Gomorra parte seconda

CIRO - O' PRINCIPE

Prima di recensire la seconda stagione, ci sembra necessario fare un piccolo excursus sulla prima. L’esordio di Gomorra in tv è stato applaudito fino al sangue sulle mani da pubblico e critica, rimasti increduli di fronte alla sua potenza visiva e alla sua capacità di raccontare personaggi talmente forti da essere ricordati tra i più belli che la serialità televisiva italiana ci abbia mai regalato da un po’ di anni a questa parte. E noi non possiamo far altro che trovarci d’accordo.
Ma com’è questa seconda stagione? Bellissima, come la prima, c’è poco altro da aggiungere. La fine della stagione uno aveva portato a degli scenari molto interessanti: Ciro era sicuro di aver ucciso Genny, ma non sapeva che il suo rivale non era affatto morto, e che Pietro Savastano era riuscito a evadere dalla prigione. Ed è un primo piano di Genny insanguinato in barella ad aprire una seconda stagione molto spettacolare. Subito dopo ci spostiamo su Don Pietro, che ormai sembra pronto a buttarsi nuovamente nella mischia. Per non parlare di Ciro, che nella mischia c’è già, e con tutto il corpo. Si è alleato con Salvatore Conte, e ormai si sente, come dice lui, “in cima”, pronto a combattere i Savastano. Ma riuscirà a stare ancora una volta sotto un padrone, come già gli era successo con Don Pietro e Donna Imma nella prima stagione?

GENNY - CIRO - PIETRO

Da questo momento in poi succederanno tante cose: morti, redivivi, alleanze, nuovi personaggi (come la boss Scianel e la ragazza Patrizia), nuove location, fino al finale in cui i nodi verranno al pettine, un tutti contro tutti (o forse no) magistralmente confezionato dallo showrunner Stefano Sollima.
Ancora una volta si affrontano temi come le lotte fra clan (materia dominante di questa stagione), il voler emergere, e la funzione documentaristica dei luoghi, che passano dal lusso sfrenato in cui vivono i boss, alla tristezza estrema del sudicio in cui sguazzano gli sventurati di Scampia.
I personaggi principali, Ciro, Genny e Pietro, non perdono un colpo, rimanendo sempre appassionanti per il pubblico che, fortunatamente, non riesce ad affezionarsi totalmente a loro.
Si passa dallo strapotere fisico dell’adiposo Gennaro, che forse non è così invincibile come sembra, a quello mentale di Ciro, l’uomo più scoperto e, magari, il più solo, fino a quello più nascosto di Don Pietro.

GENNY - PIETRO

Le situazioni in cui sono calati i protagonisti filano lisce e veloci come l’olio, anche quando non si centra in pieno il bersaglio per quanto riguarda ritmo o scrittura, questo grazie anche alle buone prove attoriali, ma soprattutto alla musica elettronica dei Mokadelic, che si amalgama alla perfezione con il rap campano dalle views facili su Youtube, riuscendo a trascinare chi guarda.
E poco importa se l’impianto registico è lo stesso della prima stagione, se in diversi momenti decisivi abbondano i clichés, oppure se molti dei personaggi secondari sono fondamentalmente inutili, e il loro unico obiettivo è quello di tenere lo spettatore il più possibile incollato alla sedia (allungando il brodo).

PIETRO

Questo perché il solo vero scopo di Gomorra – La serie, sia nella prima che nella seconda stagione, è piacere al grande pubblico, quello che va al cinema esclusivamente per vedersi gli X-Men e che, per certi versi, non ha la capacità di notare determinati tipi di difetti in un prodotto.
Gomorra 2 – La serie è tutto questo. E ci piace assai.

Francesco Nardini