Lost



English version of this interview available at bottom of the page, right after the Italian one.

Ogni giorno, tutti perdiamo qualcosa che per pigrizia o sfinimento non riusciamo a ritrovare: le chiavi di casa sono annegate nella borsa, gli occhiali sono finiti sotto il letto, il cane è scappato, la bici è parcheggiata chissà dove e il calzino è irrimediabilmente svanito nel nulla. Ma cosa accadrebbe se uno sconosciuto, armato di pazienza e buona volontà, andasse a cercare questi oggetti per noi?
Lost è la storia di Constantin, un ragazzo che aiuta le persone a trovare quello che hanno smarrito, dopo aver subito una grave perdita personale a sua volta. Constantin viaggia attraverso l’Europa in treno e, dopo essersi fermato in una città, usa un carrello della spesa come piccola carrozza per guidare oggetti e persone ai loro preoccupati possessori o cari. In sei anni, Constantin ha sviluppato le proprie capacità di cercatore, e mentre aiuta gli altri si sente per un attimo parte della loro esistenza e del mondo che lo circonda. Ma lui cosa sta cercando? Felicità, soddisfazione personale e appagamento umano sono mete irraggiungibili per il ragazzo, che continua il suo viaggio all’infinito, meta dopo meta, inseguendo il significato della propria vita. Abbiamo intervistato il regista Mustafa Yol per capire meglio il significato di Lost.

Testo e intervista Giulia A. Romanelli

Come e in quali circostanze è nato Lost?
Ho partecipato ai KinoKabarets negli ultimi due anni, il Kino Cabaret è un laboratorio di regia e produzione cinematografica di tipo innovativo dove gli artisti invitati a partecipare creano film in un ambiente di spontaneità e collaborazione (questa è una descrizione Wikipedia. ndr). I KinoKabarets sono organizzati in diverse città e io ho partecipato a quello di Berlino. Ho già preso parte alla prima sessione del KinoKabaret e non ho intenzione di fare un secondo cortometraggio. In quei giorni ho dormito in ostello, ed è stata la prima volta nella mia vita. Non riuscivo ad abituarmi a stare nella stessa stanza con tanta gente, non sono riuscito a dormire un solo minuto a notte. Mi alzavo all’alba, prendevo la mia borsa, scendevo in strada e iniziavo a camminare senza meta. Mi piace camminare senza sapere dove sto andando, mi rischiara la mente. Mi piacciono anche le stazioni ferroviarie. Se vai in una stazione e ti siedi su una panchina puoi vedere molte persone che hanno storie diverse. Una volta mentre sedevo in una stazione vidi un senzatetto con un carrello della spesa che guardava dentro i cestini dell’immondizia e prendeva bottiglie di plastica, giornali e così via. C’era qualcosa di strano in quell’uomo, non era come gli altri, i suoi vestiti erano curati, ci teneva al proprio aspetto, era un uomo discreto.
Successivamente un’idea si impresse nella mia mente e la realtà si trasformò in immaginazione. Quest’uomo non stava raccogliendo spazzatura, non aveva bisogno di bottiglie in plastica o giornali usati, ma aveva uno scopo, stava raccogliendo oggetti specifici e lo stava facendo per il bene della società. Stava cercando ciò che le altre persone avevano perso, e questa era la sua abilità. Penso che stesse trasportando anche un cagnolino nel suo carrello della spesa.Un uomo che trasporta un cucciolo in un carrello della spesa in una stazione, la storia inizia così.

Cosa ti ha spinto a focalizzarti sul tema della perdita e della ricerca nella vita?
Tutti possediamo qualcosa durante la nostra vita. Può essere una macchina, una casa, un cellulare, dei genitori, un fidanzato. O amore, tristezza, felicità… Se possiedi qualcosa, significa che un giorno potrai anche perderla. Nella stessa settimana in cui la mia troupe ed io abbiamo lavorato a Lost, abbiamo girato anche un altro corto, e abbiamo effettivamente perso alcuni materiali, il che ci impedivano di continuare a girare. Ne abbiamo trovati alcuni, ma altri sono ancora dispersi. Ho pensato che se ci fosse stato qualcuno con la capacità di trovare gli oggetti smarriti, sarebbe stato grandioso. Pensa a quando perdi il telecomando della tivù, non chiameresti questi tizio?

Gli oggetti che i personaggi perdono sono di uso comune, nascondono un significato più profondo?
Mi sono concentrato sulla perdita del protagonista. Lui sta cercando qualcosa che non è un oggetto, ma qualcosa di più spirituale, l’amicizia o l’amore, o forse qualcuno che possa procurargli l’amore di cui ha bisogno. Ho scelto oggetti che chiunque può perdere nella vita di tutti i giorni.

