Il killer dello Zodiaco

di Sabrina Ramacci    

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Alzi la mano chi non ha mai visto Zodiac. Il film di David Fincher del 2007 racconta la storia di uno dei serial killer più misteriosi del Novecento e se non lo avete visto, allora cercheremo di farvi venire la voglia di recuperarlo. Alla fine degli anni Sessanta un violento serial killer semina il terrore nella California settentrionale. Così come Jack the Ripper, è lui stesso a darsi il nome firmandosi Zodiac in una lunga serie di lettere inviate alla stampa, così come lo squartatore anche il killer dello Zodiaco non sarà mai catturato. L’identità del killer è ancora sconosciuta ma il caso è ancora aperto.

Tra il dicembre del 1968 e l’ottobre del 1969 Zodiac uccide cinque persone a Benicia, Vallejo, al Lago Berryessa e a San Francisco; sono colpiti quattro uomini e tre donne di età comprese fra i 16 e i 29 anni, soltanto due di loro sopravvivono alle aggressioni. A Zodiac sono state attribuite anche numerose altre vittime, senza tuttavia sufficienti prove per confermarle. Sebbene infatti l’assassino abbia affermato nelle sue lettere di aver ucciso almeno 37 persone, gli inquirenti sono certi solo di cinque vittime.

Il 31 luglio 1969, tre lettere quasi identiche firmate da Zodiac vengono recapitate ad altrettanti quotidiani: il «Vallejo Times-Herald», il «San Francisco Chronicle» e il «San Francisco Examiner». L’autore rivendica la responsabilità di tre omicidi e include in ciascuna busta un terzo di un crittogramma, per un totale di 408 caratteri (24 righe e 17 colonne), che a suo dire nasconde la sua identità. Zodiac chiede che ciascuna parte sia stampata sulla prima pagina del rispettivo quotidiano, altrimenti si sarebbe infuriato e avrebbe ucciso una dozzina di persone quel weekend. Tutte e tre le parti del crittogramma sono pubblicate e le minacce non hanno luogo.

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Pochi giorni dopo due lettori dei quotidiani, Donald e Bettye Harden, riescono a risolvere il crittogramma, che non contiene il nome di Zodiac. Questa è la traduzione del testo criptato, il significato degli ultimi 18 simboli non è mai stato chiarito: «MI PIACE UCCIDERE LE PERSONE PERCHÉ È MOLTO DIVERTENTE È PIÙ DIVERTENTE DI UCCIDERE ANIMALI SELVAGGI NELLA FORESTA PERCHÉ L’UOMO È L’ANIMALE PIÙ PERICOLOSO UCCIDERE QUALCOSA È UN’ESPERIENZA ECCITANTISSIMA PER ME È PERSINO MEGLIO DI VENIRE CON UNA RAGAZZA LA PARTE MIGLIORE È CHE QUANDO MUOIO RINASCERÒ IN PARADISO E TUTTI QUELLI CHE AVRÒ UCCISO DIVENTERANNO MIEI SCHIAVI NON VI DARÒ IL MIO NOME PERCHÉ CERCHERESTE DI RALLENTARE O FERMARE LA MIA COLLEZIONE DI SCHIAVI PER LA MIA SECONDA VITA EBEORIETEMETHHPITI».

Il 4 agosto 1969 un’altra lettera viene recapitata al «San Francisco Examiner», con quello che diventerà il suo tipico saluto: «Dear Editor This is the Zodiac speaking».

L’assassino sembra divertirsi a sfidare gli inquirenti al punto da lasciare messaggi anche sulle scene del crimine, come nel caso del Lago Berryessa dove scrive sullo sportello dell’auto delle vittime un messaggio inquietante: «Vallejo 12-20-68, 7-4-69, Sept 27-69-6:30 by knife» (le date degli omicidi e l’indicazione relativa all’ultimo «con coltello» alla fine) firmandosi poi con il suo simbolo: un cerchio attraversato da una croce.

