Julie’s Haircut


The Wildlife Variations
(Trovarobato/Woodworm,2012)

Space rock. Ecco come definirei il nuovo EP dei Julie’s Haircut al primo approccio. Ovviamente potrei anche sbilanciarmi dilungandomi su richiami progressive ed evoluzioni Syd Barrett-iane, ma già vedo le prime sopracciglia corrucciate. Eppure. Eppure sono numerosi gli spunti che rimandano alle atmosfere astrali, vagamente post-Barrett, nelle quali il concept dietro al sostrato musicale diventa immagine musicale vivida e pulsante (e qui ci sta il riferimento prevedibile a Dark Side of the Moon).

Dopo quasi 20 anni i conterranei Julie’s Haircut hanno fatto della sperimentazione e della ricerca un marchio di fabbrica, culminato con il doppio album del 2009 Our Secret Ceremony. Con le quattro tracce di The Wildlife Variations EP il quintetto rilancia con elettronica e malinconici riverberi (Dark Leopards of the Moon). Non mancano le ispirazioni tribaleggianti grazie all’apporto delle percussioni in The Marriage of the sun and the moon, riutilizzando una formula brevettata di gruppi electro-synth quali When Saints Go the Machine; scelta più che azzeccata per brani che esplorano il legame tra natura e uomo, natura e cosmo (ecco dove fa capolino lo space rock), il tutto in un indugiare creato da basi liquide, chitarre acustiche e caleidoscopi strumentali. Le voci, spesso sussurrate, alle volte quasi languide (Bonfire) accentuano l’aura spirituale-mistica che fà tanto Sixties-Seventies, caricandosi anche di un retrogusto nostalgico. Tensione e magia, un pizzico di psichedelia che non guasta mai e Johannes diventa l’ipotetica colonna sonora di un sequel dell’odissea spaziale di Kubrick.
Prodotto della collaborazione di Trovarobato e Woodworm, The Wildlife Variations è un paesaggio musicale che racchiude il più segreto rapporto tra uomo e natura, in un breve viaggio che può tranquillamente essere definito un personale approccio tricolore alle atmosfere lunari della psichedelia anni settanta, condito con richiami elettronici.

Fabiana Giovanetti