La prima verità, Simona Vinci

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Tratto da una vicenda realmente accaduta, il nuovo romanzo di Simona Vinci ha per protagonista Angela, una giovane ricercatrice approdata sull’isola greca di Leros, in cui risiede un manicomio in apparenza uguale a tanti altri.

Ma quello che la maggior parte del mono ancora non sa, è che in quel manicomio sono “ricoverati” anche moltissimi oppositori politici dell’ex regime dittatoriale greco, i quali si mescolano ai malati di mente in un perverso gioco del destino in cui follia e realtà diventano un’unica faccia.

L’atmosfera diventerà per Angela ancora più inquietante man mano che incontrerà alcuni di questi personaggi, tra cui il monaco Basil, convinto di aver sepolto ciò che è rimasto di Dio, e Lina, una compagna di lavoro che sembra conoscere l’isola in una maniera intima e profonda.

Un’umanità derelitta, composta da quelli che la Storia ha archiviato come vinti, sconfitti dalla politica e soprattutto dalla vita stessa, che attraverso loro esistenza – e se vogliamo anche resistenza – formano una piccola, eppure evidente, traccia di verità. Quella verità che va oltre il senso degli eventi narrati, e arriva fino a noi immutata.

Edito da Einaudi, “La prima verità” richiama nel titolo un verso del poeta greco Ghiannis Ritsos, che ancora oggi risuona come un fortissimo imperativo categorico in grado di scuotere le coscienze.