Constantin aiuta gli altri per aiutare sé stesso. Come funziona la sua auto-terapia?
Lui pensa che in ogni città ci sia una lista di oggetti smarriti. Ciascun oggetto che lui trova lo avvicina di più al suo obiettivo, passo dopo passo.

Ad ogni piccola missione di ricerca portata a termine, Constantin può strappare via il foglietto in cui si denuncia ogni scomparsa. Che significato ha questo gesto?
Come detto prima, per ogni volantino strappato lui cancella un oggetto smarrito dalla lista.

La giovane ragazza asiatica ha perso sia il proprio cane che, improvvisamente, il suo amato. Perché questa doppia privazione si concentra su una persona sola?
Conosco questa ragazza, Jiwoon, dal mio primo film. Il suo viso innocente era un’ottima opzione per dare l’impressione che cercavo. Volevo raccontare che non perdiamo solamente oggetti quotidiani, ma anche cose che non possono essere più ritrovate. Usare un solo personaggio ha rafforzato l’emozione che volevo che lo spettatore provasse.

“Fate runs its course”, Constantin non può riportare indietro i morti, e – nonostante abbia perso i suoi genitori – è perfettamente cosciente di questo suo limite. In che modo lui ha elaborato il proprio lutto?
Lui ha scelto di creare da solo un nuovo mondo con l’idea di poter trovare una via per essere felice di nuovo. Cerca e trova le cose perse da altri mentre si prende cura di se stesso.

In una città grande come Berlino, ci sono ancora moltissime persone da aiutare. In quale momento della sua opera Constantin decide che è il momento di ripartire?
Constantin cambia città ogni volta in cui non riesce a trovare qualcosa. E’ una regola del suo gioco. Se la ragazza asiatica non si fosse trovata sul suo cammino, magari lui sarebbe ancora a Berlino.

Che significato ha il suo viaggio, che dura da sei anni? Dov’è stato e dove andrà?
La vita è essa stessa un viaggio. Tu, io, tutti abbiamo sempre bisogno di qualcosa, cerchiamo qualcosa, e perdiamo qualcosa. Constantin ha il suo viaggio personale, crede che troverà quello che cerca in una delle città che visita nel sui percorso. Non sappiamo dove andrà, ma è sicuramente il momento di lasciare Berlino.

Alla stazione dei treni, un uomo interroga Constantin sulle sue future intenzioni interrompendo il monologo del protagonista. Come mai una domanda che proviene dall’esterno e non dall’interno?
Il piano era che la storia iniziasse con Constantin che racconta la propria avventura all’uomo nella stazione e che finisse a narrazione conclusa. Abbiamo avuto qualche problema dovuto al tempo limitato del KinoKabaret, così abbiamo fatto terminare il film con il piano prestabilito, mentre l’inizio è diverso.

Al momento della partenza, Constantin ha uno scambio di sguardi con una ragazza, come se le stesse affidando il proprio compito a Berlino. Cosa accade in quel momento?
Quando avviene lo scambio di sguardi, Constantin pensa finalmente di star per raggiungere la felicità, è influenzato dallo sguardo della ragazza. In lei c’è tuttavia qualcosa di diverso, che noi non conosciamo. Forse anche lei sta viaggiando di città in città cercando qualcosa. Forse è la versione femminile di Constantin o forse, come hai detto tu, si prenderà a carico la sua missione e continuerà ad aiutare Berlino dopo che lui se ne sarà andato.

Ci sono persone particolarmente distratte che perdono cose in continuazione, mentre altre più attente che a volte dicono “Io non perdo mai nulla”, come ti rivolgeresti a loro parlando di Lost?
Non perdete voi stessi!

Hai mai perso niente?
Sono una persona che perde spesso le cose! A volte penso che esista un posto dove tutte le cose perse si ritrovano tra loro, come un luogo segreto dove le persone non sono ammesse, forse è un luogo invisibile. Questa è la ragione per cui non possiamo ritrovarle nuovamente, e probabilmente le cose perse vivono felici nella loro piccola dimora segreta.

