Is Tropical intervista


Testo, foto e intervista di Federico Ronchini

In attività dal 2009, il terzetto electro-indie londinese formato da Gary, Simon e Dominic fa parlare di sé dai tempi di “When O’ When” (Hit Club Records, 2010). L’anno seguente gli Is Tropical firmano per Kitsunè ed entrano nell’orbita di Jimmy Robertson (storico produttore di nomi del calibro di HAIM, The Wombats e Mystery Jets); con lui danno vita a “Native To” da cui estraggono “The Greeks”, il singolo che, grazie al fantastico video diretto da Megaforce, fa guadagnare alla band un’enorme visibilità su Youtube. Sull’onda di questa serie di successi gli Is Tropical ingranano un’altra marcia, e da metà 2011 partono per un tour che copre Europa e USA, aprendo i concerti di Klaxons e Crystal Fighters. A gennaio 2013 lanciano un EP di 4 tracce, intitolato “Flags”, che precede di poco l’uscita del secondo full-lenght album, intitolato “I’m Leaving”, prodotto questa volta da Luke Smith (polistrumentista e compositore per Depeche Mode, Amy Winehouse, Foals); proprio il suo contributo aggiunge grinta e atmosfere nuove al sound della band che come mi hanno confessato loro stessi << […] è più maturo, consapevole e diretto […] >>.

Iniziamo con una semplice domanda… perchè eravate soliti suonare con il volto coperto?
Abbiamo iniziato a farlo perchè pensavamo fosse più teatrale… ma poi abbiamo realizzato quanto fosse difficile respirare e cantare quindi abbiamo smesso…

Pensavo lo faceste perchè pensavate di non essere abbastanza cool…
(ridono) Si! Quando dovevamo suonare davanti a cinquanta persone era utile e comodo perchè non c’era backstage, quindi era un modo semplice per dire “Hei! Ora inizia lo show”… ma ora suoniamo in locali attrezzati e si possono spegnere le luci per creare l’atmosfera, non ne abbiamo più bisogno.

A tal proposito, è interessante che usiate molti effetti visivi e sonori sul palco… pensate che i vostri concerti siano qualcosa di più di semplice musica da ascoltare?
Siamo cresciuti molto durante le registrazioni del secondo album… abbiamo lavorato con Luke Smith, il produttore, che ci ha detto <<... non dovete nascondervi dietro gli effetti, siate orgogliosi della musica che state facendo!>>. L’abbiamo fatto. È come se il suono dell’ultimo album fosse più onesto, consapevole e puro. Nel primo è come se cercassimo di dire qualcosa mentre quindici persone stanno parlando nello stesso momento… è facile non cogliere il significato.

Quindi ora sentite di avere molte più cose da dire attraverso le vostre canzoni… volete parlare direttamente con chi vi sta ascoltando… è così?
Si, invece di scrivere canzoni pop con suoni molto strani vogliamo suonare vere canzoni pop che racchiudano un significato, quindi non abbiamo più bisogno di aggiungere molti effetti… a parte i fuochi d’artificio! (ridono)

Parlatemi del tour che avete fatto nel 2011 quando avete aperto i Klaxons e di come vi sentite ad essere i protagonisti della scena ora?
È una bella sensazione non essere più una band di supporto… la cosa divertente a tal proposito, specialmente per noi, è che abbiamo supportato bands dalle sonorità molto differenti, i Klaxons e i Mystery Jets suonano in modo completamente diverso, quindi ogni volta che facciamo un tour con una band diversa troviamo una parte di noi stessi; penso che sia stata una cosa positiva concentrarsi su tante piccole cose perchè ora è come se avessimo un quadro di quello che dobbiamo fare, ed è stato anche d’ispirazione.

E cosa mi dite sul futuro?
Suoneremo prima di Prodigy e Phoenix in Spagna. Sarà un weekend fottutamente fantastico! È strano suonare prima di gruppi che ascolti fin da quando eri bambino.

Quando vivevate a Londra avevate una galleria di “squat art”; quell’esperienza ha influenzato le vostre prime canzoni?
Si… eravamo molto rozzi e ubriachi, è stato incredibile. Anche quello stile di vita ci ha influenzato, suonavamo davanti agli amici ed è stato uno di quei momenti nella vita in cui tutto sembra senza senso, ma poi ogni cosa è andata nella giusta direzione.

Parliamo del vostro background musicale e delle vostre influenze: che genere di musica vi piace ascoltare quando girate il mondo?
Ascoltiamo tantissima musica pop e la radio. È interessante perchè ascoltiamo musica pop tutti insieme. Ognuno di noi ha avuto delle fasi quando eravamo giovani, magari in momenti diversi, ma abbiamo ascoltato tutti la stessa musica. È strano quando incontri qualcuno e per pura coincidenza anche lui ascolta lo stesso identico genere che piace anche a te. Chiunque ama Michael Jackson ma a noi piacevano esattamente le stesse cose di MJ e questo è bello, probabilmente è la ragione per cui ci viene così bene scrivere canzoni insieme.

Quindi pensate che ci sia un buon feeling tra tutti voi?
Si! Non abbiamo detto “Ok formiamo un gruppo e suoniamo come questo o quello”, non abbiamo dovuto trovare un terreno comune, è stato davvero semplice.

E possiamo dire che ora avete trovato il vostro sound?
Si lo pensiamo…