Max Collini_Offlaga Disco Pax_Spartiti

Max Collini

Confessioni di un Musicista è la rubrica settimanale in cui i musicisti si raccontano attraverso la musica che li ha cambiati e toccati profondamente. Partendo da una canzone a loro scelta, senza nessun limite di forma, ci sveleranno storie personali e aneddoti.

 

Max Collini, voce degli Offlaga Disco Pax, di recente impegnato con Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò in un nuovo progetto denominato “Spartiti”.


Gennaio

Un pomeriggio tornai a casa presto, era il 1989 e vivevo da solo da qualche settimana in una mansarda “miserella” lungo il torrente Crostolo, qui a Reggio Emilia. Avevo vent’anni e mi sembrava ugualmente una specie di reggia, perché la libertà appena conquistata vale più di ogni altra cosa.

Quella casetta, tenuta insieme con lo sputo e dove oggi non potrei vivere più di qualche giorno senza farmi venire la depressione, era il simbolo della mia irrinunciabile emancipazione dalla famiglia e dalle regole imposte. Non conoscevo nessuno che in quel periodo se ne fosse andato di casa così presto per vivere da solo, nemmeno tra i compagni più intransigenti, perché in una piccola città era davvero una scelta eccentrica. Si usciva dal focolare domestico per sposarsi o per andare a studiare o lavorare altrove, non certo per il bisogno di farsi gli affari propri. Arrivato nel mio piccolo mondo nuovo accesi la televisione a quattordici pollici di cui mi ero un po’ fortunosamente dotato e mi trovai davanti questo video. Mi parve bellissimo, inaspettato, folle, a suo modo clamoroso. Mi domandai per un attimo dove fosse finito Miro Sassolini, ma davanti a tanta meraviglia l’interrogativo perse rapidamente interesse. Il giorno dopo ero a Bologna, scovai il disco realizzato in un sorprendente vinile trasparente – da cui era tratto quel brano in un negozio vicino all’università che ancora, mentendo a me stesso, pensavo che avrei continuato a frequentare.

Ne presi due copie e per giorni, forse per mesi, fu l’unico ascolto possibile. Se c’è una canzone che ha segnato il mio passaggio definitivo all’autodeterminazione è proprio Gennaio dei Diaframma.

A quel tempo scrissi una lettera molto sconnessa a Federico Fiumani, contenente qualche frase malscritta di totale e religiosa adesione alla (sua) causa. Ancora adesso, quando guardo quel video, girato a Firenze con quattro lire e magnifico anche per questo, rivivo emozioni fortissime in assoluta allegria e con infinita tenerezza per il ragazzo che ero e che spero di portarmi ancora dentro, almeno un poco.


MAX COLLINI – PLAYLIST


 

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