Maria Antonietta Live Report

Maria Antonietta 21 giugno @Nuvolari, Cuneo

Maria Antonietta si presenta sul palco del Nuvolari con una line-up essenziale e scarna come le sue canzoni. Sono le dieci e mezza, circa. Il gruppo che la ha preceduta, i Giulia Rave, proprio non l’ho visto. Il palco sembra ancora più grosso: lei bassina con un giubbino di jeans e la chitarra, un bassista che vincerebbe il concorso di sosia di Rasputin e il batterista, più defilato, che non assomiglia a nessuno in particolare.

Maria Antonietta invece per tutto il concerto, nei suoi sguardi allucinati, nei suoi urli, ha rievocato i fasti del grunge e delle rrriott girls in particolare. Può far piacere o anche no.
Ma reminiscenze e influenze sono solo dettagli estetici, conta lo show. Show partito lento con i primi pezzi della sua carriera solista, tutti cantati in inglese, e proseguiti con quelli del suo album uscito quest’anno. Maria Antonietta, classe 1987, è riuscita a dare un quid in più a ogni brano, e più in generale un’apprezzata veste punk a ogni canzone. La sua voce poi ha retto bene; ammetto che temevo stecche assurde ma per fortuna non è andata così.

Richiamata dal pubblico per iI bis ha suonato alcune cover tra le quali una bella versione di “Dea” degli Aferhours. Chiusura definitiva con l’interpretazione a cappella e sonagli di “Stasera ho Da Fare”, quasi una ninna nanna cantilenante piena di strafottenza.
Pur mantenendo una linea comunicativa tendente al minimo con il pubblico è riuscita a trasmettere quel senso di dolcezza, rabbia e grinta che non sempre i suoi testi sanno esprimere.
Non male, anzi un bel concerto veloce e coinvolgente, che ha anche convinto quelli che di lei non avevano mai sentito nulla prima. Avrei voluto pogare, ma nessuno lo faceva.

Gregorio Enrico
Fotografie di Giorgio Brero: FLICKR