT SLEEP/PIAS, 2011)

Nel 2011 il fatto che i membri di una band abitino sparsi per il mondo tra Brighton, Los Angeles e Brooklyn non rappresenta un gran problema, nemmeno quando giunge il momento spinoso della creazione di un nuovo album: a dover essere ringraziate non sono, però, le compagnie aeree, ma il Web. Da un hub privato nasce, infatti, “Whatever’s on your mind”, l’ultima fatica dei Gomez, con la collaborazione strumentale di Luke Steele e Stuart Bogie. Grazie al digitale, dopo due anni di condivisione di testi, musica e demo, i Gomez non hanno dovuto fare altro che ritrovarsi venti giorni in Virginia per scegliere e riarrangiare definitivamente da una discreta quantità di materiale i dieci pezzi che compongono l’album.
Per chi se lo stesse chiedendo, lo zampino della tecnologia non ha apportato grandi modifiche o particolari exploit musicali: i Gomez, rete o non rete, restano sempre i Gomez. Questo, se da un lato non presenta innovazioni, è una conferma della godibilità di un disco che è sì, con i suoi 38 minuti scarsi, il più breve della band, ma di certo non si risparmia nulla: in Whatever’s on your mind si trova un po’ di tutto, dall’indie e alternative rock al britpop, con qualche punta di elettronica che non guasta mai.
Mentre alcuni brani mostrano incerti richiami ai sixties, l’opening track “Options” ricorda indiscutibilmente un sound alla Phoenix; questa è solo una delle tante similitudini che si possono ritrovare nell’album ma, se è vero che i Gomez hanno la poco velata tendenza ad attingere da diversi gruppi, è anche innegabile che sappiano farlo decisamente bene. Ne sono un esempio la bellissima “Our Goodbye”, forse la vera chicca di un album che , pur non essendo un capolavoro, di certo si merita un posto d’onore nella discografia della band.

Eugenia Durante