Nico, 1988 – Intervista a Susanna Nicchiarelli

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Nico, 1988 è un film scritto e diretto da Susanna Nicchiarelli che racconta degli ultimi anni di vita (1986-1988) della cantante ed ex-modella tedesca Christa Päffgen, in arte Nico. Già voce in tre dei brani che componevano il famoso disco con la “banana-warholiana” in copertina, Nico si è ritagliata una propria carriera artistica.
Il film ha vinto il Premio Orizzonti per il miglior film alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Intervista di Enrico Rossi

Come mai la scelta di concentrare la storia nei due anni precedenti la morte di Nico/Christa, ovvero dal 1986 al 1988? Cosa è accaduto secondo te nella vita artistica e personale in quel biennio?
A detta di molti quello è stato uno dei periodi più felici della vita di Christa, in cui è riuscita a liberarsi dalle dipendenze, a gestire meglio la sua vita di artista che di madre. Trovavo interessante in questa storia il fatto che il suo periodo migliore fosse il meno conosciuto, che fosse un periodo di cui tutti sanno così poco.

Conoscevi già la figura di Nico “solista” e di donna o come molti il primo approccio è avvenuto attraverso i tre brani dei Velvet Underground a cui ha prestato voce e anima?
Naturalmente il primo approccio è avvenuto attraverso il disco dei Velvet Underground ma poi la curiosità mi ha spinto ad andare oltre ed ho scoperto che da solista Nico era una musicista straordinaria.

Come ti sei documentata sulla figura “mondana” di Nico e sulla sua parabola artistica?
Ho visto documentari, letto libri, ma soprattutto incontrato moltissime persone da cui mi sono fatta raccontare tutto. Le testimonianze più importanti sono state quella del suo manager Alan Wise, quella di Domenico Petrosino, Dome la Muerte, cantante Rock pisano che ha ospitato Nico a casa sua all’epoca del film, e soprattutto quella di Ari, il figlio di Nico.

Veniamo al film: in quanto tempo hai scritto la sceneggiatura e qual è stato l’iter di lavorazione dall’idea al momento in cui la produzione è entrata in gioco? C’è stata una prima fase in cui hai impostato un soggetto, poi un trattamento, e infine la sceneggiatura vera e propria?
Ho impostato la storia e poi ho iniziato ad andare in giro e ad incontrare la gente. Ad un certo punto è entrata la produzione ed uno dei viaggi più importanti a Manchester l’ho fatto con Marta Donzelli, la produttrice del film assieme a Gregorio Paonessa. Scrivevo da sola ma loro hanno seguito al scrittura molto da vicino.

Alla serata di presentazione a Reggio Emilia, al cinema Rosebud, hai raccontato delle interviste che hai tenuto per capire meglio – immagino – la psicologia di certi personaggi. Oltre ad Ari ( il figlio di Nico, ndr) con chi hai parlato? (hai parlato anche con il promoter italiano che si vede a un certo punto nel periodo del tour nel nostra paese?)
Ho parlato con vari promoter italiani o persone che hanno partecipato al tour di Nico in Italia, come dicevo fondamentale è stato Domenico Petrosino a cui è ispirato il personaggio di Thomas Trabacchi, ed è stato molto importante anche l’incontro con Milos Curik, promoter ceco a Praga: la conversazione con lui ha ispirato tutta la sequenza praghese che è una delle sequenze chiave del film.

Sempre durante il tuo intervento hai detto che la sceneggiatura è stata letta da più persone, dai produttori italiani agli stranieri; quali sono stati i suggerimenti che ti hanno comunicato?
Più che altro quello è stato un metro per capire che funzionava, che i rapporti tra i personaggi erano comprensibili a tutti, che la storia era interessante. diciamo che sono serviti soprattutto in positivo per confermarci che andavamo nella giusta direzione.

Alla fine del film viene indicato che alcuni personaggi o la loro evoluzione nella storia è romanzata, in che modo e quali sono?
La band è abbastanza inventata, per comodità l’ho resa una sola band anche se in realtà nel tempo cambiava, il personaggio del manager anche se è ispirato ad un personaggio reale è romanzato come tutti gli altri.

