MEI – Intervista a Giordano Sangiorgi

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Nuova vita e nuova veste per il MEI. L’edizione zero del meeting sarà la più grande vetrina della nuova musica emergente italiana e il primo festival del giornalismo musicale con premiazioni di nuovi artisti, eventi, presentazioni, proiezioni, convegni, mostre fotografiche e molto altro. Il #NuovoMei2016 sarà dedicato a Lucio Battisti.

Intervista di Marco Peretti.

Quali sono le novità di questa nuova edizione? Se potessi “condensarle” in una top 5 cosa ci sarebbe?
Il primo festival del giornalismo musicale, una grande novita’ che durera’ per due giorni (sabato 24 e domenica 25 settembre) inizierà con l’apertura il 23 settembre con il Liscio Indipendente di Extraliscio. La chiusura domenica 25 settembre con la proiezione di Rotte Indipendenti la prima serie sulla musica indipendente italiana realizzata grazie al MEI su Sky Arte al Cinema in Centro domenica 25 settembre. L’omaggio a Lucio Battisti del #Nuovo Mei 2016 con la serata al Teatro Masini il 24 settembre con tanti artisti che si ispirano a lui. Motta, artista indies dell’anno, Voina Hen, band emergente dell’anno e la vetrina di tutta la nuova musica emergente italiana.

Ho visto che è uscito da poco tempo una serie di documentari Rotte Indipendenti in onda su sky sulla storia del MEI. Per chi non l’avesse ancora visto, cosa puoi raccontare di questa esperienza? Come è nato il progetto in questione e cosa c’è in questi 4 episodi?
L’idea è nata all’interno degli eventi per i 20 anni del MEI che hanno visto la realizzazione di una compilation, un libro, una grande festa a Roma e finira’ con un grande concerto di un grande cantautore italiano che fu presente con le sue edizioni musicali alle prime edizioni del MEI. E’ nata come idea insieme alla Sonne Film che l’ha realizzata produttivamente ed è un percorso di 4 ore in 4 puntate nelle principali citta’ italiane dove 20 anni fa insieme al Mei è nata ed esplosa la musica indipendente italiana. Bologna, Milano, Torino e Roma: e’ un documento audiovisivo di importanza storica per il settore visto che non c’è quasi documentazione e di questo va rignraziata Sky Arte e la Regione Emilia-Romagna. Dal nostro punto di vista ci piaerebbe proseguire ora analizzando anche citta’ come Firenze, Napoli, Genova , Catania e Venezia per dirne alcune. Vedremo, visto che le prime 4 puntate sono piaciute veramente tanto.

Quest’anno, oltre alla musica, c’è un “raggruppamento” più definito se così vogliamo dire di chi scrive di musica anziché suonarla. Come mai? C’è un desiderio di fare una sorta di censimento e capire cosa e come sta cambiando la parola scritta?
Sì, i libri sulla musica sono diventati sempre piu’ importanti, così come i rockumetary, nell’era del digitale e quindi diamo sempre piu’ importanza alla parola scritta sui nostri argomenti. La parola scritta che resta. Molti libri interessanti per una due giorni di incontri e di mostra mercato dell’editoria indipendente sabato 24 e domenica 25 settembre curata da Massimo Roccaforte per GoodFellas.

Possiamo già dire qualcosa in merito ai dischi più interessanti di quest’anno? Com’è la situazione delle nuove proposte?
Diciamo che la nuova scena emergente italiana ha una forte vitalita’ e sta sostituendo il vecchio e tradizionale pop e creando il ricmabio agli storici dell’indie di 20 anni fa. Vedremo a fine primavera prossima quali saranno decretati i nuovi progetti migliori, una parte li presenteremo proprio noi. Tra i tanti segnalo la nuova etichetta di Mauro Ermanno Giovanardi con i suoi nuovi artisti.

Uffici stampa vs etichette discografiche. Mi pare ci sia stata una migrazione in questo senso. Un tempo si aprivano molte etichette, si sperimentava, c’era la famosa dicitura DIY. Oggi sembra ci sia un divario tra produzione e pubblico che viene colmato dalla promozione degli uffici stampa.
Sì, perché oggi si e’ tornati al DIY dell’era dei primi demo della prima parte degli anni Novanta. Ci si affida all’ufficio stampa, perché una volta che l’artista ha autoprodotto con la sua crew di amici e professionisti, a diversi livelli, ha bisogno di questo: serve un ufficio stampa e agenzia a 360 gradi che si occupi di ogni cosa, soprattutto dei social, perché non ci sono più le barriere di un tempo. I lavori migliori, però, escono da situazioni più strutturate, dove c’è l’artista e la band, un produttore, un promoter e un personal manager che si occupa dei rapporti con la stampa e i social e delle pr.

