Lights Out

2 minuti e 42 fantastici e terrificanti possono diventare un buon film dell’orrore, senza correre il rischio di sembrare un brodo allungato? La risposta più ovvia sembrerebbe no, ma David F. Sandberg, con il suo “Lights Out” (omonimo del suo stesso corto), ci è riuscito, realizzando uno dei film horror più interessanti degli ultimi anni, costruito su basi non forse troppo originali, ma di pregevoli fattura.

Prodotto dal genio di James Wan (di cui si vedono alcuni tratti, anche se non si raggiungono mai le sue vette qualitative), l’opera di Sandberg ci racconta la storia di contrasti familiari, in particolare tra una figlia e sua madre, tra le quali sembra esserci una figura misteriosa che viene dal passato e che sembra essere ritornata per tormentare la famiglia.

80 minuti. Una durata perfetta se si vuole costruire un horror fatto molto di tensione da jump scare piuttosto che da caratterizzazioni psicologiche raffinate, anche se i personaggi raccontati dalla penna di Eric Heisserer (“Nightmare”, “Final Destination 5″) sono tutt’altro che stereotipati. A questo aggiungerei un livello di interpretazioni ben al di sopra della media per il genere, in particolare per i tre protagonisti Teresa Palmer, Maria Russo e il giovanissimo Gabriel Bateman, in certi momenti veramente fenomenale.

La domanda fondamentale per qualsiasi horror è comunque sempre una: ma questo “Lights Out” fa paura? Ispirandosi al suo stesso corto, la cui protagonista fa un cameo all’inizio del film, proprio alla prima comparsa dello spirito, il film crea una tensione costante, cercando ogni volta di trovare uno stratagemma efficace per farci saltare dalla sedia e riuscendoci per altro molto spesso.

Se tutto ciò viene condito da una fotografia fantastica ed inquietante come quella di Marc Spicer e un pizzico di accenno alla malattia mentale (che crea sempre inquietudine), eccoci di fronte a un signor horror. Peccato per una certa mancanza di originalità, ma l’invito è quello di godersi questo intelligente e ben costruito film. Non vedo l’ora di rivedere all’opera Sandberg con “Annabelle 2″ (che sta ora girando) e “Lights Out 2″.

Matteo Palmieri