Moonlight

Che gli Stati Uniti d’America stiano vivendo un periodo molto particolare è sotto gli occhi di tutti ed il cinema non è sicuramente indifferente alla realtà che questo Paese sta vivendo. L’integrazione, il ruolo del diverso e, in particolare, dell’afroamericano sono temi di strettissima attualità (sui nostri schermi vedremo presto anche “Fences” con Denzel Washington) e “Moonlight” è una proposta autoriale che vuole trattare esattamente questo tema.

Il coraggio di Barry Jenkins è quello di raccontarci la storia non solo di un afroamericano, ma anche, e soprattutto, quella della ricerca della sua identità sessuale. E’ possibile per un nero del “ghetto”, tra droga e malavita, essere omosessuale? Questo è il viaggio che ci invita a compiere lungo tre “capitoli” della vita di Chiron: infanzia, adolescenza ed età adulta, scandite con i suoi soprannomi, Little, Chiron e Black.

“Faggot” (termine dispregiativo americano per definire i gay)…questa è una delle prime parole che pronuncia il piccolo Chiron, che è molto silenzioso, a Juan (Mahershala Ali), lo spacciatore che per caso lo incontra e che diventerà per il bambino una sorte di padre. Sì, perchè Chiron è figlio di una madre drogata e di suo padre non sappiamo nulla. E da quel faggot Chiron cercherà di capire chi è davvero, non solo con l’aiuto di Juan, ma anche della Luna.

La Luna? Sì, è anch’essa protagonista. Come racconta Juan, al chiaro di luna i neri sembrano apparire blu, rendendo quel diverso interessante e misterioso. Ma cosa succederà sotto il chiaro di luna a Chiron?

Ci troviamo di fronte ad una proposta autoriale veramente di qualità, un modo di parlare della diversità che intimamente tocca una certa parte della popolazione americana. Anche in questo caso potrebbe essere un film liquidato troppo facilmente dalla nostra parte dell’Oceano, e mi riferisco in particolar modo all’Italia, in cui non siamo in grado di fare film sull’omosessualità (ormai anche Ozpetek sembra essersi perso).

This image released by A24 Films shows Alex Hibbert, left, and Mahershala Ali in a scene from the film, "Moonlight."  The film is  a poetic coming-of-age tale told across three chapters about a young gay black kid growing up in a poor, drug-ridden neighborhood of Miami. (David Bornfriend/A24 via AP)

This image released by A24 Films shows Alex Hibbert, left, and Mahershala Ali in a scene from the film, “Moonlight.” The film is a poetic coming-of-age tale told across three chapters about a young gay black kid growing up in a poor, drug-ridden neighborhood of Miami. (David Bornfriend/A24 via AP)

Il mio invito è quindi quello di lasciarsi emozionare dalle poche parole e dai molti gesti e sguardi di questo film, in particolare dalla terza parte che è semplicemente un gioiello, senza dimenticare il ruolo eccezionale (Oscar per me certo) a Mahershala Ali, che avevamo imparato a conoscere in “House of Cards”. Sono veramente curioso di vedere anche “Manchester By The Sea”, perchè quest’anno abbiamo avuto un grande ritorno del cinema americano d’autore di grandissima qualità.