macchina

Le lettere di Zodiac mandano in tilt gli inquirenti e gli esperti chiamati per decifrarle. Il 14 ottobre 1969 il «Chronicle» riceve un’altra lettera contenente un lembo della camicia di Paul Stine come prova che egli è effettivamente l’assassino; nella stessa lettera l’assassino minaccia di sparare ai ragazzini che vanno a scuola. L’8 novembre Zodiac è la volta di un biglietto con un altro crittogramma, mai decifrato, di 340 caratteri. Il 9 novembre spedisce una lettera di sette pagine in cui afferma che due poliziotti lo hanno fermato e parlato con lui tre minuti dopo l’omicidio Stine. Il 20 dicembre Zodiac scrive una lettera a un famoso avvocato in cui include anche un altro pezzo della camicia di Stine e chiede aiuto all’uomo poiché sente di non potersi più controllare. Zodiac continua a comunicare con le autorità attraverso lettere e biglietti inviati alla stampa per il resto del 1970. In una lettera imbucata il 20 aprile scrive: «Il mio nome è [spazio vuoto]», seguito da un messaggio cifrato di 13 caratteri. La lettera include lo schema di una bomba che Zodiac afferma di voler usare per far esplodere uno scuolabus. In calce si firma con il suo simbolo seguito da un conteggio [Simbolo] = 10, SFPD [San Francisco Police Department] = 0.

zodiac speaking

schema bomba

Giorni dopo invia un biglietto di saluti timbrato 28 aprile al «Chronicle», con scritto «I hope you enjoy yourselves when I have my BLAST» (Spero che vi divertirete quando avrò la mia ESPLOSIONE), seguito dal consueto simbolo. Scrive inoltre che avrebbe voluto vedere la gente portare «Qualche bella spilletta di Zodiac». In una lettera successiva, datata 26 giugno, ammette di essere arrabbiato perché non vede ancora nessuno indossare le spillette. Nella lettera vi è inoltre un messaggio cifrato di 32 lettere che, afferma il killer, avrebbe condotto al luogo in cui si trovava una bomba che aveva seppellito e programmato perché scoppiasse in autunno (la bomba non fu mai trovata). Il tutto firmato con il consueto conteggio: [Simbolo] = 12 SFPD = 0.

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Zodiac scrive una lettera dopo l’altra… e continua a uccidere. Il 27 ottobre 1970, il reporter del «Chronicle» Paul Avery (noto per essersi occupato a lungo del caso) riceve una cartolina di Halloween firmata con una lettera «Z» e con il simbolo di Zodiac già usato in precedenza. Scritta a mano sulla cartolina c’è l’annotazione «Peek-a-boo, you are doomed» (Bubu-settete, sei condannato).

cartolina paul

Il 22 marzo 1971 in una cartolina ricevuta dal «Chronicle» e indirizzata a «Paul Averly» (chiaramente Paul Avery) e attribuita a Zodiac, questi sembra prendersi la responsabilità della scomparsa di Donna Lass da South Lake Tahoe, California, il 26 settembre 1970. Composta da un collage di lettere dell’alfabeto ritagliate da pubblicità e pagine di riviste, vi è anche un’immagine pubblicitaria di Forest Pines e il testo «Sierra Club», «trovata vittima 12», «guardate tra i pini», «perlustrate l’area di Lake Tahoe» e «in giro nella neve». Il simbolo di Zodiac è al posto dell’indirizzo del mittente. Donna Lass era un’infermiera presso l’hotel e casinò Sahara Tahoe. Il 26 settembre smise di lavorare verso le 2.00 di notte ma non fu vista lasciare il suo ufficio. Donna Lass non è mai stata ritrovata.

cartolina sierra

Diverse lettere vengono ricevute dai giornali in quei primi mesi del 1974 e negli anni successivi ma nessuna di queste è stata realmente presa in considerazione dagli inquirenti che pensano piuttosto all’opera di uno o più mitomani. I pochi sospettati di questi efferati crimini verranno rilasciati per mancanza di prove. Dopo la cartolina di Forest Pines, Zodiac rimane in silenzio per quasi tre anni, dopodiché il «Chronicle» riceve un’altra lettera, timbrata 29 gennaio 1974, in cui loda il film L’esorcista, definendolo «The best saterical comidy» (la miglior commedia satirica) che avesse mai visto. Zodiac conclude con un nuovo definitivo punteggio: «Io = 37, SFPD = 0».

lettera esorcista

Analisi Grafologica

 

Il primo elemento da evidenziare nei testi in analisi è il costante uso dello script che, per quanto tipico del metodo calligrafico statunitense, in questo caso indica un’inadeguata differenziazione della personalità dello scrivente. In generale la grafia del presunto assassino descrive sin da subito un precario equilibrio psichico e affettivo.