Tornando al MEI, come-quando-perché nacque? E soprattutto, l’intento iniziale è cambiato? Evoluto? Come? Voglio dire, se dovessi fare una rendicontazione di tutti questi anni, cosa diresti?
E’ tutto dentro al libro di Vololibero “I MEI Vent’Anni” uscito l’anno scorso e che invito tutti gli appassionati a leggere. E’ una storia che nasce dal desiderio di fare a Faenza un punto di incontro annuale dei primi produttori discografici indipendenti mettendo, ecco la prima innovazione, al centro il CD e non i nomi degli artisti. Fu subito boom e da lì abbiamo proseguito creando continue innovazione, ideando i Premi della Musica Indipendente legati alle Produzioni Musicali e ai Videoclip, poi innovando portando tutto dalla Fiera al Centro Storico e puntando sul Live e poi oggi puntando sul nuovo giornalismo, sempre cercando di innovare e creare una piattaforma utile per i nuovi produttori emergenti di oggi. Diciamo che, attraverso tutti i cambiamenti che la musica ha avuto in questi 20 anni, ce l’abbiamo fatta – discretamente- e siamo più che soddisfatti. Da quest’anno si chiude il ciclo dei 20 anni e si apre un nuovo corso.

Faenza com’era e com’è oggi? Come mai la scelta di questa città per il MEI?
Faenza era una delle otto-dieci citta’ dove, grazie alla nostra attività, supportati dall’Arci, gli artisti e le band indipendenti della prima metà degli anni Novanta, facevano tappa per presentare i loro nuovi dischi. Da lì fu facile lanciare l’idea di un MEI a Faenza che li radunasse visto che era un importante punto di riferimento anche per uno storico concorso come Faenza Rock che portava migliaia di persone a sentire giovani band locali; e la notorietà si era così sparsa a livello nazionale.

Chiuderei con un’ulteriore e difficilissima top5 dei cinque momenti migliori di tutti questi anni… quelli che ti hanno colpito e strappato un sorriso e reso orgoglioso?
Questa non e’ facile, perche’ i momenti sono veramente tantissimi. Quando venne a trovarci a fine Anni Novanta con nostro grande stupore Franco Battiato per incontrare i giovani cantautori dell’epoca che gli avevano inviato demo e di cui sapeva e conosceva tutto avendoli ascoltati in un dialogo veramente molto bello; oppure girando tra gli stand ci trovammo in un’area tra gli espositori, con grande umiltà al servizio dei giovani, il cantautore Daniele Silvestri che presentava le sue edizioni al pubblico e le sue nuove produzioni. Oppure la visita dei due Ministri per i Beni Culturali Giovanna Melandri e poi Giorgia Meloni che aprirono la prima gli indies alla cultura e la seconda gli indies a una cultura trasversale e generale.

La lite accesa e appassionata che nacque su Facebook, agli albori in Italia come fenomeno di massa, quando assegnammo il premio come miglior band indie dell’anno a Lo Stato Sociale un po’ di anni fa, che mi colpì veramente per l’epoca e le mille discussioni nate durante il MEI tra gli operatori, tutti appassionati e desiderosi di portare il loro contributo.
Poi ci sono tanti piccoli e grandi fatti personali e privati che hanno fatto grande il MEI: come scoprire che cinque band di Venezia e Mestre riescono a incontrarsi solo al MEI per fare un’etichetta oppure entrare in un’osteria e scoprire che c’è il cantautore Zibba che sta creando una canzone insieme agli artisti che passano e ognuno scrive una riga come Manuel Agnelli e Niccolo’ Fabi per citarne solo due, oppure scoprire che tante persone poi incontrate in giro per l’Italia conosciute al MEI si sono fidanzate e sposate e hanno messo su famiglia. Anche io mi sono sposato al MEI sei anni fa. Oppure – e finisco- scoprire sempre in giro per l’Italia che in ogni riunione che fai sui temi della musica e cultura con Assessori, Dirigenti di Associazioni e Aziende Private, Responsabili di Campagne Sociali e On line c’è sempre qualcuno che è stato al MEI e ci ha suonato, ci ha parlato, ci ha esposto insomma ci ha fatto qualcosa, un grande soddisfazione e un grand emotivo di orgoglio l’aver creato un grande “brodo culturale” parte integrante oramai della storia della musica del nostro paese.

Basta scorrere l’elenco delle partecipazioni per scoprire che da 20 anni il MEI e’ la piattaforma dove si esibiscono gli artisti che poi diventeranno colonna sonora portante del nostro paese: dai Bluvertigo del primo MEI di oltre 20 anni fa a Calcutta oggi che aprì il Mei di Roma un anno fa.

Giordano Sangiorgi
Coordinatore del MEI, Presidente AudioCoop e Portavoce Rete dei Festival