Offlaga Disco Pax intervista



Domenica 21 aprile gli Offlaga Disco Pax compiono 10 anni di attività musicale. In quel primo concerto d’esordio sul palco del Circolo Arci Calamita di Cavriago (RE) suonarono cinque brani, quattro dei quali sarebbero poi finiti nel primo disco “Socialismo Tascabile“. E dieci anni dopo, faranno ritorno al Calamita per festeggiare e riproporre dal vivo i 3 album realizzati fino ad oggi. Abbiamo pensato di intervistare gli Odp per fare il punto della situazione e farci spiegare come si svolgerà questa giornata di festa.

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Intervista di Enrico Rossi

Dieci candeline per gli Offlaga Disco Pax, vi sareste mai aspettati un’avventura musicale così duratura?

Daniele Carretti: L’idea iniziale del gruppo partiva da altro e c’era voglia di fare qualcosa, più che di avere una visione più o meno longeva. Si parte bene o male sempre sperando che quello che si fa duri nel tempo soprattutto quando è un qualcosa di cui essere soddisfatti, ma da qui a dire che ci aspettavamo un tempo così lungo assieme, non credo.

Max Collini: La prospettiva iniziale non andava molto al di là del nostro naso: qualche concerto, il divertimento di fare qualcosa di nuovo con persone nuove, la curiosità di cimentarmi col palco, cose così. Forse la totale mancanza di ambizioni e il mettere insieme gli Offlaga Disco Pax per pura intuizione situazionista ci ha aiutati.

Enrico Fontanelli: L’abbiamo sempre vissuta giorno per giorno, senza troppo guardarci indietro almeno per quanto riguarda la nostra storia. Nemmeno quella del decennale è occasione per nostalgie domestiche, piuttosto un’occasione per festeggiare ringraziando chi ha preso parte volente o nolente al nostro percorso.

Tutto è partito dal Calamita in un qualche modo, come andò quel primo concerto? C’era tensione nell’aria?

Daniele: Era una serata del premio “Augusto Daolio” che ci metteva in “competizione” con altri due gruppi per passare la selezione. Un po’ di tensione c’era sicuramente ma c’era anche molta voglia di suonare e proporre questa cosa “diversa” dalle solite cose che suonavamo io ed Enrico.

Max: Io ero letteralmente terrorizzato. Non ero mai stato su un palco vero, avevo già 36 anni suonati e credo di avere somatizzato una paura che ancora non mi ha abbandonato del tutto. Ad un certo punto mi hanno detto che su un brano Enrico e Daniele hanno acceso due candele e si sono affiancati a me mentre leggevo un testo e la base musicale andava per conto suo. Ecco, io non me ne sono accorto. Fate voi…

Enrico: Credo fossi già in doppia cifra coi concerti al Calamita all’epoca, anche se si trattava della mia prima volta al “Daolio”. Da parte mia più curiosità per come avrebbe reagito la gente che tensione. Di preciso ricordo solo l’annuncio del passaggio di turno a fine serata, che nella mia testa era solo un: ” avremo un’altra data a breve ”

Da quanto tempo “esistevate”?

Max: Le prime prove degli ODP risalgono alla fine di gennaio o i primi giorni di febbraio del 2003. Sicuramente era gennaio 2003 quando l’idea di Enrico venne resa nota e immediatamente accettata da tutti e tre.

Enrico: Purtroppo non esiste sulla mia o nostra agenda – dovremmo chiedere i tabulati alle compagnie telefoniche – alcun segno di data di nascita del progetto, la cosa si consumò tra una telefonata mia a Daniele nel tragitto a piedi che portava da viale Montegrappa all’ufficio di Max in un primo pomeriggio di inizio gennaio 2003.

Che pezzi avevate suonato?

Max: La scaletta era (non ricordo però se l’ordine sia esatto): Kappler, Khmer Rossa, Soap Opera (rimasta inedita), Cinnamon e Tono Metallico Standard. Erano i primi brani che avevamo provato, sostanzialmente esistevamo da un paio di mesi e quello era tutto il repertorio disponibile, proposto in versioni poi sviluppate nel tempo. “Robespierre” arrivò qualche settimana dopo, allora non esisteva ancora.

Erano i primi brani che stavate provando? Come vennero fuori?
Daniele: L’idea era di musicare in stile colonna sonora i racconti di Max, esistevamo da pochissimo tempo e praticamente avevamo portato tutto il provato a quella serata. I brani erano venuti fuori a modi improvvisazione in sala prove, seguendo più o meno le atmosfere dei testi di Max, suonando strumenti che avevamo a disposizione e altri che abbiamo aggiunto strada facendo.

Enrico: Non ricordo particolari problematiche, credo suonammo Tono Metallico in una versione particolarmente acerba senza ritmica, Soap Opera che era in concorso in tema
“Violini di Santa Vittoria ” dei quali nel pezzo veniva usato un campione, il resto è rimasto
circa come finì sul primo album.