Zodiac è una persona imprevedibile e incline a forti sbalzi emotivi che variano dalla tendenza all’impressionabilità allo scatenamento di ansie, paure e alterazioni del tono umorale che, in un contesto come quello in analisi, potrebbero essere terreno fertile per ogni possibile patologica psicotica.

Si nota come l’autore delle grafie tenda a impiegare molte energie nel controllo della situazione, interiore ed esteriore, ma tale comportamento gli provoca eccessi di tensione, stress e facili malinconie, in generale lo conduce a una frustrazione del senso dell’Io. L’uomo non è sempre in grado di arginare le proprie inclinazioni di natura emotiva che sfociano così in manifestazioni nevrotiche, di irrequietezza o irritabilità (come si legge chiaramente nelle missive che invia ai giornali) o in comportamenti di natura sadica.

C’è un senso d’inferiorità dilagante nelle grafie in esame che si manifesta ampiamente nel distacco con l’altro, lo scrivente si difende allontanandosi dall’ambiente con determinazione e senza fatica poiché il non sentire l’altro lo aiuta, lo protegge da tutto, secondo la sua percezione delle cose, ma non da se stesso. Zodiac tende a isolarsi ed ha difficoltà di adattamento all’ambiente, può diventare ipercritico ed è fortemente carente dal punto di vista empatico; non riesce a entrare in contatto con l’altro poiché freddo, indifferente, poco ricettivo e tendente al sospetto. Quelli di Zodiac sono  atteggiamenti regressivi della psiche e di oppressione dei sentimenti che possono condurre fino a stati patologici: totale mancanza di empatia e forti manifestazioni di ansia. È importante non perdere di vista, confrontandosi con queste grafie, la durezza di carattere, l’insensibilità, l’inflessibilità e l’egocentrismo che trapela dall’intero contesto grafico dove si nota il bisogno di asserire e imporre il proprio Io che è sempre in conflitto con l’altro, sia nel mondo reale sia in quello psichico; il soggetto è scontroso, attacca e respinge preventivamente per spirito di contrasto, per stranezze umorali e improvvise chiusure, ed ha una visione ostile della vita.

Un elemento chiave del caso Zodiac è senza dubbio la sua ossessione di comunicare con gli inquirenti e la stampa, ed è proprio nell’analisi grafologica che trova un senso questa sua modalità, comune a diversi assassini seriali ma non così manifesta. L’assassino è egocentrico e orgoglioso, non immune a ipertensione nervosa che potrebbe degenerare in forme ossessive e paranoidi, si percepisce quindi superiore e pretende riconoscimenti ed elogi, non a caso scrive lettere, talvolta con toni sarcastici, per vantarsi del suo macabro agire e per minacciare nuove azioni criminali.

In conclusione siamo di fronte a un carattere complesso in cui prevale la tendenza all’avversione e al contrasto, l’iperattività (notare di nuovo la quantità di lettere inviate) sempre dai toni vendicativi e aggressivi verso l’altro, la mancanza di empatia che rasenta la frigidità affettiva ed erotica (non ha mai abusato sessualmente delle sue vittime ma ha quasi sempre attaccato coppie appartate in luoghi isolati). C’è un’ipertensione dei sistemi di vigilanza e controllo che lo porta a ruminare vendetta nel desiderio di distruggere l’oggetto del suo risentimento ma, così agendo, Zodiac distrugge lentamente se stesso.

 

Paper Archive è una rubrica periodica in cui la passione per la scrittura, quella calda con carta e penna, ha la meglio sul freddo premere i tasti di una tastiera. Si scriverà di parole ritrovate su lettere, diari, biglietti e cartoline, tra i banchi dei mercatini dell’usato, dentro i libri, per strada o nelle soffitte. E di tutto ciò che è in qualche modo connesso con la carta e la grafia. Per approfondire potete consultare anche la pagina FB del progetto RAMI