I ragazzi venuti dal Brasile, Ira Levin

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La rinascita del Terzo Reich è stata l’ossessione di tutto il mondo occidentale, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ira Levin è stato capace di dare vita a quell’incubo terribile all’interno di un thriller dai ritmi serrati, in cui l’autore immagina il Dottor Mengele a capo di un’organizzazione segreta il cui scopo è ricreare la purezza della razza ariana.

A combattere questa compagine di gerarchi tedeschi ci penserà l’ebreo cacciatore di nazisti Yakov Liebermann, che nonostante l’età avanzata verrà a conoscenza di un piano per eliminare 94 uomini in tutto il pianeta.

L’uomo in bianco spostò di lato il bicchiere di brandy e
disse: «E ora, ragazzi, parliamo d’affari». Inclinando la testa
dai capelli grigi a spazzola, si abbassò gli occhiali sul
naso e guardò gli uomini da sopra le lenti. Lo fronteggiavano
attenti, il sigaro tra le dita. Nella stanza scese il silenzio;
a spezzarlo c’era soltanto il basso ronzio dell’aria condizionata.
«Sapete quello che sarete chiamati a fare», disse l’uomo
in bianco, «e sapete anche che si tratta di un lungo compito.
Ora vi fornirò tutti i particolari». Chinò la testa in avanti,
guardando verso il basso. «Novantaquattro uomini devono
morire in, o attorno a, certe date nei prossimi due anni
e mezzo», disse, leggendo. «Sedici si trovano nella Germania
Ovest, quattordici in Svezia, tredici in Inghilterra,
dodici negli Stati Uniti, dieci in Norvegia, nove in Austria,
otto in Olanda, sei in Danimarca e altrettanti in Canada.
Totale, novantaquattro. Il primo deve morire il 16 ottobre
o giù di lì; l’ultimo, il 23 aprile del 1977 o giù di lì».
Si appoggiò all’indietro e tornò a guardare gli uomini.
«Perché questi uomini devono morire? E perché in, o attorno
a, quelle particolari date?» Scosse il capo. «Non ora; in
seguito potrete saperlo. L’unica cosa che posso dirvi ora è
questa: la loro morte costituisce la fase finale di un’operazione
alla quale io e i capi dell’Organizzazione abbiamo
dedicato molti anni, enormi sforzi e gran parte dei fondi
dell’Organizzazione. È l’operazione più importante che
l’Organizzazione abbia mai intrapreso, e “importante” è un
termine mille volte troppo debole per descriverla. Sono in
gioco la speranza e il destino della razza ariana.»

“I ragazzi venuti dal Brasile” fu pubblicato per la prima volta nel 1976; da quest’opera letteraria fu tratto l’omonimo film del 1978, con la regia di Franklin J. Schaffner, e con protagonisti Gregory Peck e Laurence Olivier.

Sur Edizioni torna a pubblicare questo capolavoro di Ira Levin nella collana Big Sur, con la traduzione di Adriana Dall’Orto.

Alberto Giusti