Il violinista del Diavolo



La leggenda su Paganini diventa un film. Così Bernard Rose, il regista, ha deciso di girare una pellicola che rievocasse gli aspetti più misteriosi e oscuri della vita del famoso violista vissuto a cavallo tra ‘700 e ‘800. Nel film Niccolò Paganini è interpretato da un giovane violinista famoso in tutto il mondo di nome David Garrett, che proprio in questa occasione debutta anche come attore. L’intenzione è di dare risalto alla leggenda tramandata a proposito di Paganini e di quel suo patto con il diavolo, come già il titolo lascia intendere.

Paganini mette in mostra il suo genio sui palchi teatrali europei, tra cui quello di Londra dove è ambientato il film, sempre accompagnato da Urbani, figura controversa che rappresenta il manager del giorno d’oggi. Il ruolo di Urbani, contrasta con gli atteggiamenti che assume e che spesso ingannano e danneggiano il violinista mettendolo in cattiva luce. Solo il trucco di Urbani, che rimanda a caratteri mefistofelici, e il finale del film, che lo vede inquadrato in lontananza mentre Paganini muore, lasciano intendere che egli in realtà sia il diavolo, come espresso inizialmente dal titolo.
Tralasciando una caratterizzazione confusionaria di Urbani all’interno del film, la sceneggiatura mostra un protagonista assolutamente lontano da comportamenti misurati e disciplinati, proprio come era Paganini nella realtà. Irriverente e dissoluto, per il suo comportamento giudicato “irreligioso” gli fu negata addirittura la sepoltura. Garrett in conferenza stampa lo ha descritto così: “Paganini fu la prima rockstar, un genio eccentrico, un Jimi Hendrix della sua epoca”.

Non di certo ai livelli di “Amadeus” (di M. Forman), “Il violinista del diavolo” rimane comunque un film da vedere per affacciarsi al mondo di un grande rivoluzionario della musica classica.

Matilde Ferrero