Il fattore Borges, Alan Pauls

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Borgesiano” è un aggettivo che solitamente fa riferimento ad una concezione di vita intesa come finzione, oppure ad un’opera letteraria totalmente inventata spacciata per vera. La confusione tra realtà e fiction, tipicamente novecentesca, è il filo conduttore dell’indagine condotta da Alan Pauls.

Borges contempla l’Ottocento nel preciso momento in cui il secolo
scompare, e proprio quando vi si affaccia, quando ne
sperimenta l’attrazione e la vertigine, reagisce togliendosi
un anno, cercando di estirpare la traccia che il secolo morente
ha lasciato in lui. Ma quel famoso anno, lo guadagna
o lo perde? La risposta non può che essere paradossale: lo
guadagna perdendolo, lo perde guadagnandolo. Ed è paradossale
perché moderna: perché mostra la ferita e la malinconia
annidate nel cuore di ogni entusiasmo.

Attraverso queste pagine, Pauls va alla ricerca di ciò che rende caratteristica e peculiare la scrittura di Jorge Luis Borges, lo scrittore e poeta argentino annoverato tra i migliori romanzieri e narratori del Novecento, capace come pochi di camminare su quella linea sottile che separa l’immaginazione dal vero, utilizzando metafore quali il labirinto e lo specchio per illudere i lettori.

In uscita prossimamente per Sur Edizioni, “Il fattore Borges” vuole essere non solo una mera ricerca bibliografica, ma un vero e proprio ritratto a più sfaccettature del massimo alfiere della letteratura argentina.

Alberto Giusti