Nicola Ratti, beat elettronici e video

Nicola Ratti è milanese. Nato come chitarrista, si è avvicinato poi ai beat elettronici e alla musica elettroacustica e ha curato anche la colonna sonora di alcune videoinstallazioni e video performance. E’ il chitarrista dei Ronin e collabora regolarmente con musicisti come Attila Faravelli e Giuseppe Ielasi nel duo Belllows.

Intervista di Boss Hogg

Quando sei transitato dagli strumenti tradizionali al digitale e com’è nata la tua passione per l’elettronica?
In realtà non è avvenuto un passaggio da analogico a digitale, piuttosto da strumenti consueti come la chitarra a strumenti diversi come il giradischi, sintetizzatori analogici e oggetti autocostruiti. La passione per la musica elettronica c’è sempre stata, forse ora è semplicemente maturata.

Quali sono i muisicsti dell’avanguardia che secondo te ti hanno ispirato a tentare questo percorso musicale?
Negli ultimi 2-3 anni ho ascoltato molta minimal techno, dubstep e cose del genere, ho iniziato a frequentare un negozio di dischi techno/dance dove compravo mix in 12″che poi a casa usavo come fonti sonore per le mie sperimentazioni che però non andavano in quella direzione. I nomi degli artisti quindi fanno parte di un mondo ritmico/elettronico piuttosto che di avanguardia anche perchè molto spesso nella techno o similari la sperimentazione è molto più interessante e proficua di quella portata avanti nella musica d’avanguardia più nota. Comunque i miei ascolti spaziano moltissimo, come per ogni musicista che lavora in un ambito di ricerca.

Parlami un po’ dei tuoi progetti non strettamente musicali (teatro, installazioni ecc.)

Lavoro in maniera più continuativa con una video artista (Fatima Bianchi). L’ultima installazione audio-video l’abbiamo realizzata insieme per il Milano Film Festival 2010. Il video è il campo in cui mi interessa maggiormente collaborare come sound artist e non necessariamente come musicista nel senso più comune del termine. Ma in questo momento sto cercando di ampliare le mie collaborazioni anche in ambito teatrale, si vedrà nei prossimi mesi.

Come sono nate le tue collaborazoni con altri musicisti, come ad esempio Attila Faravelli?
Il progetto FaravelliRatti è iniziato da una collaborazione ad una colonna sonora per un film di Andrea Caccia. Con Giuseppe Ielasi e Ronin invece si va indietro negli anni…

Come sei approdato alla Die Schachtel per l’ultimo disco?

Fabio è stato il primo produttore che ha ascoltato il disco, gli è piaciuto e per me è stata una bella notizia. Conosco Die Schachtel da anni, la scena musicale sperimentale milanese non è enorme, ci si conosce tutti, si collabora e ci si aiuta sia tra musicisti che tra musicisti e posti come la galleria ‘O (ora headqaurter dell’etichetta) e questo è molto bello. L’ambiente milanese è abbastanza proficuo e stimolante, ultimamente poi, sarà la primavera, fioccano serate.

Per finire parlami dei progetti attuali e futuri, per quanto riguarda i dischi e i tour?

Sto portando in giro il mio set solista di presentazione di 220 Tones, e sono alla ricerca di date. Nel frattempo sto lavorando ad un disco un po’ più radicale del solito, poi a i nuovi pezzi dei Ronin e ora si rincomincia con Attila per il nostro nuovo lavoro.




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