Logan

Giusto così. Che un percorso cinematografico editoriale come quello dei cinecomics abbia avuto un’autentica perla di originalità nel mondo degli X-Men, proprio da dove aveva cominciato veramente nel lontano 2000 con “X-Men” di Bryan Singer. “Logan” di James Mangold è dunque un probabile nuovo punto di partenza per un genere che per molti stava diventando un po’ troppo uguale e monotono, ma che già dallo scorso anno ha subito una svolta importante con “Deadpool”.

Logan figlio di Deadpool quindi? Possibile, perchè il successo del mercenario chiacchierone ha finalmente sdoganato contenuti più maturi (dal linguaggio alla violenza) e, soprattutto, incastrato personaggi come i supereroi in generi che non fossero esattamente cinecomics puri. Nel caso di Deadpool è stata la commedia, per “Logan” la storia è ben diversa.

Non entrerò nelle pieghe della trama, perchè Mangold nella promozione del film è stato abilissimo a far uscire trailer che non spoilerassero troppo i contenuti, quindi sta a voi scoprirli pian piano. Mi permetto solo di accennare come “Logan” sia un film vero e proprio (tecnicamente un road movie) con all’interno dei personaggi che sono supereroi, non un semplice cinecomic.

Vedremo un Logan ben diverso da quello che siamo abituati e, come accade trasversalmente in tutti i film X-Men, è la diversità il tema che funge da filo conduttore per tutta la saga. L’eroe dagli artigli di adamantio non è più così forte, è divorato da qualcosa che ha scalfito la sua invincibilità, ma è la sua stessa natura che lo distrugge. Uomo e belva, Logan e Wolverine: questo è sempre stato e, questa volta, dovrà farci davvero i conti, perchè quella bambina che incrocia la sua strada ha qualcosa davvero di speciale e di “oscuro”.

Logan-Immagine

La maturità con cui viene trattata materia della pellicola è qualcosa di mai visto per il genere. Wolverine è violento, per davvero e senza sconti, ma non solo lui…ma la maturità non c’è solo nella violenza, ma soprattutto nelle relazioni. Sì, perchè “Logan” è anche un film costruito su dinamiche ben definite e chiave per lo svolgimento stesso.

Se è ovvia quella tra Wolverine e la bambina, la chiave del film è sicuramente quella tra Logan e Charles Xavier, che può essere considerato l’unico vero grande amico che egli abbia mai avuto. Amico-figura paterna-salvatore: questo è stato Charles per Wolverine. Ma cosa è il mutante con il potere rigenerante per il potente telepatico?

One last time ci aveva annunciato Hugh Jackman, l’ultima apparizione come Wolverine? Sarà veramente così? Io temo proprio di sì e, nel momento in cui arrivano i titoli di coda, ci si rende conto che quest’uomo ci ha emozionato per 17 anni, impersonando con grande passione e dedizione una figura che è diventata ancora più iconica di quanto già non lo fosse. Personalmente il miglior binomio attore-supereroe di sempre e, in questa pellicola, la miglior prova attoriale nei panni di un supereroe. Insomma, non ci poteva essere una migliore ultima volta. Grazie James Mangold, grazie Hugh Jackman, di tutto.

Matteo Palmieri