“Lei” – Una storia d’amore di Spike Jonze


La versione cinica, cruda ma anche vera e dolcissima dell’amore, secondo il genio assoluto di Spike Jonze. Che si aggiudica con “Her” l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale (meritando forse anche qualcosa di più)
Testo di Luca Zanni

In un futuro non troppo lontano, in cui i computer si sono evoluti tanto da essere parte integrante di ogni azione che compiamo giornalmente, Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) svolge un lavoro alquanto particolare: scrive lettere d’amore per persone che altrimenti non saprebbero come esprimere i propri sentimenti. Attività curiosa, una volta che scopriamo che Theodore è un uomo solo e scostante da quando la moglie Catherine (Rooney Mara) lo ha lasciato; l’unica persona che riesce a frequentare è Amy (Amy Adams), amica dai tempi dell’università. Tremendamente infelice e frustrato, decide di testare un nuovo Sistema Operativo, l’OS-1, capace di apprendere col tempo le dinamiche della vita e di elaborarle fino a provare sentimenti e emozioni. Entro pochissimo tempo Samantha (questo il nome del programma, la cui suadente voce italiana è di Micaela Ramazzotti, Scarlett Johansson in lingua originale) impara le emozioni di base, divenendo sempre più complessa e simile ad una donna.


Questo fa nascere una storia d’amore tra Theodore e lei, nonostante i limiti che la sua inconsistenza fisica comporta; limiti che col tempo diverranno invalicabili e porteranno ad un’inevitabile rottura…
Spike Jonze (Essere John Malkovich,Il ladro di orchidee) ci mostra il lato tragicomico di Theodore nei primi minuti, così da distrarci mentre appoggia dolcemente un macigno sul nostro cuore. Macigno che pian piano comincia a premere, e ne avvertiamo la presenza la prima volta quando Theodore e Samantha parlano dei loro sentimenti e di come l’assenza del suo corpo sia un limite abissale. Da quel momento in poi, ogni azione che compiono insieme rende più umana Samantha ma ne amplifica la reale non-esistenza sul piano fisico, un divario incolmabile che sfocia nel finale con l’abbandono globale da parte degli OS, il cui pensiero evoluto li distacca irreversibilmente da quello umano.
Una storia tanto dolce quanto amara, che insegna a Theodore che può amare di nuovo anche se credeva che Catherine fosse l’unico grande amore, che gli fa rivalutare l’amicizia con Amy, che lo aiuta ad andare avanti…
E che ci lascia, con quel macigno sul cuore, un po’ tristi e disillusi, ma con negli occhi una storia d’amore tanto bella quanto triste, tanto reale quanto fiabesca, tanto nostra, di tutti.