J Mascis

“Several Shades of Why”
(SUB POP, 2011)

Ogni tanto J Mascis si diletta anche con la chitarra acustica. Me lo immagino perfettamente sprofondato nel suo divano, in Massachusetts, appena sveglio la domenica mattina che svogliatamente pensa:”Uh, non mi va proprio di attaccare i miei pedalini e usare i miei cinquecento amplificatori Marshall, che faccio allora?”
Così, Joseph Donald Mascis, imbraccia la sua chitarrina acustica e si lascia andare alla forma canzone, che poi non è mai mancata nemmeno nei lavori dei Dinosaur Jr., ma lì era più un fatto di stratificazioni di suoni, di energia sparata a mille, un wall of sound caratteristico e distintivo.
Qui c’è tutto questo, anche quella potenza grezza, ma stavolta ti arriva attraverso altre vibrazioni, come nella seconda traccia, l’omonima “Several Shades of Why” che sfoggia pure violini e un fraseggio chitarristico degno di Jimmy Page.
Not Enough” potrebbe essere una b-sides uscita dai tempi di Green Mind, che ricorda piacevolmente “The Wagon“ nel ritornello.
Una chitarra acustica prima o poi ti mette di fronte anche al dover parlare dell’amore, e J. non si tira affatto indietro e, con “Very Nervous and Love”, riesce nell’intento a pieni voti.
Echi di country qua è là vedi “Listen To Me”, grunge in stile unplugged in “Is It Done”, dove fa capolino per la prima volta dall’inizio una seconda chitarra elettrica (non si possono sempre reprimere le proprie pulsioni d’altronde).
Folk aggiornato in “Make It Right” con un flauto che accompagna la voce gracchiata di Mascis, che sembra invocare aiuto e passare in rassegna ricordi persi nel tempo in “Too Deep” che sembra la cover di Everlong dei Foo Fighters.
Un gioiellino da gustarsi con calma, da assaporare e cantare da soli, soprattutto quando si è in cerca di qualche risposta.

Pentothal