Lucca Photo Fest – Report

Settima edizione per il Lucca Photo Fest: 22 giornate all’insegna di una fotografia d’alto livello, scaturita dal talento dei molteplici artisti che vanno a costruire la manifestazione di quest’anno, “Sguardi d’oriente”.

A cura di Irene Ferri
Foto di Irene Ferri

Sono rimasta stupita nel vedere quanti visitatori stranieri, europei e non, siano arrivati a Lucca per ammirare le opere in mostra, e quanti pochi italiani fossero invece presenti dentro gli edifici e i musei, troppo impegnati nelle vie del centro a compiere acquisti natalizi, ignari del fatto che a Lucca si stesse svolgendo una tra le più importanti esposizioni mondiali.
L’agenzia VII vince il premio fotogiornalismo 2011 e in occasione del suo decimo compleanno inaugura a Lucca la mostra “VII LOOKS EAST”, che esplora il continente asiatico attraverso gli occhi di tutti i fotografi provenienti dalla rinomata agenzia. Tra tutti vorrei citare Stephanie Sinclair:, che con il suo reportage “Female Circumcision” lascia assolutamenti shockati.
Nota di merito per le meravigliose fotografie vincitrici del World Press Photo. Nessuna esclusa. Quest’anno c’era l’imbarazzo della scelta in quanto a capacità di catturare il momento ed immortalarlo. La fotografia proclamata vincitrice assoluta è stata scattata da Jodi Biber per Time (pubblicata in copertina ad agosto 2011) e ritrae l’ormai -purtroppo- celebre Bibi Aisha, la giovane donna afghana a cui furono asportate le orecchie e il naso dal marito, soltanto per essersi allontanata da questi dopo aver subito numerose violenze.

La serie “Sacred Places” di Kenro Izu, il fotografo più acclamato di tutta la manifestazione, lascia decisamente a desiderare. Una tecnica fotografica molto simile a quella di “Immagini del settimo giorno” di Micheal Kenna, andato in mostra al nostro Palazzo Magnani di Reggio Emilia proprio l’anno scorso: gli appassionati del genere potranno anche trovarli tecnicamente e cromaticamente perfetti, ma senza dubbio emotivamente un pò sterili.
Da ricordare la presenza del celeberrimo Nobuyoshi Araki, il signore dell’erotismo, noto soprattutto per le sue indagini sull’industria sessuale giapponese e per i numerosi arresti subiti, essendo stato accusato di oscenità. A Lucca troviamo in mostra polaroid poco conosciute, ma di forte impatto, ritraenti donne impegnate in pratiche di bondage, cibo ed insetti.

Sul podio (a.k.a. non siate pigri e andatevi a cercare le loro foto, perchè fanno paura) :
Li Wei si aggiudica un meritatissimo bronzo con le serie “Falls” e “Mirrors”. Questo fotografo a prima vista potrebbe sembrare un mago di Photoshop, ma in realtà tutte le sue opere sono realizzate mediante giochi di specchi, funi ed impalcature.
Argento per Jing Quek e i suoi “Singapore Idols”, assurde fotografie in posa che ritraggono i nuovi miti cinesi sulla scia di un consumismo dilagante. Medaglia d’oro a Wang Quing-Song. Assolutamente ironico e travolgente.
Il geniale fotografo cinese ha selezionato per il Festival delle immagine totalmente dissacranti, divertenti e al contempo tecnicamente difficili da ottenere. “La vita splendida” è un concentrato di talento e idee più che innovative. Chapeau.

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