Men In Black 3

Un Film di Barry Sonnenfeld

E’ trascorsa una decade dall’ultimo episodio di “ Men In Black” e, per parafrasarla come la penso, non è che ne sentissimo la mancanza. Il regista Barry Sonnenfeld, infatti, non aveva fatto un gran lavoro con il secondo capitolo. Forse hanno tentato di farci dimenticare con questa attesa prolungata (il tempo guarisce), tant’è che lo scorso weekend il film si è piazzato al primo posto del box-office.

Men In Black 3” offre la stessa ricetta dei precedenti: l’agente J e l’agente K si trovano coinvolti in un’altra missione per salvare il mondo, tra mostri dalle sembianze fantasiose (attenzione a quelli in versione Lady Gaga e Justin Bieber) e gag alimentate dalla simpatia di Will Smith. Finisce lì… Anche stavolta. Quindi se volete andare a vederlo perché è questo che chiedete alla vostra serata, siete in una botte di ferro. “MIB 3″ si concentra maggiormente sulla figura dell’agente J, che qui si trova a dover salvare il collega e amico K dal feroce Boris L’Animale, che fuggito da un carcere di massima sicurezza sulla Luna, vuole vendicare un torto subito da K anni prima quando lo aveva privato di un braccio, tornando indietro nel tempo per ucciderlo prima che questo possa accadere.
J si sottoporrà alla stesso viaggio temporale per cambiare il corso degli eventi e salvare la Terra dalle ripercussioni che i piani di Boris potrebbero provocare. MIB3 fa dunque un salto nel passato, in un tempo in cui le discriminazioni razziali erano ancora all’ordine del giorno e il nemico – il diverso non era solamente l’abitante di un altro pianeta, ma un proprio simile. Tra citazionismo di fantascienza old school e tematiche attuali quali una cospirazione terroristica globale, il film è un sequel e un prequel al tempo stesso della storia dei nostri paladini vestiti in “giacca e cravatta”, di cui qui veniamo a conoscenza di misteri che si celano dietro la loro amicizia. Non è né una pellicola preziosa né del tutto originale, ma una di quelle che comunque raggiunge i suoi obiettivi di intrattenimento e storia. Può bastare?

Valentina Barzaghi

Valentina Barzaghi
Ha studiato Lettere con indirizzo cinematografico e sceneggiatura. Le piacciono Russ Meyer e i toasts, Managing Editor e Cinema Editor presso PIG Magazine, e nel tempo libero si dedica al “suo” cinema.

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