Veniamo agli attori: come hai scelto il cast e dove sono avvenute le selezioni? Raccontaci dell’attrice Anamaria Marinca che impersona la violinista rumena della band (nella vita è proprio figlia di una violinsta rumena) e Thomas Trabacchi.
Per alcuni dei provini, per altri come nel caso di Ana Maria e Thomas naturalmente senza provino, gli ho proposto direttamente la parte perché erano perfetti, ruoli praticamente scritti per loro.

Mi racconti come come sono avvenute le prove degli attori, se ci sono state e come gli hai preparati nel loro ruolo?
Purtroppo stando in paesi diversi abbiamo dovuto leggere le sceneggiature insieme via skype, ma quei primi incontri solo stati utilissimi. Poi abbiamo lavorato gli ultimi giorni prima delle riprese.

E, invece, Trine Dyrholm che interpreta Nico, ho letto che già la seguivi nel suo lavoro d’attrice. Come hai lavorato con lei? Quali suggerimenti hai dato tu e quali lei per definire meglio il personaggio di Nico?
Naturalmente abbiamo letto e provato le scene ma il lavoro più importante è stato quello fatto in studio quando abbiamo registrato le canzoni perché lì abbiamo costruito un personaggio attraverso la voce e la musica ed i movimenti del corpo.

Mi parli delle canzoni che sentiamo? Hai detto che hai lavorato anche in studio… con la band? Dove e come avete lavorato?

A Roma in studio. le canzoni erano state scelte già in fase di sceneggiatura poi i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo hanno lavorato agli arrangiamenti e poi abbiamo lavorato su tutto con Trine.

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Non ti ha spaventato o creato dei dubbi inizialmente, a te o magari ai produttori italiani e stranieri, avere un’interprete che fisicamente era differente da Nico? Una scelta audace? Qualcuno la voleva più somigliante?
È stata una scelta volontaria che ha convinto tutti. La ricerca della somiglianza spesso nei biopic è quello che irrigidisce il racconto. La qualità dell’attrice era indiscutibile e sapevamo già che avremmo comunque usato immagini di archivio della vera Nico.

Ho trovato interessante la struttura temporale che hai dato al film; l’inizio con lei bambina durante il periodo della guerra, momento che si perde quando inizia la storia vera e propria e quasi non te ne ricordi più, finché non la si collega alla storia del registratore utilizzato da Nico per catturare un suono che aveva sentito da bambina. E poi quella bicicletta ed Ibizia. Tre momenti che definiscono la storia?
Sì, ho cercato di strutturarla in maniera più libera possibile, per quadri.

Hai sottolineato anche che ha gestito in prima persona il doppiaggio del film in italiano; in che modo e perché?
Beh c’era una bravissima direttrice di doppiaggio Fabrizia Castagnoli, io ho degusto con lei l’adattamento (perché a volte in doppiaggio vengono cambiati leggermente i dialoghi e volevo seguire quel processo) poi abbiamo scelto gli attori con dei provini per scegliere le voci migliori e più adatte. Non avevo scelta, se non fossi uscita con il film doppiato sarei uscita in tre copie in tutta Italia, equivaleva a non uscire.

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Qual è la tua opinione su Nico/Christa? Un’artista felice, una donna alla deriva, un essere umano in cerca di qualcosa che non ha trovato? C’è quella bellissima frase sul successo e sul fallimento.

Credo fosse un essere umano in cerca di qualcosa che ha trovato nella sua musica.

Vincere a Venezia. Cosa ti ha dato questa vittoria? Ti ricordi cosa hai provato in quel momento?
Moltissima emozione e anche una grande forza: il film piace tantissimo e questo mi riempie di orgoglio non me l’aspettavo.

Il film che distribuzione avrà e cosa accadrà nei prossimi mesi nella tua vita di regista? Nuovi progetti?
Il film è uscito il 12 ottobre quindi più di un mese fa, sta continuando la sua vita in giro per l’Italia ma oggi è una giornata particolare perché esce in sessanta sale per un giorno solo, e di questo sono contenta perché l’uscita del film è stata comunque piccola e anche se piace e va bene la diffusione è stata limitata. Perciò oggi è un occasione perché lo veda gente che non lo ha ancora visto! Ho in programma ancora tanti viaggi in giro per l’Italia ad accompagnarlo e anche all’estero, perché deve uscire in Francia, Olanda e Belgio, e Stati Uniti.

Leggi qui la recensione del film: Nico, 1988