No Age



No Age- An Object
(Sub-Pop 2013)

Prendete due giovani di LA, fategli ascoltare l’hardcore anni 80, fategli conoscere poi gli Husker Du e il grunge e avrete i No Age. Gusto per la melodia, ma sporca. Due strumenti, chitarra e batteria, registrati in presa diretta, pochi fronzoli, ma un forte impatto. Poi incuriositeli, fateli sperimentare coi suoni. Una chitarra sola, ma in stereo, condita con effetti e sampler suonati live da un un terzo membro che rimane sempre nell’oscurità. La passione per l’elettronica aumenta con il passare del tempo. Tanto che già nel precedente disco Everything in Between a tratti sembrava di sentire suonare un gruppo new wave, perdendo quella furia quadrata più punk dei primi album.


Così il nuovo album dei No Age, An Object, uscito come sempre per la Sub-Pop e cha ha una brutta copertina arancione e verde, continua la stessa direzione intrapresa precedentemente, ma con più spinta. C’è infatti più elettronica e più calma esistenziale. Se i suoni elettrici prima erano solo intermezzi o d’accompagnamento, qui sono i mattoncini di un’atmosfera molto più ampia. Altra grande new entry nel sound del gruppo sono le linee basso, prepotenti in alcune tracce dove diventano quasi centrali con un chitarra più debole, come in I won’t be your generator. C’mon Stimmung suona come i pezzi vecchi, potente e orecchiabile, con un riff da gruppo grunge e una voce un po’ stonata al punto giusto (soprattutto live). Non a caso è il singolo dell’album.
Defector/ed sembra un rumore bianco, una distorsione inseguita da una maracas sporca in sottofondo. In Lock Box, si torna a un punk minimale, con un batteria dai suoni di plastica e un rullante elettronico. Con Running From a Go-Go, il gruppo sperimenti di più con le atmosfere elettroniche, synth ed effetti spettrali e notturni sono l’ossatura di una canzone melodica. Circling with dizzy sembra registrata su VHS durante un live in qualche centro sociale. La batteria è lontana e sottotono, la chitarra si unisce ai sampler in un suono distorto tanto da far gracchiare le casse.

A Ceileing Dreams of a Floor è eterea e leggera, lontana e riverberata, mentre l’inizio della successiva Commerce, Comment, Commence porta queste caratteristiche all’estremo, tanto che se all’inizio sembra un cd chill-out per rilassare una partoriente hippy, diventa poi un suono industriale e rugginoso che rimbomba dall’orecchio destro a quello sinistro come un cattedrale di Marshall.
I No Age, si sono lasciati andare, hanno abbandonato le canzoni semplici e da impatto, tipiche dei loro primi lavori, per un album più ricco di effetti speciali e di atmosfere lente. Da apprezzare il fatto che l’album se lo siano impacchettato, disegnato e stampato fisicamente i membri della band. Il risultato sonoro però non è ottimo, manca un po’ del sale che li distingueva dalla marea di gruppettini lo-fi dal sorriso californiano, la camicetta vintage e gli occhiali da sole. Per il prossimo, vogliamo più freschezza punk.

Davide Rambaldi