Max: Io portai in sala prove un po’ dei miei racconti, cominciai a leggerli nel microfono e Enrico e Daniele a suonare. A pensarci bene funziona ancora così in molti casi…

Ricordate come avvenne la scelta del nome? Casuale o ponderata?

Enrico: La scena si è consumata in circa 15 minuti tipo : “Ti va di salire sul palco all’età di 35 anni?” ( la mia e di Daniele ora ) ……………. ”Sì”………. “Che nome scegliamo?” …………
E dopo dieci minuti e i primi due aneddoti abbiamo fissato OfflagaDiscoPax. Credo fossimo tutti e due in piedi, per rendere l’idea,nonostante fossimo in ufficio. Max ci tempestò di sms nei giorni seguenti con proposte nuove, peccato averli persi. Vinse comunque l’estemporaneità del primo.

Max: Offlaga mi uscì fuori immediatamente, il primo nome in assoluto che proferii quel giorno in cui Enrico venne in ufficio da me a proporre questa pazzia dopo averne parlato al telefono con Daniele. Poi mille altre ipotesi, regolarmente scartate. Si salvò però l’opzione Disco Pax ed il gioco era fatto.

Daniele: Ricordo una valanga di sms di Max in cui ci proponeva serie di nomi da usare, prima di arrivare a un compromesso.

C’era un preciso intento di fare una band e trasformare i racconti di Max in colonne sonore parlate, oppure era semplicemente un diversivo alle serate emiliane?

Daniele: La prima che hai detto. Oltre, in parte, a voler anche un po’ ovviare alle solite cose che già suonavamo in altre band, e il fatto che Max non cantasse ci portava verso cose per forza diverse e a cui dare un approccio molto differente.

Max: Io adoravo l’idea della band come concetto, come comunità di intenti collettiva. In realtà eravamo persone diverse, con stili di vita differenti ed appartenenti a generazioni diverse. Le nostre diverse sensibilità sono state la nostra forza e hanno generato una peculiarità che ci ha permesso di arrivare fino a qui, una cosa che non puoi pianificare a tavolino e che corrisponde a qualcosa di più che la semplice somma algebrica dei talenti veri o presunti di tre persone…

Enrico: Ognuno aveva le sue differenti motivazioni per iniziare e portare avanti questa cosa, senza troppe pretese. E comunque abbiamo sempre provato la domenica pomeriggio…

Dopo il concorso al Calamita cosa è successo?

Daniele: Grazie a contatti di Max, sopratutto a Roma, pian piano ci è capitato di fare un qualche concerto nella capitale e poi a decidere di provare ad iscriverci al RockContest di Firenze, promosso da Controradio. Da lì poi tutto ha iniziato lentamente ad assumere una dimensione diversa.

Max: Vincendo il RockContest di Firenze nel 2004 ci trovammo davanti giornalisti, addetti ai lavori e una etichetta che si innamorò di noi seduta stante. Ci ha aiutati a velocizzare la prassi standard, ma non saprei dire se senza quella situazione sarebbe successo tutto ugualmente. Del resto, come dice un mio amico molto saggio, solo il senno di poi è una scienza esatta.

E questa domenica 21 aprile si torna al Calamita per festeggiare una sorta di compleanno. E’ un chiudere il cerchio e andare oltre?

Daniele: Speriamo di festeggiare lì anche il 20° anniversario…chiuderemo un altro cerchio nel caso.

Max: E’ un traguardo. Festeggiamo la fine del nostro secondo piano quinquennale, che mi pare abbia raggiunto risultati più lusinghieri di quanto preventivabile. Sarà bello rivedere tante persone che ci hanno visto nascere, sostenuto e creduto in noi quando nessuno ci avrebbe scommesso un pezzo di erbazzone. Di sicuro non mi verrà un infarto sul palco come dieci anni fa, almeno spero. Spetta che mi tocco…

Come si svilupperà la giornata?

Max: Partiremo alle 17,00 con una “merenda del decennale“, dove chi vorrà potrà portare una torta (dolce o salata) da condividere con gli altri presenti a tema Offlaga (ma se è buona va bene anche non a tema), poi avremo un po’ di amici musicisti ospiti a intrattenere i convenuti, un mercatino, dj set, poster, magliette e spillette realizzate da noi per celebrare la ricorrenza. Alle 18 e qualcosa suoneremo tutto “Gioco di Società“, alle 21 e qualcosa tutto “Bachelite” e verso le 22,30 circa tutto “Socialismo Tascabile“. In mezzo ai tre set ODP musica e altro ancora e in ogni caso nessuno potrà venire a dire a fine giornata: “bello, però non avete fatto quel pezzo là…” perché suoneremo TUTTO!!!

Ci sono sorprese che potete svelarci in anticipo?

Daniele: Quello che succederà veramente lo scopriremo domenica, sarà una sorpresa anche per noi. Intanto abbiamo buttato le basi per la giornata…

Max: Venite e vedrete!