ENGLISH VERSION

How and under what circumstances Lost was born?
I have been joining the KinoKabarets for the last two years, kino cabaret is a type of innovative film-making lab where invited artists create films in a mindset of spontaneity and collaboration, which is a Wikipedia description. Kino Kabarets are made in different cities and It was Kino Kabaret Berlin that I joined. I had already joined the first session of the Kinokaberet, and had no intention to make a second short film.
In that day I stayed at a hostel, this was the first time in my life that I ever stayed in a hostel. I couldn’t get used to stay in a room with a lot of different people, I couldn’t sleep even a minute at night. I got up when the sun rised, took my bag and started to walk on the streets without any purpose. I like walking without going anywhere, it empties your mind. I also like the train stations. If go to a train station and sit on a bank you can see a lot of different people, people all have different stories. While I was sitting there I saw a homeless man with a shopping cart looking in the trash bins and collecting plastic bottles, newspapers.. Something was weird with this man, he was not like the others, his clothes were nice, he was caring for his looking, he was a good looking man.
Then an idea was stroke upon in my mind, reality turned into imagination slowly. This man was not collecting trashes, he does not need plastic bottles or used newspapers but he had a purpose, he was collecting specific items, he was collecting them for the wellness of the society. He was looking for the losses of other people and this was his task. I thought he was also carrying a puppy in his shopping card.
A man carrying a puppy in his shopping cart in a train station, this is how the story started.

What pushed you to focus on the themes of loss and search in human’s life?
We all own something in our entire lifetime. This may be a car, a house, a cellphone Or parents, a lover, Or love, sadness, happiness.. Having something means you can also lose it one day. We also made another short film in the same week that we made Lost. We really lost some materials that prenvented us to continue filming, we could managed to find some of them, some of them are still missing ☺. I thought if there was someone with the skill of finding lost objects, that would be awesome. Think about you lose the remote control of your TV, don’t you call this guy?

The characters lose everyday objects. Do these objects hide a more deep meaning?
The thing here is that I tried to focus on protagonist loss. Because he was looking for something which is not an ordinary object, he was searching sth more spiritual, he was looking for happiness maybe love, maybe someone that can provide him the love that he need. I just chose random objects that we can be lost in our daily life.

Constantin helps people to help himself. How does its self-therapy work?
He thinks that every city has a list of lost things. Any item in that list that he found, takes him one step closer to his target.

Every little searching mission accomplished, Constantin can tear apart the paper that declares every missing. Does this gesture have a specific meaning?
As said above, every tear means he draw a line on the lost item on the list.

The young asian girl loses her dog and suddenly also his lover. Why is this double loss focused on one single person?
Well, I know this girl, Jiwoon, from my first film. Her innocent face was really a good choice to give the impression that I needed. I wanted to tell that we just do not lose ever day objects, but we also can lose things that can never be found again. Using single person strengthen the emotion that I wanted the spectator feel.

“Fate runs its course”, Constantin can’t bring back the dead, and even if he lost his parents he’s perfectly aware of his own limits. How did he mourn his loss?
He has chosen to establish a new world himself with the idea he can find a way that he can be happy once again. He just searches and he founds the lost things of others while he looks for himself.

In such a big city as Berlin, there’s still so many people to help. What makes Constantin decide it’s time to move on?
Any time he encounters a loss that cannot be found he switches to another city. This is like an internal rule for him. If the Asian girl was not on his path, maybe he could still continue to search in Berlin.

What is the meaning of his trip? Where has him been? Where will he go?
Life itself is a trip, you, me and others always need something, look for something, lose something. Constantin has his trip on his own way. He believes that he will find the thing he is looking for in one of the cities he visits. We do not know where he go but it is time for his to leave Berlin.

At the train station, a man asks Constantin about his future plans, interrupting the main character’s monologue. Why does this questions come from the outside and not from the inside?
Well actually, the plan was that story starts as he tells his story to the old man and finishes the story at the end. But we had some missing plans due to limited time as the nature of Kino kabaret. So we completed the film with the plans we had.

It’s time for leaving, Constantin has an exchange of glances with a girl, it seems that he’s passing her his mission in Berlin. What happens in this moment?
This is a different point of view, I had never heard your comment from any one else ☺. But I liked it.
When they look at each other, Constantin finally thinks that he is about to find happiness, he is affected by the looks of this girl. Something is different with her, that we don’t know. Maybe she is also travelling from city to city and searching for something. Maybe she is the female version of Constantin. Maybe as you said she will take the mission of Constantin, and continue to help Berlin after he left.

There are some really forgetful people who lose many things at any time, on the contrary some other are really careful and often say “I never lose anything”. What would you say them about Lost?
Don’t lose yourself!

“Have you ever lost anything?”
I am a type of person who lose things a lot! Sometimes I believe that there is a place all lost things find a place for themselves, it is like a secret place that we people are not aware of, maybe an invisible place, and this is the reason we can never find them again and maybe the lost things live happy in their secret-invisible home.