Il Cielo di Bagdad

“Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok”

Un folk post-pop poderoso e luccicante quello proposto da Il Cielo di Bagdad nel suo EP “Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok”, dove il folk dei Cashier No.9 incontra l’ambient di Mogwai e soci fino ad immergersi nelle atmosfere pop degli Arcade Fire.

Il punto di forza dell’EP sta proprio in questo suo giocare con una base strumentale arricchendola di sonorità pop ed orchestrali, tanto da spingersi verso il dream pop più onirico ed impalpabile. Una orgia di synth che si alterna a un approccio minimale tipico del folk pop più recente (Boy and Bear), spaziando tra brani più ricchi ed evolutivi e atmosfere intimo-sperimentali a là Jonathan Wilson (“Tree’s Love”).
Il tribale e le influenze orientaleggianti fanno parte del sostrato folk (“The Light Place”), il quale quasi si spinge verso un impianto folkloristico-cortese, che riprende e storpia i canti dei trovatori medievali (“We’re Fine”). Quando il suono sembra già aver esplorato ampiamente nei sottogeneri musicali, “It’s Over” rimarca il ruolo portante degli strumenti nella loro veste più elettrica e festosa, con un interessante accento sul basso. La voce torna a rimarcare la sua musicalità nei controcanti di “Happy Heroes”, dove violini, synth, campanelle e backing vocals richiamano ad una personale reinterpretazione di un post-rock alla Valerian Swing. Preferito personale è sicuramente il riadattamento indiretto della colonna sonora di Footlose “Stop! Stop! Stop!”, dove il ritmo rockabilly sincopato è rimarcato da battito di mani, una voce che ricorda spaventosamente il primo Elvis (magari solo un po’ più sbronzo) e che si interserca con un livello musicale completamente diverso, profondamente influenzato da un noise rock orchestrale (piano, fiati…) alla Arcade Fire.
Che dire, un EP che con il suo titolo vuole dimostrarci di avere poche pretese cercando nel suo piccolo di diventare monito quelle realtà che sconvolgono ed arricchiscono la vita di tutti i giorni.

Fabiana Giovanetti



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