Jocelyn Pulsar



La recensione di un ep di dodici minuti è problematica. Voglio dire, si fa prima ad ascoltarlo. Invece niente, cominciamo. Ma facciamo una cosa corta, cortissima.

Il nuovo ep di Jocelyn Pulsar, (sperando di aver fatto cosa gradita, 2013 Fosbury Records) è molto bello, secondo me, e la recensione potrebbe anche finire qua, ma come le canzoni anche le recensioni hanno una lunghezza minima da rispettare, e allora andiamo avanti.
Siccome a differenza del protagonista di “Io ti amo tu invece no” (che è il valzer con cui si apre il disco) io oggi non sono andato a fare la spesa, dirò che Francesco Pizzinelli scrive dei testi che fanno capire delle cose riguardo alla mia e alla sua generazione, e non da oggi.

Per esempio abbiamo cominciato presto ad essere nostalgici, dell’amore ai tempi del telefono fisso o delle storie sportive che erano già leggenda (Garella). Oppure, come nei dodici minuti abbondanti di questo ep, che il passare degli anni non ci ha cambiati più di tanto: continuiamo ad innamorarci di ragazze che non ci pensano, vivendo attimi di felicità di cui magari ci pentiremo (Boccetta) o restiamo fermi, ancorati a ricordi e speranze che non si realizzeranno, lanciando baci alla finestra di una che ha traslocato (Freddo).

Ma la cosa che fa più pensare, forse, sono gli altri, quelli che invece hanno fatto cose diverse, come “Roberta che ha due bambine e che veniva a scuola con me e non mi sta riconoscendo e forse è meglio” (Spesa). Quegli altri, quelli come Roberta, noi li incontriamo nei supermercati, immersi nelle nostre vite ancora per aria, vite in cui si respira forse meglio ma dove c’è, appunto, più freddo.

L’ep cattura queste atmosfere, precede un album che uscirà nel 2014, si può ascoltare in streaming su http://soundcloud.com/jocelyn-pulsar e fa ben sperare, secondo me.

Luca Iori